Emissioni e diseguaglianze nel mondo: i ricchi inquinano 175 volte in più dei poveri

profambientaliIn questi giorni in cui Oxfam, confederazione di 17 organizzazioni di paesi diversi che lottano contro la povertà e l’ingiustizia nel mondo ha diramato dati sulla concentrazione della ricchezza nel mondo, con le 62 persone più ricche che hanno accumulato la stessa capacità economica della metà più povera della popolazione mondiale, pari a 3,6 miliardi di persone, c’è stato anche uno status parallelo in termini di pressione ambientale attraverso le emissioni di CO2. Una angolazione fondamentale di una problematica come quella dei cambiamenti climatici, determinati in gran parte dai Paesi occidentali industrializzati che hanno un impatto devastante sulle popolazioni più povere e vulnerabili del Pianeta (vedi post “Cambiamenti climatici e profughi ambientali: 50 milioni entro 10 anni secondo due nuovi studi”). Un caposaldo fondamentale, quello dei nuovi “profughi ambientali” della enciclica “laudato Sì di Papa Francesco, quando parla di del fatto che il riscaldamento globale è una questione assoluta di equità sociale. A sottolineare le responsabilità dei Paesi più ricchi è intervenuta anche l’Oxfam in un rapporto nello specifico rapporto “Extreme Carbon Inequality”, scaricabile in calce al post. Secondo gli analisti la metà della popolazione mondiale povera, pari a 3,5 miliardi di persone, è responsabile di appena il 10% delle emissioni globali e vive nei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Il 10% della popolazione ricca è invece responsabile di ben il 50% delle emissioni di gas serra legate ai consumi. Una situazione che determina che l’impronta ecologica dell’1% delle persone più ricche del Pianeta risulta fino a 175 volte più alta rispetto a quella dei poveri.

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L’analisi Oxfam si concentra anche sul fatto che l’impronta ecologica dei cittadini occidentali è nettamente superiore rispetto a quella dei cittadini poveri che vivono nelle economie emergenti come Cina, l’India, il Brasile e il Sudafrica con lo stile di vita occidentale che rimane comunque quello più energivoro e inquinante. Gli esperti spiegano che anche i cittadini più ricchi del Pianeta stanno iniziando a subire gravi danni per il riscaldamento globale. Non a caso alla COP21 di Parigi si è assistito a una mobilitazione globale a sostegno di un accordo vincolante per ridurre le emissioni di CO2. Nei prossimi anni senza politiche incisive contro l’aumento delle temperature la situazione è destinata a peggiorare.

Immagine2L’Oxfam spiega che gli unici a beneficiare dei cambiamenti climatici sono gli investitori che traggono profitto da un’economia inquinante e dalle disuguaglianze sociali. I miliardari che hanno investito ingenti capitali nelle fonti fossili sono in tutto 88. La loro fortuna nel 2015 si è attestata complessivamente sugli oltre 300 miliardi di dollari con un incremento di circa il 50% rispetto al 2014. Gli analisti invitano i leader globali a non permettere a un’élite che sta traendo enormi vantaggi dall’inquinamento di influenzare le politiche climatiche ed energetiche.

Sauro Secci

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