Efficienza energetica nella EU29: grandi disparità applicative nel primo rapporto EU-MERCI

logo_eu-merciGli obiettivi comunitari legati al pacchetto Clima-Energia della EU, meglio conosciuto come pacchetto “20, 20, 20”, finalizzati alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, incremento delle energie rinnovabili e riduzione dei consumi di energia primaria sono concentrati nei grandi capisaldi di buone prassi e tecnologie etichettate come “green economy”, quelle legate cioè all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e di “white economy” legate all’efficienza energetica, che proprio per il fatto che si tratta di una forma di risparmio di energia alla fonte, ne rappresenta indubbiamente l’espressione più alta.
Proprio nel grande universo della efficienza energetica, sicuramente quella che ancora deve esprimere gran parte delle sue potenzialità, un nuovo rapporto disponibile sul sito del progetto Europeo Eumerci (link sito) (il link per scaricarlo disponibile in calce al post) finanziato dal programma Horizon 2020 con l’obiettivo di creare nell’arco di due anni le condizioni per facilitare la realizzazione e diffusione a livello europeo di progetti di efficienza energetica nell’industria e favorire la predisposizione di schemi di sostegno più efficaci, tenendo conto di quanto stabilito dall’art. 7 della Direttiva 2012/27/UE per l’efficienza energetica sugli schemi obbligatori di efficienza energetica. Un progetto che vede il supporto di numerose organizzazioni governative, istituzionali, industriali, ambientali e del mondo degli utilizzatori finali dell’energia.
Si tratta del primo rapporto prodotto nell’ambito del progetto “Comparative report on technical specificities of EEOSs and alternative measures for the EED implementation”, e costituisce una relazione comparata sulle specificità tecniche degli schemi di obbligo per l’efficienza energetica, i cosiddetti EEO (Energy Efficiency Opportunities), rappresentati per esempio in Italia dai “certificati bianchi2 e delle misure alternative per la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.
Nel rapporto, che ha analizzato le principali misure adottate in 29 stati europei, si evidenzia una grande disomogeneità di politiche e tipologie di schemi adottate. Sono solo 16 ad oggi, gli stati che hanno predisposto schemi obbligatori per l’industria, combinandoli in alcuni casi con altre misure di tipo fiscale o regolatorio o basate su strategie di informazione e formazione.
Nel rapporto si è concentrata l’attenzione sui requisiti dei diversi schemi, in funzione, per esempio, dei metodi di elaborazione dei risparmi energetici dichiarati ed delle modalità di monitoraggio dell’efficienza adottate. Si tratta di aspetti di grande rilevanza dal momento che sono alla base del riconoscimento degli incentivi economico-finanziari riconosciuti. Su questo piano ben 19 degli stati europei hanno impostato le misure predisposte su tali sussidi. Nonostante questo però, le modalità di quantificazione e rendicontazione dei risparmi acquisiti risultano molto diverse da stato a stato e da misura a misura, al pari dei requisiti di controllo e verifica da parte degli organismi gestori.
Il rapporto costituisce la prima pubblicazione del progetto EU-MERCI, dedicato alle buone pratiche per l’efficienza energetica nel settore industriale, al quale faranno seguito altri rapporti dedicati invece agli interventi realizzati e alle difficoltà incontrate dalle imprese del settore industriale a livello europeo, oltre alla pubblicazione di un database delle buone pratiche industriali, che consentirà di visualizzare in forma sinottica, gli interventi realizzati dalle imprese europee negli ultimi anni. Tutto questo sarà accompagnato nel 2017, da una serie di eventi (workshop e webinar), che illustreranno a livello europeo i risultati raccolti dal progetto, offrendo alle imprese indicazioni su come cogliere le opportunità disponibili.
Alla riunione con gli advisor del progetto (rappresentanti dei principali gruppi di stakeholder a livello europeo) svoltasi il 21 novembre scorso, sono stati inoltre illustrati i dati preliminari provenienti dall’elaborazione dei questionari diffusi a industrie ed ESCO allo scopo di identificare la sensibilità delle medie e grandi imprese all’efficienza energetica, gli approcci seguiti per interventi di efficienza energetica e le barriere all’attuazione degli stessi. Dai primi risultati emerge che la maggior parte delle aziende che hanno risposto al questionario usa indicatori di performance ed ha un energy manager, denotando quindi una sensibilità matura verso il tema dell’efficienza. Inoltre, quasi tutte hanno condotto audit energetici e sono certificate ISO 50001. Il 90% ha applicato misure di efficienza energetica negli ultimi cinque anni aumentando la propria credibilità e competitività sul mercato. Emerge infine che il costo degli investimenti è uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’efficienza energetica.

partner_eu_merciEsteso il pannello dei partner di progetto nazionali coinvolti, che vedono per l’Italia due enti di riferimento del settore come RSE e Fire e che sono:

Sauro Secci

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Efficienza Energetica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...