Progetto Powered ed eolico in Adriatico: operativa la prima torre anemometrica

eolico_offshoreProprio alcuni mesi fa ho dato finalmente conto dello sblocco del progetto eolico off-shore nei pressi di Taranto, che si prefigura ad essere il primo ad entrare nella fase realizzativa, cercando di cancellare quel triste “zero”, ancora presente nella casella della potenza installata di un paese circondato da ben 8000 km di coste (vedi post “Eolico off shore: dopo molti anni ecco anche l’Italia e il Mediterraneo“). Rimanendo in questo ambito delle rinnovabili completamente inespresso nel nostro paese, ecco riafforare dei progressi di un progetto molto interessante, finalizzato ad installazioni anche nel nostro Mare Adriatico. Si tratta di un progetto di cui avevo parlato in occasione di Ecomondo 2013, presentato in quella occasione, conn il garnde interesse di regioni che sull’adriatico si affacciano, come l’Emilia Romagna (vedi post “Ecomondo e l’eolico offshore in Adriatico: la Romagna ci crede“). Proprio su quella linea progettuale, è stata portata a termine all’inizio di luglio, presso la Micoperi Marine Contractors di Ravenna, l’installazione della prima torre-stazione di misure anemometriche, nell’ambito delle sette previste dal progetto Powered (Project of Offshore Wind Energy: Research, Experimentation, Development) (link sito progetto Powered). Si tratta di un progetto POWERED è finalizzato alla definizione di strategie e metodi condivisi per lo sviluppo dell’energia eolica offshore in tutti i paesi che si affacciano sul mare Adriatico, finanziato dall’Unione Europea con oltre quattro milioni di euro e che ha come obiettivo lo sviluppo dell’eolico offshore in Adriatico attraverso una serie di test per la verifica dell’effettivo potenziale eolico al largo delle coste italiane e di altri Paesi vicini tramite la collocazione di anemometri, offshore e onshore, che consentano di redigere una mappatura ad alta definizione delle superfici marine interessate sulla base di dati raccolti.
Le apparecchiature anemometriche appena montate sono state installate su un’ex flare tower (foto a destra) che si trova all’interno della sede della società ravennate Micoperi Marina, uno dei partner del progetto. Si tratta di un monitoraggio garantito su quattro quote diverse di misura, a partire da quattro metri dal suolo per arrivare ad oltre 100 metri, cioè all’altezza operativa di installazione del rotore di una grande macchina eolica. Una configurazione di misura che consente di tracciare anche un profilo verticale del vento, cioè come varia il vento con la quota con elevata accuratezza in prossimità della torre di mapaventomisura. Entro i prossimi tre mesi verranno installate le rimanenti stazioni anemometriche di Powered che, diversamente da quella di Ravenna, saranno tutte supportate da una struttura tralicciata e strallata da 45 metri di altezza. Anche in questo caso sono previsti quattro piani di misura a diverse altezze con distribuzione delle stazioni-torri di misura in quasi tutte le Regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico come Veneto, Emila Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia. Fondamentale rilevare anche in questo caso, la grande sinergia tra i dati acquisiti provenienti dalle stazioni Powered e specifici modelli di previsione meteorologica che consentono di valutare la risorsa eolica offshore, determinando la produzione energetica che si può raggiungere con i parchi eolici in Adriatico. Un contesto, quello della installazione off-shore, capace di garantire le migliori prestazioni, per la assoluta assenza di turbolenze della superficie, rispetto ad installazioni terrestri, con un indice energetico che si approssima molto al 100%.

altezza_gradiente

classiRugosità

Si tratta di un servizio che garantisce la prevedibilità della produzione, necessaria agli investitori (imprenditori, istituti bancari, enti competenti al rilascio delle autorizzazioni) per la valutazione del ritorno dell’investimento. L’esigenza è stata sollevata direttamente dal Ministero italiano dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che è uno dei partner più autorevoli del progetto.
Come spiega il Professor Renato Ricci, docente all’Università Politecnica delle Marche, “Il progetto Powered punta a definire le buone pratiche, cioè le azioni da compiere per programmare con efficacia la realizzazione di un impianto eolico offshore. Che va programmato e non può essere gestito come un impianto eolico sulla terraferma, perché ci sono questioni legate a linee di traffico navale, problemi ambientali, sociali eccetera. E lasciare spazio alla singola iniziativa non funziona. In questo senso Powered ha affrontato tutte le problematiche e fatto emergere tutte le possibilità legate alla realizzazione di un campo eolico offshore”.
Per la Provincia di Ravenna, ente partner del progetto, Mara Roncuzzi, assessore all’Ambiente della Provincia di Ravenna, ha dichiarato che “con l’installazione del nuovo sofisticato anemometro alla Micoperi si completa il contributo, già molto significativo, dell’area ravennate agli obiettivi di Powered. Contributo che si è concretizzato nella messa a disposizione di tutte le documentazioni richieste sul monitoraggio del vento e, per la sostenibilità ambientale, di eventuali impianti offshore. Inoltre la Provincia ha installato a scopo sperimentale tre impianti minieolici e microeolici in area portuale, che stanno realmente verificando le potenzialità eoliche in aree definite nearshore: i dati saranno estremamente utili per un aggiornamento futuro dello stesso piano energetico della Regione Emilia Romagna”. Un altro contributo importante alla conoscenza dle potenziale eolico del nostro paese, finalmente in forma strutturata ed organica, per tracciare accuratamente il potenziale eolico di uno dei nostri 4 mari.

Sauro Secci

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