Elettrodomestici rigenerati e second life: nelle Marche operativo il primo outlet

live_1_posterIl passaggio da un modello economico desolatamente a ciclo aperto, con gravi insulti alle risorse planetarie con la brutale abrogazione del termine “limite” dal proprio vocabolario, sta palesando pienamente tutti i propri limiti (mi perdonerete il gioco di parole), proprio attraverso la lunghissima crisi economica che stiamo vivendo. L’esigenza di una rivisitazione di tante delle saggezze contadine di un tempo è stata fatta propria, potenziata dai mezzi e dalle tecnologie oggi disponibili dalla cosiddetta “economia circolare”, di cui ho parlato ripetutamente (vedi post “Alla ricerca della via di uscita dalla crisi: ecco l’”Economia Circolare” e la riscoperta del valore del “riparare” “) o “sharing economy” (vedi post “Sharing Economy: quando la crisi aguzza l’ingegno“) , capace di lasciare finalmente le aberranti logiche consumistiche per ridare piena valenza ad azioni altamente, virtuose come recupero, riuso, riciclo, capaci di valorizzare e ridere piena voce a concetti etici e di condivisione davvero irrinunciabili per un uomo smarrito dentro la società consumistica in piena crisi. Uno degli ambiti dei rifiuti più significativo nella società dei consumi e della tecnologia a rapida o programmata obsolescenza è indubbiamente costituito dai cosiddetti RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), un tema che ho trattato ripetutamente in questo blog sia a livello generale (vedi post “RAEE (Rifiuti elettrici ed elettronici): in crescita nei prossimi anni“), sia per le innumerevoli ed innovative tecniche di smaltimento e recupero degli stessi, alcune delle quali orientate addirittura alla produzione di idrogeno (vedi post “Combustibili alternativi: idrogeno dai RAEE con una nuova tecnica“).
Ma rimanendo sul tema fondamentale del riuso e della battaglia contro una delle caratteristiche più negative inoculate da anni nel mercato consumistico come il tema della obsolescenza programmata, è arrivata nel nostro paese negli scorsi mesi, una iniziativa davvero interessante, legata al ricondizionamento di alcune tipologie di RAEE di grandissima diffusione, legate prevalentemente alla categoria del cosiddetto bianco, ed agli elettrodomestici in generale, come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori etc.. Si tratta di un progetto, denominato “Second Life Italia” (link sito progetto), promosso da Legambiente, Fondazione Symbola, Comune di Camerata Picena nei pressi di Ancona, sede dell’iniziativa e gestita da Adriatica Green Power.

aaa-elettrodomestici

L’iniziativa ha visto l’inaugurazione del primo outlet italiano di elettrodomestici usati e garantiti lo scorso mese di maggio, alla presenza anche del Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, anche presidente della Fondazione Symbola, aprendo di fatto anche in Italia, una nuova frontiera del mercato dei Raee, finalizzato alla promozione della nuova filiera del riutilizzo di elettrodomestici rigenerati e riportati a nuova vita, attività che consente di coniugare l’uso intelligente di materie prime seconde a tangibili benefici ambientali, sociali, economici e occupazionali nei nuovi scenari di economia circolare.

Come ha spiegato il vicepresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani,di prevenzione, riciclaggio e recupero energetico se ne parla molto, ma il secondo anello della catena del ciclo dei rifiuti è il riuso che in Italia si scontra con un serie di carenze normative che non hanno mai permesso prima di praticarlo a livello industriale“. Lo stesso Ciafani, in merito a come sia stata possibile la realizzazione dell’outlet degli elettrodomestici usati, spiega che è stato adottato “un iter autorizzativo innovativo in assenza del decreto ministeriale, quindi di una legge nazionale, con la Provincia di Ancona che ha dato un’autorizzazione per fare la rigenerazione degli elettrodomestici“. Un contesto che ha visto la Provincia risolvere gli aspetti burocratici e la società di gestione Adriatica Green Power fornire il proprio know how e la propria esperienza. In sostanza nella nuova attività abbiamo il seguente flusso:

  • l’azienda di gestione porta gli elettrodomestici nuovi nelle case di chi li ha acquistati dalla GDO, ritirando quelli vecchi;
  • a valle dell’operazione viene verificato se l’elettrodomestico sia o meno da buttare o se, cambiando il pezzo non funzionante in presenza di un aspetto decoroso, vi siano i presupposti per procedere alla rigenerazione;
  • ma non finisce qui, dal momento che Adriatica Green Power si è presa anche l’onere di fornire la garanzia per un anno, pur non essendo obbligata per legge.

Da sottolineare la profonda valenza sia etica che ambientale del progetto in tempo di crisi, proprio in un dei settori dei rifiuti maggiormente in crescita e dal momento che non tutti si possono permettere un frigorifero da 500 euro, con l’outlet che permette a tutti di comprarne uno usato a 100 euro. Per il momento come dicevo, l’outlet marchigiano tratterà soprattutto il “bianco” come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, con l’idea di espandersi ad altre famiglie di RAEE. . Ad oggi la Adriatica Green Power può produrre 500 elettrodomestici rigenerati al mese e tratta 500 elettrodomestici per fornire pezzi di ricambio, avendo i presupposti per arrivare a 1000 pezzi/mese entro l’anno per entrambi i settori.  Un progetto capace di fare da riferimento nell’ambito strategico della corretta gestione dei rifiuti, con significativi risvolti sociali, con le istituzioni locali, protese ad andare incontro alle fasce più deboli, cercando di ridurre anche il fenomeno del rovistamento nei cassonetti e nei luoghi di conferimento sempre più diffuso per il perdurare della profonda crisi economica in atto. Una azione davvero capace di aprire un capitolo nuovo anche per cercare di invertire la tendenza di un modello economico davvero insostenibile anche nei fatti che viviamo ogni giorno.

A seguire un breve servizio video che spiega la bella iniziativa di economia circolare tutta italiana.

Sauro Secci

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, Impatto Ambientale e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...