Tetto e fotovoltaico: una cosa sola

tettoIl concetto di integrazione architettonica per il fotovoltaico ha subito in questi anni una autentica rivoluzione: Infatti da quando, nei primi regolamenti connessi ai regimi incentivanti del Conto Energia, ancorati ad una visione monolitica del fotovoltaico, ancorata rigidamente al modulo, si interpretava unicamente con una sintonia geometrica di inclinazione e di complanarità con la superficie di appoggio, si è passati, ad un fotovoltaico, capace anche grazie alla grande forza innovativa, di divenire completamente materiale da costruzione. Una nuova filosofia che ha permesso di abbattere quel fastidioso diaframma fra edilizia e tecnologia fotovoltaica e che ha visto il pannello fotovoltaico “ospite” della copertura o del tetto su cui è posato, fatta di tanti nuovi materiali come tegole fotovoltaiche, vetri fotovoltaici etc.. Un prodotto che ben si adatta specialmente a tetti “nordici” o comunque che richiamano i tetti di ardesia, di cui sono ricche anche certe regioni del settentrione d’Italia, dove sono disponibili giacimenti di ardesia detta anche “pietra di lavagna” dalla località della riviera ligure (il materiale utilizzato per le vecchie e romantiche lavagne) e che richiama molto il colore antracite di fondo della gran parte delle tecnologie fotovoltaiche. Si tratta di un prodotto messo a punto dal designer olandese Ruben Beijer denominato PV Premium Photovoltaic In-14-7072-2013-1Roof System e prodotto dalla Indach System, composto da listoni (vedi immagine a destra) che costituisce a tutti gli effetti il tetto alla stessa stregua dei normali coppi e che, oltre agli evidenti aspetti estetici, garantisce la massima tenuta e resistenza anche alle sollecitazioni atmosferiche estreme come vento, neve, grandine e pioggia forte etc.. Secondo i primi riscontri molto buoni anche i risultati in termini di efficienza energetica di conversione. Molti i test a cui è stato sottoposto il prodotto circa la sua impermeabilità e soprattutto per quanto attiene la resistenza al vento, testata in galleria del vento anche a fronte di eventi estremi tipici di forti tempeste, purtroppo sempre più frequenti alle nostre latitudini. L’innovativo sistema del tetto color antracite è perfettamente adattabile sia in casi di ristrutturazione di vecchi edifici che di nuove costruzioni. Estremamente semplice anche la posa, con un modulo dell’altezza di una tegola standard in altezza, ne sostituisce invece sei in larghezza. Altro aspetto sicuramente non trascurabile nell’ambito del green building, la elevatissima adattabilità della tecnologia nel disegno del tetto che lo rende particolarmente adattabile per l’utilizzazione nella realizzazione di tetti ventilati rendendo facilmente realizzabile un sistema di sottoareazione che incrementa ulteriormente l’efficienza del modulo stesso. Insomma un altro prodotto in cui efficienza, estetica ed integrazione trovano un punto d’incontro straordinario, aprendo davvero nuove ulteriori ed interessanti opportunità installative in ambito BIPV (Building Integrated PhotoVoltaic). 
A seguire un video che illustra le caratteristiche salienti del nuovo prodotto.

Sauro Secci

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