Bioedilizia: una grande avanzata mondiale secondo un nuovo rapporto

Green-BuildingLa profonda crisi economica in corso oramai da anni, ha sempre più connotati di una crisi essenzialmente di un modello economico basato su una crescita infinita ed indefinita, che ha brutalmente violentato il concetto di limite delle risorse. Uno dei settori economi emblema di questo concetto, anche per la profonda crisi che attraversa, è indubbiamente quello dell’edilizia, sino ad oggi basato essenzialmente sulla occupazione di nuovo suolo, dopo aver partorito per decenni, in piena era fossile, autentici colabrodi energetici. Finalmente, con le nuove pratiche di bioedilizia e la convergenza su di essa, delle migliori tecnologie disponibili in termini sia di efficienza energetica attraverso nuovi materiali ed impianti che di energie rinnovabili, anche l’edilizia sembra destinata a finalmente a cambiarsi completamente di abito, dando risposte sostanziali soprattutto ai bilanci familiari minati dalla crisi. Tra le economie emergenti infatti, quella legata al settore delle costruzioni sostenibili, fa registrare una grande accelerazione davvero esemplare, confermata da un recente rapporto della Dodge Data Analytics (link sito), secondo il quale, il settore della bioedilizia, sta registrando una crescita a livello mondiale che raddoppia ogni tre anni.
L’efficienza energetica delle nuove edificazioni sostenibili è strettamente legata ai benefici, economici e non, per gli occupanti, che sempre più spesso preferiscono una leggera maggiorazione iniziale dei prezzi al metro quadro per assicurarsi un risparmio consistente durante la vita dell’edificio, muovendo finalmente un settore, come quello immobiliare, sino ad oggi un po’ refrattario e queste nuove sensibilità (vedi post “Efficienza energetica in ambito immobiliare: non è ancora percepita in tutto il suo valore“). Ha commentare i dati salienti del nuovo rapporto, John Mandyck, Chief Sustainability Officer della United Technologies Corporation (UTC), secondo il quale, “questi risultati rafforzano ciò che gli operatori del settore già sanno: gli edifici green sono migliori per l’ambiente, per le imprese e per gli inquilini al loro interno. L’attività edilizia verde continua ad accelerare, insieme alla crescente consapevolezza di occupanti e inquilini, parlando del fatto che i benefici tangibili della bioedilizia sono sempre più ampiamente riconosciuti.
Un rapporto, quello della Dodge Data Analytics, finalizzato alla effettuazione di una verosimile stima sulla bioedilizia al 2018, elaborato sulla base di una grande serie di interviste ad oltre 1.000 tra architetti, ingegneri, imprenditori, proprietari, specialisti e consulenti di 69 diversi paesi di ogni parte del mondo, per avere uno scenario a livello mondiale. Moltissimi sono stati infatti i professionisti del settore che hanno registrato una crescente richiesta di bioedilizia con la sostenibilità che sta finalmente divenendo una delle maggiori priorità sia per i costruttori che per i committenti.
L’agenzia ha scelto di prendere un considerazione un campione di intervistati del 25% più consistente di quello intervistato tra il 2008 ed il 2012, per avere una stima più accurata e tracciare le tendenze di un maggior numero di paesi.

Green building continues to double every three years. (PRNewsFoto/UTC Climate, Controls & Security)

Green building continues to double every three years. (PRNewsFoto/UTC Climate, Controls & Security)

Le tendenze più significative per la bioedilizia mondiale proiettata al 2018 sono essenzialmente le seguenti:

  • In tutti i continenti i professionisti prevedono che entro il 2018 il 60% dei loro progetti sarà orientato verso la sostenibilità. Nelle aree in forte sviluppo edilizio, come Medio Oriente, Nord Africa, Asia, Sud America e Africa sub-sahariana, è previsto un raddoppio delle costruzioni green entro il 2018.
  • Il settore commerciale è quello che farà registrare la maggiore richiesta di edifici sostenibili, con ben il 46% dei futuri progetti orientati all’ambiente ed alla sostenibilità.
  • Il settore degli edifici pubblici, come uffici, scuole, ospedali, stanno subendo una trasformazione orientata all’efficientamento energetico con ben il 37% dell’intero patrimonio che potrà essere considerato bioedilizia entro il 2018.

Sul piano dei soggetti capaci di influenzare maggiormente il settore della bioedilizia, il rapporto mette in evidenza quali settori sono capaci di influenzare il mondo del greenbuilding e quali sono le priorità di clienti, inquilini e committenti. Al riguardo il sondaggio ha evidenziato i seguenti aspetti salienti:

  • Le esigenze del cliente orientano verso la bioedilizia per il 40%, mentre l’evoluzione normativa orienta verso tale scelta per il 35%.
  • Sul fronte della crescita di consapevolezza dei benefici delle costruzioni ecosostenibili, il 15% si è riferito a quartieri più sani, l’11% ad un maggiore ritorno sugli investimenti ed il 5% ad una maggiore facilità di reclutamento dei dipendenti.
  • Sul fronte delle motivazioni sociali capaci di spingere la committenza a scegliere la bioedilizia, vi è la capacità di costruire una comunità consapevole, di incentivare le pratiche commerciali sostenibili e di aumentare la produttività dei lavoratori.
  • Sul fronte delle motivazioni ambientali invece sono prevalenti la riduzione dei consumi energetici per l’84% degli intervistati e di quelli idrici per il 76%.

