Orto bioattivo per il corpo e per l’anima: il nuovo progetto de “La Parrocchia dell’Invisibile”

Il Casentino è da sempre terra di grande spiritualità e di profondo misticismo, per la presenza di luoghi storici di assoluto riferimento per la spiritualità come La Verna e Camaldoli, ma anche di esperienze rinnovate come quella della Fraternità di Romena che gravita intorno alla omonima, millenaria pieve e che, dalla sua fondazione, l’ha vista trasformarsi in una autentica costellazione di eremi tornati a nuova vita, intorno a chiese rurali di rara bellezza anche per la loro valenza ambientale.

     

Una di queste realtà è indubbiamente quella de La Parrocchia dell’Invisibile, della quale sono anche affezionato collaboratore, animata dall’opera de caro amico prete di strada ed esperta guida in Terra Santa Luca Buccheri e della educatrice professionale modenese e sua stretta collaboratrice, Monica Rovatti e che ha trovato da oltre un anno la sua dimora nella chiesa rurale di Terzelli. Una chiesa, quella di Terzelli che, pur in assenza di specifica documentazione in merito, si ritiene di origine romanica, come la maggior parte delle chiese rurali casentinesi, costruite nel XII-XIII secolo (link sito FAI).

La prima menzione della chiesa di Terzelli risale al 1299, ricordata tra i 17 popoli costituenti il piviere di San Martino a Vado. Si tratta di un luogo che, con la progressione dei lavori di restauro, sta divenendo il cuore pulsante della “Parrocchia dell’Invisibile” e delle sue molteplici attività (www.terradelsanto.it), un luogo di spiritualità e accoglienza per i viandanti di oggi, che nella logica nomade ed itinerante trova oramai da anni la sua essenza con un programma di proposte itineranti nei luoghi più belli del nostro paese nelle proposte de “La Tenda e la Vela” (link per scaricare il pdf) .

Proprio dopo la prima fase degli interventi di ristrutturazione è stato intrapreso anche un percorso legato ad una visione più integrata dell’ecologia, troppo spesso relegata agli impatti delle attività umane sull’ambiente, che mira a ridefinirne il perimetro, integrando in esso i tanti aspetti dell’ecologia del corpo e dell’anima e delle profonde interazioni anche con i regni vegetale, minerale ed oltre.

Per questo, nell’ambito delle diverse attività di coinvolgimento dei sognatori irriducibili in percorsi di lavoro di gruppo, uno degli ambiti su cui ci si sta muovendo è quello di uno dei simboli di comunità, nel segno del coltivare e custodire, così ben espresso dalla Genesi (Gen 2,15) Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse“, rappresentato dall’orto.

Un abbraccio grande quello che l’orto rappresenta per nutrire il corpo ma anche l’anima, visto che si tratta della realizzazione di un “orto bioattivo”, tipologia che va oltre le pratiche del biologico e biodinamico, ispirandosi al funzionamento delle grandi foreste pluvali del pianeta. Una tipologia di orto ben nota ai lettori di questo sito, come uno dei pilastri di Ecofuturo Festival sia nei suoi principi, visto che può essere fatto anche da portatori di handicapp e di cui abbiamo parlato nel post ““Fatti l’orto”: l’orto bioattivo che produce ininterrottamente per dieci anni“, sia per il valore “nutraceutico”, cioè come alimenti prodotti sia dal valore nutritivo che terapeutico (vedi post “Sei pronto a mangiare sano? L’agricoltura conquista l’urbe a Firenze“) .

Il progetto, che ha visto in questi giorni la prima fase di impostazione dell’orto, con la encomiabile assistenza dell’Architetto Alessandro Esteri, ha avuto anche la visita al sito di Terzelli dell’ideatore dell’Orto Bioattivo, Andrea Battiata, che si è intrattenuto con i volontari impegnati nel campo di lavoro, per approfondire diversi aspetti legati ad ambiente e salute del corpo e dell’anima. 

Il progetto di Terzelli non si limita alla sola costruzione di un orto ad uso comunitario, ma si propone di diventare luogo di aggregazione, socialità e formazione con l’organizzazione di momenti dedicati alla scoperta di un’agricoltura sostenibile associati alla spiritualità della terra. La connessione tra il lavorare la terra e il vivere la vita godendo delle piccole cose diverrà così spunto per corsiattività didattiche e momenti conviviali aperti a tutti. Ecco perché all’interno dell’orto ci sarà uno spazio conviviale, con una tavolata per accogliere tutte queste attività.

In occasione di questa importante tappa di un percorso che si preannuncia lungo, articolato e partecipato, La Parrocchia dell’Invisibile ha organizzato una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI per la realizzazione di un ORTO SOCIALE BIOATTIVO A TERZELLI dal 17 luglio al 17 novembre 2019. 

Una raccolta fondi per realizzare uno dei sogni di Terzelli: l’orto del futuro a impatto zero, con l’aiuto della piattaforma informatica, messa a disposizione da Banca Etica. 

Vedi di cosa si tratta ed eventualmente dona la tua offerta seguendo questo link

Sauro Secci

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3 risposte a Orto bioattivo per il corpo e per l’anima: il nuovo progetto de “La Parrocchia dell’Invisibile”

  1. Mario Peduto Follonica GR ha detto:

    Ciao Sauro,scusa se ti espongo un quesito diverso, ma desidero chiederti informazioni sulle pale eoliche,vorrei sapere quando sono ferme ma non per assenza di vento quali possono essere le motivazioni del fermo.Se poi mi puoi dare dettagli su quelle di ultima generazione mi farebbe piacere,grazie infinite e buon lavoro,con la stima di sempre,Mario Peduto.

    • saurosecci ha detto:

      Ciao Mario, bella domanda la tua perché va a un punto cruciale dell’eolico. tendenzialmente le pale eoliche ferma con presenza di vento possono esserlo per motivazioni di manutenzione (solo in una piccola frazione di ore/anno) ma se la cosa si cronicizza allora siamo in presenza di un assist micidiale per i detrattori di questa splendida forma di energia rinnovabile. Sono infatti diversi i casi sopratutto nel Sud Italia dove per vocazione eolica si concentrano il maggior numero di impianti che per fenomeni speculativi alcuni impianti costruiti siano oggi non eserciti, ma non solo, anche q

      • saurosecci ha detto:

        ma non solo, anche nel centro Italia dove io abito ci sono purtroppo impianti costruiti e rimasti poi al palo per motivazioni anche legate a non lineari percorsi autorizzativi. Per quanto riguarda le grandi turbine eoliche anche nelle applicazioni on-shore si stanno costruendo macchine anche superiori ai 3 MW di potenza con diametro del rotore superiori ai 100 metri ed altezze del mozzo anche di 120 metri come nel caso del nuovo parco eolico dell’area Lucchini a Piombino.

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