Don Gigi il prete della Misericordia: una storia che viene da lontano in alcuni frammenti di un vecchio amico

GigiVerdiIn questo mio blog, nel quale ho trovato la grande gioia di scrivere in età avanzata, seppure da “rude tecnico” quale sono, su temi a me molto cari come ambiente ed energia, dopo avervi operato su tutto il territorio nazionale per quasi 40 anni, trovano ogni tanto spazio oasi di spiritualità, profondamente legate proprio a quei temi, così ben sviscerati nella sua Enciclica “Laudato sì” da Papa Francesco (vedi post “Nuova Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco: crisi ambientale e crisi sociale sono due facce della stessa medaglia“). Queste parentesi di spiritualità sono il regalo di un caro amico che Dio mi ha dato la fortuna di porre sulla mia strada fino dall’adolescenza, un grande uomo come Don Luigi Verdi fondatore della Fraternità di Romena, della quale sono da alcuni anni appassionato collaboratore. Un amico Gigi che conosco fino dall’adolescenza, quando insieme, seppure in classi diverse (essendo io due anni più vecchio), frequentavamo una scuola apparentemente abbastanza distante dal suo futuro percorso, come l’Istituto Tecnico Industriale di Arezzo. Un uomo Don Gigi, che ha fatto del suo percorso di vita, sempre proteso verso gli altri già da allora, un autentico “libro vivente” e di cui ho tanto usufruito,scritta_romena come moltissimi meravigliosi compagni di cammino, nelle porte strette che ho attraversato sino a qui. Questi giorni di Natale, per me sempre ricchi di riflessione ed introspezione, a dispetto dell’aria forzatamente “festaiola” imposta dai media, sono giorni di profonda commozione per una serie di eventi personali, ma anche dopo aver visto il meraviglioso docufilm dedicato proprio a Gigi ed alla Fraternità di Romena, del giovane regista Riccardo Cremona, andato in onda martedì 15 dicembre 2015 su TV2000, nell’ambito della trasmissione di Alessandro Sortino “Beati Voi”.  Un grande “regalo” per me, fino da quando Alessandro, direttore creativo di TV2000, da me incontrato nel corso di Ecofuturo festival 2015 in Umbria a settembre scorso, mi aveva preannunciato l’intenzione di girare un film su Don Gigi, dopo la sua illuminante partecipazione alla prima edizione di Beati Voi parlando della Misericordia. Profonda commozione nella visione del film, sia nella prima parte, più marcatamente autobiografica e legata agli anni valdarnesi dell’infanzia e dell’adolescenza, che nella seconda, quella legata alla realtà  della Fraternità di Romena, creata oramai 25 anni fa da Gigi in un’altra valle aretina come il mistico Casentino, dove è stato particolarmente sviscerato uno dei fronti più duri sui quali la Fraternità agisce in misericordia, legato alla tragedia più grande che una persona può incontrare nel suo percorso di vita, come la perdita di un figlio.

don-Luigi-Verdi-Messa

Rivedendo in un’ora e mezzo ciò che Gigi è riuscito a realizzare con caparbietà, proprio a partire dalle grandi difficoltà che la vita gli ha messo davanti, non posso non ricordare gli anni della scuola superiore, 1974 e 1975, con particolare riferimento ai viaggi sul treno locale dal Valdarno ad Arezzo e ritorno. Lui che, con la sua timidezza, aveva una enorme forza interiore, non scritta_2fermandosi mai, ricordo raramente di averlo visto seduto, probabilmente era già allora alla ricerca di quel cammino che lo avrebbe portato in maniera così integrale a quella umanità che già cercava fortemente e che non riuscivo a capire in quel momento dove fosse protesa. Quel mio stupore di fronte a tanta manifesta vitalità, così fuori dal convenzionale mi è rimasto impresso fino a quando, molti anni dopo, sono risalito a Romena per scoprire finalmente dove l’ex compagno di scuola era arrivato. La mia prima volta a Romena è indescrivibile, come credo quella di tanti altri compagni di cammino, ma una cosa sola posso dire, sentirmi accolto in un luogo come se ci fossi stato mille altre volte. Proprio quello che cercavo da una vita, non sentire la pesantezza di sguardi giudicanti che ti stanno davanti e vedere crollare completamente quei muri che ero solito trovare in altri luoghi, unito alla bellezza incredibile del luogo è stata una sensazione davvero indescrivibile ed indelebile.

Caro Gigi, ti volevo ringraziare, oltre che per quello che mi hai dato per la mia crescita interiore, proprio per il privilegio che Dio mi ha regalato per averti al mio fianco, seppure discontinuamente in alcuni tratti di vita e, come vecchio compagno di scuola, nel veder svelare gradualmente la tua enorme forza propulsiva di sempre, oggi divenuta un autentico “libro vivente”. Una forza propulsiva messa ancora più in risalto dalla grande crisi che stiamo attraversando come umanità e della quale ci stai insegnando a cogliere le profonde, innumerevoli opportunità, rinforzato anche dalla grande opera di Papa Francesco, un condottiero di trincea come te. Ho parlato fin troppo e me ne scuso, lasciando chi lo vorrà alla visione del film documentario di TV2000 “Chiunque tu sia – Don Gigi il prete della Misericordia”.

Sauro Secci

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2 risposte a Don Gigi il prete della Misericordia: una storia che viene da lontano in alcuni frammenti di un vecchio amico

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