Riciclaggio plastiche: la soluzione toscana plastica post consumo seconda vita da raccolte differenziate

logo.seconda.vitaEcofuturo 2015 è stato davvero un grande crocevia di eco tecnologie e buone prassi ambientali. Tra i numerosi contributi ed interventi, uno che ho avuto modo personalmente di presentare (vedi filmato in calce al post) è quello di una delle pochissime aziende in Italia che operano nel settore dei prodotti in plastica post consumo seconda vita, proveniente da raccolte differenziate. Si tratta della toscana Badeko di San Miniato (PI). L’azienda toscana realizza nuovi prodotti, destinati principalmente all’arredo urbano, attraverso semilavorati in plastica riciclata provenienti dalla raccolta differenziata dei comuni della Toscana, attraverso il riciclo di plastiche miste. Si tratta di profilati e semilavorati derivanti da un passaggio intermedio che prevede la produzione di granulo (vedi foto seguente). Dall’impianto di riciclaggio di questa matrice di materiali, escono essenzialmente due diverse tipologie di prodotti:

  • Densificato e Granuli: pronti per l’utilizzo immediato in edilizia come densificato o per lo stampaggio dei ri-prodotti come granuli;
  • Profili: ideali per la realizzazione di arredi e giochi per bambini destinati a parchi pubblici e città, senza necessità di manutenzione.

Tornando alla produzione Badeko quindi, questa è basata sull’assemblaggio di profili in plastica riciclata, operazione fondamentale verso l’economia circolare (vedi post “L’economia circolare e il riciclaggio: grandi benefici per l’Europa ma soprattutto per l’Italia”), che completa una parte importante della piramide dei rifiuti come quella del riciclaggio di una enormegranuli plastica famiglia di componenti, come le plastiche, che hanno contraddistinto i decenni del boom economico, garantendo oggi un autentico “metabolismo” di un sistema dei rifiuti che cerca faticosamente di rendersi sostenibile approssimandosi alla “circolarità”, proponendosi come “cerniera” tra riduzione preventiva del rifiuto e trattamenti solo terminali come termovalorizzazione e messa a discarica dei residui derivanti (vedi post “Raccolta differenziata, riciclo ed economia circolare: il lato buono del “materiale”). E’ infatti incredibile come ancora oggi, in un paese come l’Italia, vi siano ancora fazioni per tecniche di riciclaggio come inceneritori o discariche che invece dovrebbero essere correttamente posizionate solo alla fine della priorità di interventi, una condizione per rendere davvero sostenibile il ciclo integrato dei rifiuti (vedi figura della piramide dei rifiuti seguente).

piramide_rifiuti

La piramide dei rifiuti: ogni azione al posto giusto!!! dall’apice delle azioni preventive alla discarica come ultimo passaggio, passando per la fondamentale “cerniera” del “recupero di materia”

Una figura quella della piramide dei rifiuti che dovrebbero avere sempre ben presentebadeko anche i nostri politici, visto che troppo stesso azioni come raccolta differenziata ed incenerimento sono messe sullo stesso piano, invece che rendere assolutamente preminente la prima sulla seconda (si stanno autorizzando oggi numerosi nuovi “termovalorizzatori”). Ma tornando alla produzione di aziende come Badeko, i prodotti realizzati con profilati in plastiche riciclate di alta qualità post consumo, grazie alle caratteristiche del materiale, godono di travetti-e-stecche-in-pvcuna crescente popolarità, essendo sempre più convincenti e utilizzabili in nuovi campi di applicazione in arredo urbano, agricoltura, orticoltura, architettura paesaggistica, sia in ambito pubblico che privato. Si tratta di prodotti dotati di stabilizzatori-UV e quindi altamente stabili nel tempo anche esteticamente a livello di stabilità del colore. Si tratta di prodotti che rispettano gli standard della DIN EN 71, parte 3 regole relative alla sicurezza per bambini nei parco giochi. I trattamenti meccanici ai quali tali materiali possono essere sottoposti, sono simili a quelli del legno e quindi ampiamente lavorabili potendo sui quali:

  • avvitare;
  • inchiodare;
  • tagliare;
  • forare;
  • spianare;
  • fresare;
  • graffare etc..