Indicazioni importanti quelle del nuovo rapporto, per un ambito, come la bioedlizia, fondamentale per effettuare un cambio di paradigma negli stili di vita e la definitiva consacrazione di un modello energetico distribuito, sempre più de carbonizzato, proprio per la sua vicinanza ad ogni singolo cittadino ed alle sue vere ed effettive esigenze sociali, abitative ed economiche.

Sauro Secci

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4 risposte a Bioedilizia: una grande avanzata mondiale secondo un nuovo rapporto

  1. Marcello Fazzi ha detto:

    Negli ultimi tempi mi sono affacciato al mondo dell’edilizia e delle così dette energie alternative.
    Ad essere sincere da profano che sono ho trovato molte pecche, non solo nei vecchi metodi ma anche nelle moderne tecnologie. Secondo me c’è una tendenza e una esasperata ricerca per rendere l’involucro abitativo impenetrabile al mondo esterno, creando così un benessere fittizio.
    Questo lo trovo eccessivo, in quanto ritengo ottimale andare incontro ad un compromesso, una integrazione e non una netta separazione da cosa avviene esternamente. Non so se mi spiego, ma rendere un ambiente sterile e sigillato può creare problemi di salute a chi vi abita con grossi sbalzi termici quando si esce e micro zone interne di umidità che creano veri e propri ricettacoli di spore fungine e batteri dannosi per la nostra salute. Quando andiamo a sigillare un ambiente abitativo con mura e infissi altamente performanti si dovrebbe prendere in seria considerazione un impianto automatico di ricambio aria, inoltre avere un fine controllo della temperatura ambiente con una ottimale distribuzione del flusso. Per questo motivo ritengo inadeguati i termosifoni e i sistemi a flusso d’aria, ritengo efficace il riscaldamento a terra. Infine, cose da non trascurare tutta questa tecnologia va progettata, istallata, gestita, va dato un servizio assistenza e protetta da eventi esterni; fulmini e sbalzi di tensione.
    Domanda: c’è il personale idoneo a tutti questi passaggi? L’utilizzatore medio recepisce certi concetti? Quanto incide l’interesse economico nella filiera?
    Domando tutto ciò in quanto da miei riscontri avuti sul campo sono rimasto deluso, estremamente deluso, la tecnologia c’è e pure valida ma non è recepita ne correttamente utilizzata, in primis dai tecnici progettisti che sono il mattone principale e cosa ancor più grave vi incide negativamente tutti gli interessi che vi ruotano attorno, spesso vanificando e rendendo persino dannose tali tecnologie.
    Con questo non voglio fare il “Bastian contrario” lungi da me tale pensiero ma semplicemente vado a sollevare delle questioni e affrontare problemi che non sta a me, povero nessuno risolvere
    Consapevole che la perfezione non è di questo mondo.
    Marcello Fazzi

    • saurosecci ha detto:

      Sono argomentazioni più che legittime le tue Marcello. Infatti in una materia così complessa è assolutamente irrunciabile un approccio integrato basato su una più che attenta fase di energy audit, una diagnosi energetica preliminare che consenta, valutando lo stato attuale dell’edificio e la sua ubicazione, consenta di individuare la lista di priorità e le tipologie di interventi da attuare. E’ ovvio che tutto questo (tutto da verificare se poi questa fase venga svolta da professionisti seri e con tutti gli scrupoli del caso) eliminerebbe alla radice tutte le storture che si vedono e che tu elencavi, come gli aspetti collaterali dell’isolamento degli edifici. Considera che per questo specifico aspetto poi esistono specifici sistemi denominati VMC (ventilazione meccanica controllata), che integrata nell’insieme degli interventi proposti, deve assolutamente garantire l’ideale “sistema respiratorio della casa. Non vado oltre e solo come esempio ma questo per dire che l’efficientamento energetico è una piattaforma sconfinata di strumenti che vanno saputi sapientemente modulare e selezionare altrimenti può anche essere un harahiri

  2. Marcello Fazzi ha detto:

    Risposta molto pertinente ai miei dubbi, con ciò mi confermi che le mie argomentazioni hanno un fondamento o perlomeno meriterebbero un approfondimento. Purtroppo come anche anche tu fai riferimento, qui entra in ballo l’essere umano come professionista e protagonista, non più la tecnologia. Ma sopra di questa vi sovrasta l’interesse e il tornaconto, scorciatoie che finisce sempre per mandare a ramengo i buoni propositi. Purtroppo non tutti gli utenti finali, cioè anche noi, sono tecnici in grado di recepire il messaggio, per questo facili prede di avvoltoi che girano perennemente sopra le teste di chi lotta per migliorare la vita di tutti noi, anche a costo di rendere d’inferno la loro. Questi avvoltoi che poi hanno nomi e cognomi, spesso sono nostri colleghi, tecnici, venditori, aziende ecc. che con il loro volo in circolo finiscono sempre per fare ombra alle buone intenzioni. Chiudo qui perché forse sto divagando, … ma credo non più di tanto..

    • saurosecci ha detto:

      Proprio così Marcello. Basta pensare alla enorme complessità del tema efficienza energetica negli edifici. Qui davvero l'”Attenti al lupo” e d’obbligo, bisogna avere un etcia rigorosissima e….. figurati

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