Mobilità UE: nuove prove obbligatorie per le emissioni delle auto

Settembre traccia uno spartiacque in UE per i nuovi modelli di autoveicoli, i quali, prima di poter circolare sulle strade europee, dovranno superare un set aggiornato ed affidabile di prove sulle emissioni in condizioni di guida reali, definite come Rde “Rela Driving Emission” (“emissioni reali di guida“), oltre ad una prova di laboratorio migliorata, definita Wltp (World Harmonised Light Vehicle Test, “procedura di prova per i veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale“).

Le nuove procedure di test mandano in pensione il NEDC, ciclo di omologazione aggiornato l’ultima volta nel 1997, con gli automobilisti europei che potranno finalmente riscontrare consumi reali più vicini nello loro vetture rispetto a quelli espressi nei dati di omologazione. Per questo l’Associazione dei Costruttori Automobilistici Europei (ACEA) ha lanciato da qualche tempo fa il nuovo sito web WLTPfacts.eu, per divulgare ai consumatori i benefici delle nuove procedure di test, esaminare l’impatto del WLTP sui consumatori, dando una panoramica delle politiche attuabili per una corretta implementazione del nuovo protocollo.


Il nuovo set di prove sulle emissioni sarà in grado di garantire risultati più attendibili, contribuendo a ricostruire un rapporto di fiducia da parte degli utenti circa le prestazioni ambientali dei nuovi autoveicoli con motore endotermico, collocandosi nel più ampio contesto delle diverse importanti attività che la Commissione sta conducendo per una industria automobilistica più, pulita, sostenibile e competitiva.
Passando al dettaglio delle nuove e più severe prove di misura delle emissioni, quelle di NOx e di particolato, di gran lunga gli inquinanti di maggiore impatto della mobilità sulla qualità dell’aria, saranno eseguita in modo più affidabile, in condizioni di guida reali con la prova Rde, la quale andrà ad integrare una procedura di prova in laboratorio nuova e più realistica come la già citata prova Wltp e questo sarà valido per tutte le emissioni, comprese quelle di CO2, e di consumo di carburante e di altri inquinanti atmosferici. Da questo mese di settembre 2017 dunque, entrambe le prove diverranno obbligatorie per tutti i nuovi modelli di autoveicoli e saranno gradualmente introdotte per tutti i veicoli nuovi tra il 2018 e il 2019.


Si tratta di modificazioni collocate in una più ampia revisione del sistema di omologazione, secondo le indicazioni del regolamento presentato dalla Commissione Europea a gennaio 2016, che garantirà maggiore qualità e indipendenza delle prove sui veicoli unitamente ad un controllo più attento sugli autoveicoli già in circolazione, introducendo la vigilanza UE sull’intero sistema.
Passando più specificamente agli aspetti normativi legati alla qualità dell’aria, gli Stati membri sono tenuti a rispettare i valori limite dell’UE per una serie di inquinanti, tra cui l’NO2, stabilendo piani per la qualità dell’aria nelle aree dove i valori limite siano superati.
La strategia europea per una mobilità a basse emissioni, in questa fare di migrazione verso la “zero emission” della mobilità elettrica è orientata ad incrementare l’efficienza del sistema dei trasporti, accelerando la diffusione delle energie alternative a basse emissioni, come quelle legate per esempio al GNL. Si tratta di una strategia basata su una gamma di alternative energetiche a basse emissioni per autovetture e autobus e concentrata anche sull’elettrificazione dei trasporti ferroviari e sull’impiego dei biocarburanti nei settori del trasporto aereo e del trasporto su gomma di merci e passeggeri. La stessa Commissione prevede inoltre di adottare entro il prossimo novembre 2017 un piano d’azione riguardante un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di diffondere maggiormente l’uso dei carburanti alternativi in Europa.

Secondo Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività: “Le nuove prove delle emissioni costituiscono una tappa fondamentale nel lavoro che stiamo realizzando per disporre, nei prossimi anni, di veicoli più puliti e più sostenibili, ma molto rimane ancora da fare. Lo scandalo delle emissioni ha rivelato la necessità di una maggiore indipendenza delle prove a cui vanno soggetti gli autoveicoli e di una più attenta vigilanza del mercato. La Commissione deve inoltre avere la facoltà di intervenire in caso di irregolarità ed è proprio a tal fine che ha presentato una proposta nel gennaio 2016, rimasta sul tavolo sino ad oggi. È giunto ormai il momento che il Parlamento europeo e il Consiglio procedano alla sua adozione. Vanno inoltre profusi sforzi a livello di UE per incoraggiare con decisione la mobilità a basse emissioni.

Sulle nuove disposizioni anche il commento della Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI Elzbieta Bienkowska, secondo la quale: “Un passaggio rapido a veicoli ad emissioni zero è nel nostro interesse, se consideriamo i rischi per la salute pubblica e l’ambiente, ed è essenziale per l’industria automobilistica, se intende rimanere competitiva a livello internazionale. Per il momento, però, i veicoli diesel fanno ancora parte della nostra vita e dobbiamo ripristinare la fiducia in questa tecnologia: ecco perché è fondamentale disporre di prove aggiornate e più affidabili per gli autoveicoli nuovi mentre, per quelli già in circolazione, gli Stati membri devono assolvere i loro compiti, ossia dare esecuzione alle norme e adottare nuovi provvedimenti, insieme a tutte le parti interessate, al fine di ridurre le emissioni del parco veicoli esistente.

Un occhio attento è poi quello che la Commissione Europeo sta ponendo sui provvedimenti adottati dagli Stati membri relativamente ai veicoli inquinanti già in circolazione. A fronte delle rivelazioni del settembre 2015 connesse al “caso Volkswagen”, con le quali era stato reso noto l’uso da parte del gruppo Volkswagen di software di manipolazione per eludere le norme in materia di emissione per alcuni inquinanti atmosferici, la Commissione ha invitato tutti gli Stati membri, in qualità di autorità responsabili della vigilanza del mercato e dell’applicazione della normativa in materia di omologazione, a mettere in atto le necessarie indagini al fine di verificare i livelli di emissioni reali dei veicoli circolanti sui rispettivi territori, garantendo così la conformità al diritto dell’UE. La Commissione ha appoggiato le attività a livello nazionale mediante l’elaborazione di una metodologia comune di prova che riveli la presenza di dispositivi di manipolazione che alterano i risultati delle prove di laboratorio e garantisca la coerenza dell’esito delle indagini nazionali. E’ stato inoltre pubblicato un documento orientativo per supportare le autorità degli Stati membri a valutare se i costruttori automobilistici utilizzino dispositivi di manipolazione o mettano in atto altre strategie risultanti in un aumento delle emissioni del veicolo al di fuori del ciclo di prova, analizzando se tutto ciò sia tecnicamente giustificabile.
Al riguardo, nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della normativa UE in materia di omologazione, continua a controllare se il diritto dell’Unione in materia sia correttamente applicato. La Commissione sarà garante inoltre del rispetto delle norme sulla concorrenza, continuando a lavorare affinché sia garantito un trattamento ai consumatori utenti.

Sauro Secci

 

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