In virtù di questo quindi possono essere tranquillamente utilizzate tecniche di connessione, quali l’utilizzo di viti, chiodi, colle e saldature. I prodotti realizzati con plastiche riciclate di Badeko, hanno le seguenti caratteristiche:

  • resistenti agli agenti atmosferici ed agli attacchi della nebbia salina (abiotici);
  • non necessitano di manutenzione (verniciatura, carteggio,….);
  • non richiedono nessun utilizzo di impregnanti;
  • sono resistenti all’acqua;
  • sono rispettosi dell’ambiente;
  • sono atossici e privi di schegge;
  • sono assolutamente privi di schegge;
  • hanno colori che rimangono inalterati nel tempo;
  • sono inattaccabili da agenti biotici come batteri, funghi e muffe e insetti;
  • presentano un elevato isolamento elettrico;
  • non vengono morsi e/o masticati dagli animali;
  • sono resistenti agli agenti atmosferici e alle intemperie;
  • sono resistenti agli urti;
  • costituiscono un isolante sia termico che acustico;
  • sono duraturi;
  • non sono soggetti né a putrefazione né a marciscenza;
  • non rilasciano sostanze nell’ambiente;
  • hanno una densità di 0,958 Kg/dm3.

Si tratta di prodotti che rispettano pienamente il DM 203/2003 e la recente Direttiva 2012/27/UE (Green Public Procurement), emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con il Ministro delle Attività Produttive e il Ministro della Salute (vedi post “Green Public Procurement (Direttiva 2012/27/UE) una imperdibile occasione di crescita da cogliere per le Pubbliche Amministrazioni”), ogni Ente Pubblico e Società a prevalente capitale pubblico, anche di gestione dei servizi, devono garantire che manufatti e beni realizzati con materiale riciclato coprano almeno il 30% del loro fabbisogno annuale.

Uno dei componenti fondamentali del materiale riciclato oltre al polipropilene è il polietilene ad alta densità  (spesso abbreviato come HDPE, dall’inglese high-density polyethylene) è un polimero termoplastico ricavato dal petrolio. Per ottenere un chilogrammo di HDPE sono necessari 1,75 kg di petrolio, in termini di energia e di materia prima. Viene comunemente riciclato. Nel 2007 il mercato globale dell’HDPE raggiunse un volume di oltre 30 milioni di tonnellate. A seguire un eloquente grafico che enfatizza il valore del riciclaggio delle materie plastiche in termini di emissione di CO2.

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L’HDPE presenta scarse ramificazioni, col risultato che le forze intermolecolari e la resistenza alla trazione sono maggiori che nelle varietà di polietilene meno dense. Le differenze meccaniche sono più rilevanti delle differenze in densità, conferendo all’HDPE una più elevata forza specifica. Si tratta di un materiale più duro e più opaco, capace di sopportare temperature molto elevate (120 °C per brevi periodi, 110 °C continuamente). L’HDPE contiene, come elementi chimici, carbonio e idrogeno.

Davvero ampia la varietà dei prodotti realizzati da Badeko, che offre anche la possibilità di realizzazioni su specifiche del cliente. Tra quelle di serie abbiamo realizzazioni come:

  • Giochi per bambini;
  • Tavoli, Panchine, Fioriere, Cestini, Gazebo;
  • Bagni Chimici;
  • Pavimentazioni, pedane, Percorsi fitness e per agility, portabici;
  • Recinsioni e staccionate, 
  • Cartelli per segnaletica, etc..

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A seguire il video relativo all’approfondimento tematico sulle plastiche riciclate seconda vita da raccolta differenziata di Badeko, da me introdotto con Oberdan Cosimi, Amministratore di Badeko.

Sauro Secci

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2 risposte a Riciclaggio plastiche: la soluzione toscana plastica post consumo seconda vita da raccolte differenziate

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