Rivoluzione energetica e decarbonizzazione: 10 anni potrebbero bastare

lampadaIl tema della migrazione da un modello energetico concentrato ed unidirezionale, basato sui combustibili fossili ed in mano di pochi, ad uno distribuito, intelligente e decarbonizzato, basato sulla grande coralità del crescente gruppo delle energie rinnovabili coniugato dalla efficienza energetica è sempre più attuale, nonostante le resistente di alcune concentrazioni di interesse che si oppongono strenuamente ad un ineludibile cambio di paradigma. Una migrazione dai profondi significati, che vanno ben oltre gli stretti confini energetici ed economici, sfociando negli ambito etico e sociale, solo se si pensa che con il nuovo modello energetico ogni cittadino ha la possibilità di divenire attore diretto. Molti sono in questi anni le ipotesi temporali legate agli scenari di una tale migrazione, come uno studio molto interessante di Benjamin K. Sovacool, direttore del think tank Sussex Energy Group dell’università inglese del Sussex, dal titolo “How long will it take? Conceptualizing the temporal dynamics of energy transitions”, pubblicato su Energy Research & Social Science, secondo il quale la nuova rivoluzione energetica potrà completarsi nell’arco di una frazione del tempo che è stato invece necessario nelle rivoluzioni precedenti.

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Secondo Sovacool infatti, “la prossima grande rivoluzione energetica potrebbe avvenire in una frazione di tempo rispetto ai grandi cambiamenti nel passato. Ma per arrivarci ci vorrebbe una collaborazione interdisciplinare, uno sforzo multi-scalare. E questo sforzo deve imparare dai trials e dalle tribolazioni di sistemi energetici e transizioni della tecnologia precedenti”.
Nell’articolo pubblicato da Energy Research & Social Science, Sovacool analizza le transizioni energetiche nel corso della storia, sostenendo che “guardando solo al passato spesso si può dipingere un quadro troppo fosco e inutile. Per esempio, per il passaggio dal legno al carbone in Europa ci sono voluti tra i 96 ei 160 anni, mentre per l’energia elettrica ci sono voluti da 47 a 69 anni perché diventasse di utilizzo comune. Ma questa volta il futuro potrebbe essere diverso: la scarsità di risorse, la minaccia del cambiamento climatico e il notevolmente migliorato delle conoscenze tecnologiche e l’innovazione potrebbero notevolmente accelerare un cambiamento globale per un futuro energetico più pulito”.
Nello studio vengono poi portati all’attenzione numerosi esempi di transizioni veloci, troppo spesso non adeguatamente prese in considerazione dagli analisti. Secondo gli analisti della Università del Sussex, nello stato dell’Ontario, per esempio, è stata completata la transizione dal carbone tra il 2003 e il 2014. Un altro importante programma energetico per le famiglie è poi stato portato a termine in Indonesia, dove sono stati necessari appena tre anni per far passare ben due terzi della popolazione dalle stufe a cherosene alle stufe a GPL. Ulteriore esempio preso in considerazione dallo studio, un caso a noi molto vicino, come il programma nucleare della Francia, che “ha visto salire a razzo le forniture dal 4% del mercato del rifornimento di energia elettrica nel 1970 al 40% nel 1982”. Tutta una serie di casi nei quali si è assistito ad un forte intervento pubblico accompagnato da cambiamenti nel comportamento dei consumatori, spesso favoriti da incentivi e dalla pressione degli centri di interesse coinvolti.
Nel suo approfondito studio Sovacool sostiene anche che “la visione tradizionale delle transizioni energetiche come affari lunghi e protratti, che spesso richiedono decenni o secoli per verificarsi, non è sempre supportata da prove. Il passaggio ad un nuovo sistema di energia più pulita richiederebbe cambiamenti significativi nella tecnologia, nei regolamenti politici, nelle tariffe e nei regimi dei prezzi e il comportamento degli utenti e di chi li adotta. Lasciando che questo si evolva da solo, come è stato in gran parte in passato, può infatti richiedere molti decenni. Dovrebbero allinearsi un sacco di stelle tutte in una volta Ma abbiamo imparato abbastanza dalle transizioni precedenti e credo che le trasformazioni future possano avvenire molto più rapidamente”.
Uno studio davvero ricco di spunti basati su dati storici, capaci di farci capire meglio come poter realizzare al meglio le transizioni energetiche di dimensioni globali e locali, oggi come non mai sostenute da una rapidità, ricchezza e vivacità delle nuove tecnologie e per questo capaci di accorciare drasticamente le previsione correnti sulla grande rivoluzione energetica, peraltro già in piena corsa.

Sauro Secci

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