Ecomondo 2015: la geotermia a bassa entalpia ovunque e pilastro dell’efficienza energetica con Silvana Monastero

geotermia bassa entalpia ANel lungo itinerario di approfondimento sui singoli contributi dell’interessante Convegno dal titolo “La nuova geotermia: sicura, pulita, continua. Verso la Carta di Abbadia San Salvatore“, inserito nel programma della splendida edizione 2015 di Ecomondo-Keyenergy di Rimini, ci soffermiamo oggi sulla geotermia a bassa entalpia, quella che fa cadere davvero “muri geografici”, essendo pienamente praticabile su tutto il territorio per il riscaldamento ed il raffrescamento degli edifici. Una distribuzione assoluta sui territori, che colloca questa forma di energia termica sullo stesso piano per questa essenziale caratteristica, al pari di quello che è il fotovoltaico per le rinnovabili elettriche. Un connubio perfetto quello tra fotovoltaico e geotermia a bassa entalpia che crea i presupposti ideali per scollarsi finalmente di dosso, quello scomodo inquilino del nostro vivere ed abitare costituito dal gas. Innumerevoli poi i risparmi legati sia ai costi di esercizio oltre che ambientali, in termini di confort abitativo, risparmio energetico, inquinamento atmosferico ed acustico, per non parlare poi della occupazione di suolo, praticamente inesistente. Ad accompagnarci in questa bellissima soluzione di efficienza energetica diffusa, l’Ingegner Silvana Monastero, di Geotermia srl, una azienda pioniera in Italia, in questa tipologia impiantistica, di grandissimo impatto sopratutto nella edilizia sostenibile e nelle bioedilizia e che vanta in gran numero di installazioni in tutta Italia, su strutture diverse, sia abitative che di terziario, che si basano sul fondamentale know-how nelle perforazioni di pozzi geotermici, arricchita dagli enormi progressi tecnologici in termini di efficienza, registrati sulle pompe di calore geotermiche, cuore di questa tipologia impiantistica. Una soluzione impiantistica che diventa addirittura portentosa in ambiti geografici come quelli dell’area padana, dove in grandi metropoli come Milano, la possibilità di fare geotermia a bassa entalpia scambiando con la falda acquifera, diventa un autentico modo di tenere sotto controllo questo scomodo inquilino di quei distretti geografici.  Una soluzione assolutamente essenziale per il rilancio del settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, capace di dare una valorizzazione anche intergenerazionale agli immobili.

Ma lasciamo la parola all’intervista da me raccolta, dopo il suo intervento, con l’Ingegner Monastero.

A seguire anche il punto sul Convegno sulla nuova geotermia e sulla elaborazione della “Carta di Abbadia San Salvatore sulla buona geotermia“, da parte del Vice Presidente Giga Fabio Roggiolani .

Sauro Secci

 

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