La Geotermia a bassa entalpia arriva anche sulle Alpi con “Greta”

Una delle fonti rinnovabili da declinare decisamente al plurale e decisamente quella geotermiche, che grazie alla sua forma a bassa entalpia, si propone davvero come ubiquitaria e davvero fattibile ovunque, anche nei distretti geografici i più impensati, per dare un contributo determinante alla de carbonizzazione dei modelli energetici, per le sue grandi potenzialità di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.

Ad abbattere assolutamente ogni muro geografico  il Progetto “Greta”, che si propone la diffusione della geotermia a bassa entalpia nell’intero arco alpino e che vedi uniti in partenariato ben 12 soggetti, costituiti da università, centri di ricerca, organismi internazionali, agenzie statali, enti regionali e cluster di aziende.

Si tratta di un distretto geografico, quello del’arco alpino europeo, caratterizzato da paesi altamente energivori dal punto di vista climatico, principalmente per il riscaldamento concentrato prevalentemente nei settori turistico e residenziale.

Si tratta di un progetto la acui genesi è stata determinata dal fatto che in alcuni recenti studi di valutazione sul potenziale delle fonti rinnovabili in quelle aree geografiche, non è stata correttamente valutata ed evidenziata proprio la fonte geotermica a bassa entalpia (Near-Surface Geothermal Energy – NSGE).

Per questo ragione quindi i 12 partner provenienti da 6 diversi paesi europei (Italia, Francia, Svizzera, Germania, Austria e Solvenia), hanno dato vita al progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), con l’obiettivo di dimostrare il potenziale della geotermia a bassa entalpia applicata all’arco alpino europeo, promuovendone l’integrazione in futuri piani energetici, a diversi livelli amministrativi.

Come sottolineato il leader del progetto GRETA Kai Zosseder della Technical University of Munich di Monaco di Baviera, in apertura della mid-term conference tenutasi il 7 novembre scorso a Salisburgo,  “dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili a basse emissioni, ma per ora il potenziale della geotermia a bassa entalpia non è ancora stato ben valorizzato”.

La conferenza ha costituita una opportunità per presentare le migliori pratiche ad oggi implementate come:

  • il sistema informativo sulle pompe di calore realizzato per la città di Salisburgo;
  • il data center della BMW, che utilizza per il raffrescamento un sifone di drenaggio della falda idrica che passa sotto la metropolitana di Monaco di Baviera;
  • l’infrastruttura di trasporto realizzata per la stazione di Oberstdorf (Baviera), nella quale 23 scambi ferroviari sono mantenuti liberi dal ghiaccio mediante un sistema con sonde geotermiche.

Durante la stessa conferenza stampa, sono stati inoltre presentati alcuni degli studi ad oggi condotti, tra i quali quello sul rapporto tra capacità di geoscambio e costo di installazione. Infatti per esempio in Valle d’Aosta, come si legge nel comunicato stampa, un impianto a circuito chiuso può costare fino al 38% in più ad Aosta (dove il terreno è scarsamente conduttivo) rispetto a Courmayeur (con presenza di un terreno caratterizzato da rocce a maggiore conducibilità termica. Per contro, la piana di Aosta si presta molto bene invece alla realizzazione di impianti a circuito aperto, come nel caso della ristrutturazione di Maison Lostan, futura sede di uffici regionali.

Si tratta di un progetto al quale manca ancora un anno di lavoro, durante il quale i partner continueranno a lavorare sui fronti dello scambio di esperienze e best practices, sullo studio del potenziale geotermico e su come implementarlo negli strumenti di pianificazione energetica.

I partner del progetto “Greta” sono:

  • Technical University di Monaco
  • ARPA Valle d’Aosta
  • Geological Survey Austria
  • Geological Survey Slovenia
  • BRGM
  • POLITO
  • EURAC
  • Triple-S
  • INDURA
  • Regione Lombardia
  • Climate Alliance
  • Università di Basilea

Link sito progetto GRETA 

A seguire un berve contributo video che ci accompagna negli obiettivi del progetto “Greta”


Sauro Secci

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