Il carbone in Europa: arriva una mappa interattiva

cutcarbonIl più climalterante  ed inquinante dei combustibili fossili come il carbone, protagonista addirittura della prima rivoluzione industriale, quella che ha attraversato il IXX e parte del XX secolo, permane ancora nei modelli energetici delle vecchia Europa, nonostante le grandi azioni intraprese per renderlo sempre meno significativo. In combustibile molto impattante non solo nella fase di utilizzazione in impianti di produzione termoelettrica o siderurgici ma anche fino dalla fase estrattiva (vedi post “Carbone e impatto su salute e ambiente: quella estrazione sempre “occultata” dalle valutazioni sui costi”).  Per seguire l’evoluzione o più auspicabilmente l’involuzione di questo vecchio ed inquinante combustibile esiste oggi un nuovo e utile strumento interattivo di informazione, la Mappa Europea del Carbone, messo a punto da Climate Action Network (CAN). Uno strumento che permette di supervisionare per esempio:

  • chi in Europa sovvenziona ancora con generosi sostegni il carbone;
  • chi è in prima linea contro il carbone;
  • la localizzazione delle centrali termoelettriche europee;
  • dove sono concentrano i maggiori danni ed impatti per salute e ambiente.

La speciale mappa, lanciata ufficialmente proprio in questi giorni, presenta in modalità semplice e precisa tutti dati relativi al business del carbone in Europa, offrendo una panoramica esaustiva sulle centrali esistenti e di quelle previste in costruzione. A costituire indubbiamente l’aspetto più innovativo della nuova mappa, quello inerente i dannicentrale-a-carbone collaterali di questa fonte energetica, visto che il progetto da cui è scaturito, è basato su un vasta gamma di dati pubblici e non, mettendo in evidenza informazioni chiave, ma per certi versi ancora poco conosciute, su inquinamento e impatti sanitari legati alla combustione di questa fonte fossile (vedi post “Centrale a carbone di Vado Ligure: grande criticità ambientale per la Liguria“). Ma il livello informativo della mappa va anche oltre, presentando interattivamente i governi più coinvolti in questo settore, sia  attraverso imprese di proprietà statale che sovvenzioni pubbliche, sia la destginazione finale dei flussi di denaro. A completamento dei livelli informativi della mappa, anche alcuni aspetti positivi che arrivano dalla Coal Map, che presenta anche quindici esempi di lotte locali e nazionali contro le centrali a carbone e le miniere, tra cui spicca anche la Campagna Stop Carbone del WWF Italia (link sito). Secondo Kathrin Gutmann, Coal Policy Coordinator di CAN Europe,  i Paesi europei sono ancora assuefatti al carbone per la produzione di energia elettrica, ma oggi siamo di fronte alla migliore opportunità per la graduale eliminazione della fonte energetica più inquinante. Le fonti rinnovabili sono in piena espansione e la domanda di energia sta calando, così anche le aziende energetiche stanno già perdendo miliardi di euro l’anno sui loro investimenti in carbone che rischiano di dover esser pagati dai cittadini. E’ necessario dunque che i Governi europei agiscano immediatamente per chiudere definitivamente con il carbone, soprattutto in vista della Conferenza Onu sul Clima che si terrà a Parigi a fine novembre”.

coalemission

Un tema quello degli impatti del carbone sull’ambiente e sulla salute secondo le più recenti e accreditate ricerche scientifiche, le alternative energetiche e economiche al più sporco dei combustibili fossili, la salvaguardia dell’occupazione, che sarà al centro di una Conferenza dal titolo “Parigi chiama La Spezia: salvare il clima, chiudere con il carbone, aprire a nuove opportunità”, iniziativa pubblica organizzata da WWF Italia e Comitato SpeziaViaDalCarbone, che si svolgerà a La Spezia Sabato 19 settembre, a partire dalle ore 9,00 presso l’Auditorium del Porto.

A seguire un video animato che ci introduce al nuovo strumento.

Sauro Secci

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