Buon Natale e per un 2016 di svolta dall’Ippocampo

PRESEPE_ROMENACari affezionati econauti dell’Ippocampo,

Buon Natale e Buon 2106

Parigi ha lasciato un sapore aspro nella nostro bocca, una consapevolezza nuova pervade tutti i governi del mondo sulle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici ma per ora i grandi decisori si vergognano solo a negare l’evidenza scientifica, non vergognandosi ad osservare inerti che muoiano gli inermi.

Parigi ha segnato la nostra libertà con la strage dei nostri giovani al Bataclan e non solo.

Che dire poi delle grandi occasioni di riflessione che ci giungono dalla natura in questo colpo di coda del 2015, con questo “torpore” atmosferico”, che sta portando grandi metropoli anche italianecome Milano, ad oltre trenta giorni consecutivi di superamento delle temibilissime polveri fini (PM10) ed ultrafini (PM2,5), che insieme ad altri inquinanti atmosferici si insinauno nel profondo del nostro organismo, con una ancora assoluta incapacità di intraprendere senza indugi politiche di lungo respiro e di rivisitazione in particolare di nuovi modelli di mobilità, di sistemi di riscaldamento e di raffrescamento degli edifici ed ovviamente, non ultimo, aiutati da tutto questo, di agire fortemente sulle coscienze dei cittadini per orientare ed indurre nuovi stili di vita, ricordando che “sempre dal basso arriva il cambiamento….“.

Eppure ogni giorno della nostra vita di ecologisti appassionati ricercatori di soluzioni alla grande malattia del pianeta terra, si riempie di speranza, dandoci l’intima convinzione che ce la faremo ad aprire un nuovo rinascimento, attraverso la cura del pianeta ed imparando a condividerne, rispettandoli, i beni che ogni giorno questo ci mette a disposizione della nostra fatica e spesso della nostra semplice contemplazione, potendo guardare avanti senza paura, anche grazie ad un grande Papa dal nome non certo casuale del Santo del Cantico delle Creature, che ci riempie ogni giorno di parole di speranza. Una grande speranza che non può prescindere da un nuovo grande patto tra generazioni, troppo spesso vilipeso ed insultato in questi ultimi decenni, non certo basato sulla contrapposizione come certe volte si è cercato di fare, come ci evoca il bellissimo brano “Il Vecchio e il Bambino” di Francesco Guccini nella interpretazione dei Nomadi con la splendida voce di Danilo Sacco ed il supporto di immagini altrettanto evocative.  

Non posso non citare come sono solito fare, un altro grandissimo uomo come il Beato Don Tonino Bello che, nell’oramai lontano 1989, parlò così della salvaguardia dell’ambiente:

Quello della tutela dell’ambiente non è l’ultimo ritrovato della nostra furbizia brontolona o delle nostre strategie del consenso. Non è ammiccamento alle mode correnti. Ma è un compito primordiale che ci sovrasta come partner dello Spirito Santo, affinché la terra passi dal “Xàos”, cioè dallo sbadiglio di noia e di morte, al “Xòsmos”, cioè alla situazione di trasparenza e di grazia.

[Beato Tonino Bello]

[“Beati i costruttori di pace” – Arena di Verona – 30 aprile 1989]

Buon Natale

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