Energia rinnovabile dal calpestio: ecco una innovativa mattonella sarda

logo1Il mondo delle energie rinnovabili è indubbiamente poliedrico e variegato e, proprio per questo non smette mai di stupire nelle nuove evoluzioni di ricerca e sviluppo. Una delle forme di energia rinnovabile più suggestive, anche perché meno esplorate, ma non per questo non meno ricche di potenzialità, vi è indubbiamente l’energia piezoelettrica. Un termine “piezoelettrico” che deriva dal greco “piezein” che significa “premere”, che applicato ad un materiale, gli conferisce la proprietà di generare una differenza di potenziale se sottoposto ad una pressione. Ho avuto già modo di parlare di questa forma di energia attraverso degli speciali dossi (vedi post “Ecco “Lybra” i dossi dissuasori che producono energia“). Questa volta a darmi lo spunto di parlare di energia piezolettrica, un materiale ancora più calpestabile, cioè unaSmart_energy_floor8_GN mattonella, unita al fatto che si tratta di una innovazione completamente “made in Italy” con una matrice sarda. Si tratta infatti della rivoluzionaria idea di due giovani ingegneri sardi, Alessio Calcagni e Simone Mastrogiacomo, i quali hanno sviluppato Smart Energy Floor (link sito) nell’ambito della loro giovane startup Veranu, subito dopo avere conseguito la laurea in ingegneria elettronica presso l’Università di Cagliari. Il frutto della ricerca è una innovativa mattonella che, attraverso l’utilizzo di materiale piezoelettrico, riesce a produrre energia pulita al calpestio.
Il principio della innovativa mattonella è simile a quello dell’energia solare, con la Smart_energy_floor4_GNdifferenza che in questo caso la forza non è rappresentata dai raggi, ma dai piedi in movimento. Il materiale utilizzato per l’accumulo delle cariche è invece di natura plastica, facilmente integrabile con altri materiali come legno o ceramica. E’ evidente che anche in questo caso, come del resto avviene in tutte le altre forme di energia rinnovabile, il sistema funziona a un maggiore potenziale in luogo più affollato, dove è possibile generare una maggiore quantità di energia. Una mattonella con la quale si possono rivestire superfici calpestabili di locali pubblici come ospedali, centri commerciali dove l’energia può essere immediatamente autoconsumata.
Il pavimento sarà costituito da una serie di moduli quadrati di dimensioni 50×50 cm, spessore di 3 cm e abbassamento verticale massimo di 2 mm. Sarà connesso ad un circuito sottostante che provvederà alla gestione dell’energia prodotta e accumulata. Per ogni blocco si prevede un’efficienza del 50% nella conversione da energia cinetica ad energia elettrica.

Due solo le soluzioni proposte da Smart Energy Floor (SEF) ed esattamente:

  • blocco singolo (stand alone): non connesso alla rete, dotato di sistema di accumulo dell’energia prodotta.
  • sistema connesso alla rete (grid connected): non provvisto di sistema di accumulo e dove l’energia prodotta viene riversata direttamente nella rete elettrica nei momenti di grande flusso di passaggi.

La soluzione del giovane team sardo è stata tra i 30 finalisti del premio Edison Start 2014, competizione dedicata a startup innovative e micro-piccole imprese. Successivamente, il 10 e 11 febbraio scorsi, i due giovani inventori, Alessio e Simone sono stati invitati a Stoccarda per il “Green Innovation and Investment Forum”, uno dei più importanti eventi europei dedicati all’incontro tra investitori e startup sull’innovazionePavimento-Energetico-3 nell’ambito della ecosostenibilità, delle energie alternative, dello smart building. SEF è stata selezionata, insieme ad altre 19 startup (early-stage) e giovani imprese (advanced-stage) provenienti da tutta Europa per presentare la loro idea di business a investitori e partner tramite una pitch session, ricevendo numerosi positivi feedback, a conferma della grande qualità dell’idea e delle potenzialità del prodotto realizzato. Una fase questa dove servono risorse per completare verso il mercato la progettualità, nata completamente in Sardegna, grazie al lavoro e al talento di giovani che hanno deciso caparbiamente di rimanere nella loro terra per farla crescere e contribuire al suo sviluppo, sfruttando anche la radicata tradizione artigiana combinata con le innumerevoli possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Il giovane team di SEF, per portare a termine il progetto Smart Energy Floor necessita di strumentazione specialistica, come cappe chimiche, spinner, agitatori magnetici termostatati, e generatori di alta tensione, chiedendo un aiuto concreto che potrebbe arrivare sia dalle istituzioni che da aziende private attraverso la condivisione di risorse e strumentazioni permettano ai giovani sardi di sfruttare il network di conoscenze per il completamento del loro innovativo e davvero affascinante progetto.

A seguire un video che illustra l’innovativa soluzione del giovane team sardo

Sauro Secci

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