Andamento radiazione solare-emissioni inquinanti in Italia: intrecci complessi

radiazioneUno dei parametri fondamentali nell’ambito del monitoraggio ambientale è indubbiamente quello della radiazione solare, anche nelle sue diverse componenti. Una importanza quella del monitoraggio di questo parametro rafforzata anche dalla sempre crescente applicazione di tecnologie rinnovabili, come fotovoltaico, solare termico e termodinamico.
Ma tornando strettamente agli aspetti ambientali, è decisamente rilevante una ricerca effettuata da un team internazionale condotto attraverso una collaborazione tra Università Statale di Milano, Eth di Zurigo, Isac-Cnr, Aeronautica Militare e Ipe-Csic di Saragozza e con, come primo autore, una giovane dottoranda della scuola di dottorato in Scienze Ambientali della Università Statale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Atmospheric Chemistry and Physics, ha elaborato la variazione dell’andamento della radiazione solare in Italia nel corso degli ultimi 55 anni, dal 1959 al 2013, novità assoluta dal momento che non era ad oggi disponibile nessuna informazione sull’evoluzione temporale della radiazione solare sul territorio italiano.

Indicazioni davvero interessanti e decisamente articolate quelle scaturite nello studio, con la radiazione solare che in Italia ha subito importanti variazioni nel corso degli ultimi decenni. Più specificamente, ad una significativa fase di decrescita della radiazione solare nel corso degli anni ’60, ’70 e fino alla prima metà degli anni ’80, ha fatto seguito una netta inversione di tendenza, con una forte crescita del parametro negli ultimi 30 anni con un andamento che si è riflesso con quello delle emissioni inquinanti e con effetti dai grandi riflessi su diversi aspetti della nostra vita, compreso l’umore. Un andamento che si evidenzia particolarmente se si limita l’analisi del team di ricerca alle sole giornate prive di copertura nuvolosa, nelle quali sia l’iniziale fase di decrescita che la successiva di crescita sono dell’ordine del 8% per decennio. Un andamento, quello tracciato dallo studio per il nostro paese, in sintonia con quello di altre aree del Pianeta con la successione di due fasi:

  • un’iniziale riduzione della radiazione solare (global dimming);
  • un successivo aumento della stessa (global brightening).

andamentossr

Una grande base dati, quella utilizzata nello studio, che ha utilizzato decine di postazioni di rilevamento, disseminati sul territorio nazionale, con sierie storiche di dati dal 1959 al 2013.mappapostazioni

Si tratta di una delle tante ricerche ancora in corso sulle cause di queste variazioni, dalla quale emergono però indicazioni abbastanza chiare sulla loro correlazione diretta e prevalente con le emissioni inquinanti che hanno raggiunto nei Paesi più avanzati i loro massimi livelli proprio quando in corrispondenza con il periodo di più intenso global dimming, per poi registrare una riduzione, grazie alla progressiva maturazione di una sempre più strutturata normativa ambientale per il controllo delle emissioni.

Negli ultimi 30 anni è inoltre migliorata sensibilmente la trasparenza della nostra atmosfera alla radiazione solare, fenomeno che ha fatto si che anche aree caratterizzate tradizionalmente da un’elevata torbidità atmosferica, come per esempio il bacino padano, si siano progressivamente trasformate in aree in cui, grazie alla minore presenza di particolato atmosferico, la radiazione solare riesce ad attraversare maggiormente l’atmosfera.

Come spiega il Professor Maurizio Maugeri, professore del dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano, tra i principali redattori dello studio, “Tra le molteplici conseguenze positive si segnalano un netto miglioramento nella visibilità orizzontale, la disponibilità di maggiori risorse per il settore energetico ed agro-forestale e un miglioramento nel tono dell’umore delle persone”.

Sul versante dei riflessi negativi invece, quello più rilevante è costituto dal “fatto che la crescente trasparenza atmosferica ha probabilmente prodotto un’accelerazione del riscaldamento del clima negli ultimi decenni, anche se per quest’ultimo aspetto sarebbe forse più corretto dire che era stata la precedente crescita dell’inquinamento da particolato atmosferico a produrre un mascheramento del riscaldamento. Nel momento in cui le concentrazioni di particolato atmosferico si sono ridotte, oltre al riscaldamento dovuto alle emissioni di biossido di carbonio e di altri gas-serra, si è aggiunto anche il riscaldamento dovuto al venir meno di questo mascheramento” come sottolinea lo stesso Professor Maugeri.

Sauro Secci

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