Cambiamenti climatici: il Sud Italia si avvicina al Nord Africa

italia_innalzGli studi sulle conseguente legate ai cambiamenti climatici si stanno intensificando, anche a fronte del progressivo incremento della concentrazione media di CO2 e della temperatura media del pianeta particolarmente acuita nell’ultimo secolo. Come già rilevato in studi recenti a livello planetario, i quali hanno collocato anche il nostro paese nella Top 20 mondiale tra i paesi soggetti a sommersione di aree (vedi post “Cambiamenti climatici ed innalzamento del livello del mare: nella top 20 dei paesi esposti tutti i continenti…“), l’Italia, sia per la sua per collocazione geografica che per la sua conformazione, sembra particolarmente esposta al surriscaldamento globale.
Proprio in riferimento a questo specifico aspetto, un interessante studio condotto da un team di ricercatori del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti di ENEA, coordinati dal Dottor Gianmaria Sannino, insieme ai Dottori Andrea Alessandri e Fabrizio Antonioli, secondo il quale dal punto di vista meteorologico, il nostro Sud Italia rischia di diventare, già nel corso di questo secolo, sempre più simile al Nord Africa, con estati e inverni sempre più aridi e secchi, vedendo nel contempo sommerse intere aree costiere particolarmente vulnerabili.
Un simile quadro determinerebbe il grande rischio per il clima del nostro Sud Italia di assimilarsi a quello tipico del Nord Africa con una crescente carenza di risorsa idrica che determinerà il progressivo inaridimento dei suoli con inevitabili ripercussioni sull’agricoltura, sulle attività industriali ed ovviamente anche sulla salute umana. Come già precedentemente accennato poi, l’altra faccia della medaglia delle conseguenze dei cambiamenti climatici è caratterizzata da migliaia di ettari di territorio che potrebbero venire sommersi dal mare.

PianeCostiere-new

Fonte ENEA 

In particolare nel nostro paese ENEA ha individuato ben trentatré aree costiere ad alta vulnerabilità che rischiano di essere inondate, tra le quali figurano:

  • la Laguna veneta;
  • il Delta del Po;
  • il Golfo di Cagliari;
  • il Golfo di Oristano;
  • l’area circostante il Mar Piccolo di Taranto;
  • la foce del Tevere;
  • la Versilia;
  • le saline di Trapani;
  • la piana di Catania.

Il nostro paese, secondo lo studio ENEA, sarà inoltre soggetto ad un incremento della frequenza degli eventi estremi, come ad esempio alluvioni nella stagione invernale e periodi prolungati di siccità, incendi, ondate di calore e carenza di risorse idriche durante i mesi estivi.

AreeCostiere

Ricerca multidisciplinare nell’ambito del progetto bandiera RITMARE (www.ritmare.it)

Le vulnerabilità più significative oltre all’Italia dell’area Mediterranea rispetto agli effetti del surriscaldamento del pianeta, risultano anche la Spagna meridionale, la Grecia e la Turchia. Se il Sud Italia rischia di avere un clima nordafricano, per il Nord Europa si prospetterebbe una “mediterraneizzazione”, con in particolare l’Europa nord-occidentale, la Gran Bretagna e la Scandinavia che avranno estati molto più secche ed inverni più piovosi rispetto ad oggi.
Le proiezioni realizzate attraverso i modelli climatici mostrano che le aree mediterranee si espanderanno anche verso le regioni europee continentali, coinvolgendo i Balcani settentrionali, la parte sud-occidentale di Russia, l’ Ucraina e il Kazakistan, dove il clima sarà sempre più mite e caratterizzato da un aumento delle temperature invernali. Si tratterebbe dello stesso fenomeno che potrebbe interessare anche la parte nord-occidentale del Nord America.

Sauro Secci

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