Telerilevamento ecosatellitare: “Sentinel 2a” di ESA per vedere il pianeta con occhi nuovi

logoIl telerilevamento satellitare è da sempre un elemento fondamentale per monitorare dall’alto lo stato del nostro pianeta. Sono infatti sempre più avanzate le piattaforme satellitari a fini ambientali, capaci di fornire un valore aggiunto nel telerilevamento delle tre componenti fondamentali per la vita sul pianeta come atmosfera (vedi post “Cambiamenti climatici e monitoraggio della CO2: arriva anche il telerilevamento e monitoraggio satellitare“), idrosfera (vedi post “Acidificazione degli oceani: Il telerilevamento satellitare ancora grande aiuto per gli scienziati“) e litosfera (vedi post “Potenziale geotermico mondiale: un aiuto dalla mappe telerilevate dal satellite GOCE“). Ed è proprio per avere un altro punto privilegiato e sempre più preciso per osservare lo stato di nostra madre terra che si colloca il nuovo lancio, avvenuto lo scorso 23 giugno a Kourou,sentinel2a nella Guyana francese, del satellite Sentinel 2A. Si tratta del secondo di una famiglia di sei satelliti che dovrebbero essere lanciati all’interno dell’ambizioso programma di monitoraggio ambientale europeo Copernicus della Comunità Europea con una partecipazione pari al 15% da parte dell’Italia. Si tratta di un programma finalizzato a garantire accesso continuo ai dati televati provenienti dallo spazio, integrati da sensori a terra, come si legge sulla pagina della Commissione Europea.
E’ proprio dalla osservazione regolare e strutturata di aria, acqua e suolo con dati opportunamenti validati e riportati su una piattaforma univoca che può essere garantito il supporto ad una vasta gamma di applicazioni oltre a costituire uno straordinario sistema di supporto alle decisioni per gli enti preposti alla gestione ambientale ed alla gestione della sicurezza delle popolazioni e degli ecosistemi.
Il nuovo satellite è arrivato in orbita grazie a VEGA (Vettore Europeo di Generazione Avanzata), un lanciatore per piccoli carichi sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), capace di portare un carico di massa compresa tra i 300 e i 1500 kg, in un’orbita polare bassa di riferimento a una quota di 700 km. Si tratta di un programma di lanci concepito già a partire dagli anni ’90 dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che lo ha finanziato per il 60% in ESA. Caratteristica non trascurabile è costituita dal fatto che la maggior parte del vettore è stata realizzata in Italia con il contribuito di numerose aziende italiane, anche direttamente presso il Centro Spaziale della Guyana francese di Kourou. Un grande orgoglio per il nostro paese al quale hanno partecipato anche Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Spagna e Svezia.
I dati rilevati dal nuovo satellite verranno acquisiti dal Centro Spaziale e-Geos (società Asi/Telespazio) di Matera (link sito) , dove verrà realizzato il preprocessamento in tempo reale (Near Real Time) dei prodotti della missione, come del resto già fatto per ilseninel1 primo satellite lanciato della famiglia Sentinel 1A (foto a destra). I dati acquisiti ed elaborati renderanno disponibile una visione globale dell’ambiente terreste ad alta risoluzione fornendo anche nuove capacità multi spettrali , dal momento che si tratta di un satellite ottico, funzionante tecnicamente proprio come i nostri occhi, utilizzando un sensore dotato di un sistema di filtri che gli permette di vedere la Terra attraverso 13 diverse bande di luce. In sostanza è come se si disponesse di 13 occhiali da sole diversi, contemporaneamente, ognuno dei quali rappresenta un filtro differente ed ognuno capace di vedere qualcosa di nuovo dal momento che ogni filtro è un grado di evidenziare un aspetto diverso dell’oggetto che guardiamo. Ovviamente aumentando il numero di bande, le informazioni divengono più precise e raffinate attraverso le immagini acquisite. La svolta del nuovo satellite è rappresentata dal passaggio dal “come’è fatto” al “di cosa è fatto“. Il colore fornisce infatti informazioni sulla composizione delle cose. La cosa più affascinante di questa nuova filosofia di rilevamento è costituita dalla “variabilità intrinseca” che esiste nella parte “green” o organica del pianeta, che dispone di un contenuto di informazioni maggiore. Infatti, se si fotografano i binari di una ferrovia a distanza di tempo, non cambia sostanzialmente nulla, a differenza di piante, alberi e vegetazione in genere che, al contrario, mutano velocemente colore, fornendoci l’opportunità di monitorarne i cambiamenti, sia nel loro sviluppo fino alla maturazione o anche per monitorarne modificazioni esterne dovute per esempio all’azione dell’uomo. Ancora più affascinante poi è pensare che le 13 bande spettrali di Sentinel 2° sono niente rispetto a quello che ha già in serbo la ricerca. Proprio in Italia infatti è in costruzione un nuovo sensore satellitare, denominato “Prisma”, che dovrebbe essere pronto tra tre anni, unico al mondo a disporre addirittura di oltre 200 bande. Un sensore che consentirà addirittura di monitorare il nostro piante all’interno delle grotte, o anche il materiale micro particellare inquinante (le famigerate polveri ultrafini, PM10, PM2,5, etc), emesso dalle sorgenti industriali. Già per la metà dell’anno prossimo 2016, è previsto il lancio del fratello Sentinel 2B.
Finalmente davvero “occhi nuovi” anche per le politiche ambientali, con un grande incremento di quel valore assoluto costituito dalla conoscenza, elemento fondamentale del monitoraggio e l’unica cosa che può salvare il pianeta in luogo dell’’ignoranza che non ha mai salvato nessuno. Davvero occhi nuovi per una visione nuova del mondo e per capire l’essenza vera del nostro pianeta permettendo di sviluppare politiche organiche ed integrate in molti settori fondamentali, da quello ambientale e quello agro-alimentare. Ribadisco quest’ultimo concetto facendomi aiutare da una splendida perla musicale del grande Ivano Fossati.

A seguire un bel video che illustra le caratteristiche e le potenzialità del nuovo satellite europeo di ESA.

Sauro Secci

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