Accumuli elettrochimici: “shared storage” e isole minori nel nuovo “Libro Bianco 2.0” di RSE

Uno degli ambiti strategici fondamentali nella transizione energetica in atto verso al de carbonizzazione dei sistemi energetici, è indubbiamente quello dei sistemi di accumulo, con particolare riferimento a quelli di tipo elettrochimico, i quali sono entrati finalmente nella loro “adolescenza tecnologica”, avviandosi verso una maturità che, pur se relativamente lontana, risulta finalmente molto più concreta da raggiungere. A fare il punto sulle molte svolte evolutive in atto in questo settore, il nuovo “Libro Bianco sui sistemi di accumulo 2.0” realizzato da ANIE Energia e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), che verrà presentato il prossimo 10 maggio 2017 a Milano (link evento), realizzato con i contributi di Enel Produzione, Enel Green Power e Politecnico di Milano. Un documento che individua i punti d’accesso della tecnologia al sistema elettrico, sottolineandone opportunità e criticità.
Sul fronte evolutivo tracciato dal documento, la realizzazione dei primi sistemi “virtuali”, nei quali batterie diffuse fra molti utenti sono messe a fattore comune per costituire un sistema aggregato con significativi vantaggi ed economicità di scala. Un ambito di grandissimo interesse per l’applicabilità nelle nostre bellissime isole minori, non servite dalla rete nazionale e che si eleggono a laboratori ideali per queste nuove tecnologie e l’autoproduzione da rinnovabili, che hanno finalmente l’opportunità di proseguire verso la piena decarbonizzazione, dopo anni di profanazioni da “grigio fumo”. E lo dimostrano anche le tante piccole isole di cui è costellato il nostro paese, non servite dalla rete elettrica nazionale, autentici laboratori d’eccellenza dove sperimentare l’autoproduzione da fonti rinnovabili.
Il nuovo “Libro Bianco 2.0 sugli accumuli chimici di RSE“, fa seguito, aggiornandola, alla prima edizione del 2015 (vedi post “Generazione distribuita ed accumuli energetici: isole minori “cantieri di studio” ideali) , costituendone una evoluzione, fondamentale per tenere il passo con il grande sviluppo tecnologico conosciuto dai sistemi di accumulo, anche grazie al settore della E-mobiliy, con una progressiva riduzione dei costi, decisivo, come evidenziato nel documento, per garantire stabilità, gestione ottimale dei parametri di rete e flessibilità, in un sistema caratterizzato sempre più dalla presenza di soggetto che sono sia produttori sia consumatori, i cosidetti “prosumers”.
Sono gli stessi autori del libro bianco a sottolineare come la prossima consacrazione dell’accumulo elettrochimico possa dare risposte alle nuove esigenze di sicurezza ed efficienza richieste dalla evoluzione verso un modello energetico elettrico distribuito. Come commenta Stefano Besseghini Presidente e AD di RSEIl secondo step del Libro Bianco sull’accumulo realizzato per ANIE Energia, mette in evidenza come i sistemi di accumulo siano entrati in una fase che possiamo definire di “adolescenza”. Un passaggio importante in cui è ormai prossimo il momento per questi sistemi di proporsi al sistema energetico consapevoli delle proprie potenzialità ma anche dei propri limiti”.
Una evoluzione tecnologica quella di questi ultimi anni, che sta progressivamente riducendo il gap fra costi di installazione dei sistemi di accumulo elettrochimico e tempi di ritorno degli investimenti, nonostante che l’inadeguatezza degli attuali strumenti di mercato, renda ancora in molti casi tali sistemi ancora proibitivi, con particolare riferimento ai grandi sistemi inseribili in contesti industriali e con utenti dotati esclusivamente di impianti fotovoltaici.
Come spiega lo stesso Besseghini, “abbiamo valutato, insieme ad altri operatori del settore l’evoluzione, tecnica, normativa ed economica, per cercare di tracciare una traiettoria tecnologica credibile e, soprattutto, per comprendere quali ambiti potranno, per primi, offrire concreti ambiti di applicazione”.


Un traguardo accorciato ed accorciabile ulteriormente con i cosidetti sistemi di “shared storage”, cioè di “stoccaggio condiviso” fra differenti utenti, o in sistemi di accumulo applicati in realtà come le piccole isole, che proprio per la loro alta vulnerabilità ambientale ne nobilitano ulteriormente l’utilizzo. Proprio relativamente alle piccole isole, nei due casi di studio considerati nel Libro Bianco, come quelli di Ustica e di Ventotene, i dati evidenziati dalle simulazioni mettono in particolare evidenza l’economicità dell’installazione di sistemi di generazione fotovoltaica abbinati a sistemi di accumulo elettrochimico, come nel caso della sperimentazione in corso a Ventotene. Un ambito, quello delle isole minori, che vede molti progetti in corso, come il progetto europeo “Smart Island” (link sito progetto), in corso a Pantelleria, o come “Favignana Emissioni Zero“, in corso in una delle perle delle Isole Egadi (vedi post “Decarbonizzazione isole minori: al via “Favignana Emissioni Zero”“).
Linee evolutive di particolare significato, quelle in corso per consacrare i sistemi di accumulo nel nuovo mosaico di rete dei nuovi sistemi distribuiti di energia, di particolare valenza economica ed ambientale.

Sauro Secci

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