Carta della buona geotermia: la bassa entalpia che arriva ovunque

schema_generalebassaentalpiaProseguendo la lunga serie di approfondimenti sulla due giorni amiatina di Abbadia San Salvatore per la elaborazione della omonima Carta, svoltasi gli scorsi 29 e 30 gennaio, analizziamo nello specifico i diversi interventi legati alla geotermia a bassa entalpia, quella disponibile ovunque per la climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento dei nostri edifici), capace, la pari di altre energie rinnovabili come il fotovoltaico, di raggiungere le abitazioni di ogni singolo cittadino. Una sinergia perfetta quella tra fotovoltaico e geotermia a bassa entalpia, effettuata attraverso una pompa di calore che gestisce lo scambio di energia tra il sottosuolo e l’edificio, per dare un impulso decisivo nella autosufficienza energetica dello stesso, avendo la possibilità, in molti casi, di scrollarsi quello scomodo inquilino che è il gas naturale. Molto ricco il panorama di contributi proposti da grandi esperti del settore e dalle eccellenze sia a livello aziendale, come la pluriennale esperienza in questo ambito di aziende di riferimento come Geotermia srl di Volta Mantovana con Silvana Monastero, come dal mondo della ricerca e della innovazione, con l’apporto del Professor Alessandro Sbrana, del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Pisa, il quale ha presentato gli esiti di un progetto di ricerca che ha portato la geotermia entalpia in un centro storico come quello di Pisa ed a pochi metri da uno dei simboli del nostro paese nel mondo come la torre pendente. Un progetto di ricerca applicata che ha permesso, attraverso una estesa rete di oltre un km di cablaggi e circa 100 sensori di temperatura, flusso e di rilevazione consumi, di approfondire e caratterizzare adeguatamente questa forma di sfruttamento della geotermia, attraverso le migliori tecnologie disponibili di monitoraggio e  di modellazione ed ottimizzazione dell’impiantistica utilizzata.

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Una attività di grande valenza che potrebbe essere applicato anche nell’ambito di forme di geotermia di più grande taglia, avendo indubbiamente risposte decisamente più esaustive rispetto a molte delle criticità sino ad oggi rilevate nei territori. Un tema, quello della geotermia a bassa entalpia che ha dato la possibilità agli intervenuti all’evento di apprezzarne gli innumerevoli ambiti applicativi che, oltre alla climatizzazione degli edifici si estendono a molte utilizzazioni in ambito agricolo. In questo ambito si sono collocati gli approfondimenti di Silvana Monastero che, proprio per consolidare i profondi legami tra geotermia a bassa entalpia e fotovoltaico nell’ambito della serricoltura, ha presentato una realizzazione nella regione Marche, costituita da un impianto geotermico a bassa entalpia composto da 55 sonde verticali da 100 ml e 35 sonde verticali da 120 ml, con uno sviluppo verticale di 92,4 Km di tubazione in polietilene, integrato con un impianto fotovoltaico da 200 kWp, installato sulla copertura serricola.

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Altrettanto interessante l’intervento portato avanti dalla ESCo White Energy Group srl, nell’ambito dell’azienda agricola Florida di Galzignano (PD), di Davide Gamberoni. Nella azienda agricola veneta la geotermia a bassa entalpia è utilizzata per la coltivazione di essenze vegetali anche tropicali, oltre che per l’itticoltura, con specifico riferimento all’allevamento di gamberi di fiume.

Tre interventi che hanno presentato le tante dimensioni applicative, anche nel segno di una grande versatilità, della geotermia a bassa entalpia. Per questo presentiamo di seguito le presentazioni e le interviste raccolte a margine dell’evento.

Sauro Secci

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