Obiettivi sulle rinnovabili nel mondo: quadruplicati dal 2005 secondo IRENA

copertinaGli ultimi dieci anni ci hanno fanno assistere ad una autentica rivoluzione energetica che sta finalmente affermando, pur tra mille difficoltà e resistenze da parte di grandi centri di interesse, un nuovo modello energetico, finalmente distribuiti ed intelligente, con la possibilità di divenire protagonista, da parte di ogni cittadino. Un grande tema quello dell’avanzate delle energie rinnovabili che sta aprendo finalmente nuove opportunità anche in quella vasta area del mondo che si sta muovendo con fatica sulla via dello sviluppo. A fare un punto importante di dieci anni di avanzata delle rinnovabili a livello mondiale, con particolare riferimento alla pianificazione degli obiettivi, ancora una volta IRENA, l’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (link sito). Una elaborazione ulteriore di IRENA che si aggiunge ad altre iniziative importanti, come la realizzazione dell’atlante mondiale delle energie rinnovabili (vedi post “On line il nuovo “Atlante virtuale mondiale delle energie rinnovabili” di IRENA“), o elaborazioni relative a documenti di prospettiva per le rinnovabili (vedi post “REthinking Energy 2014: nel nuovo rapporto dell’agenzia Irena una road map “accelerata” per l’economia verde al 2030“). Tornado all’ultima elaborazione IRENA, imporre obiettivi per le rinnovabili nelle politiche nazionali è ormai caratteristica davvero diffusa nel nuovo panorama energetico mondiale. Una rivoluzione quella delle rinnovabili, destinata ad arrivare in porto, nonostante gli ultimi due difficili anni di ristagno, riuscendo comunque farsi spazio tra le fonti fossili nonostante un trattamento pesantemente sproporzionato a vantaggio di queste ultime. Nel nuovo rapporto dal titolo “Renewable Energy Target Setting” e scaricabile in calce al post, risultano oggi ben 164 i Paesi che hanno adottato a livello mondiale una tipologia di target obiettivo per le green energy. Nonostante connotazioni differenti sulla perentorietà dei target nei diversi paesi del mondo, va comunque registrata la crescita esponenziale degli impegni da parte dei diversi paesi, passati dai 43 nel 2005 ai 164 odierni.

2005

2015

Sui nuovi dati il commento del direttore generale IRENA, Adnan Z. Amin, nel corso della nona convention dell’agenzia, “gli obiettivi per le rinnovabili si sono affermati come un popolare meccanismo per aiutare le economie nazionali e regionali a percorrere la via verso un futuro energetico più sicuro e sostenibile. Essi forniscono un segnale importante per il settore e possono aiutare ad allineare le parti interessate con la creazione di una più chiara visione comune per lo sviluppo del settore energetico”.

In questo momento evolutivo sono le economie emergenti a guidare il comparto delle energie rinnovabili, dal momento che sono ben 131 i paesi in via di sviluppo sul totale dei 164 paesi che hanno adottato target verdi. La maggioranza degli obiettivi di programmazione è concentrata sul settore elettrico, con ben 150 paesi, con un aumento anche per gli impegni negli altri ambiti, termico e dei trasporti. Decisamente significativo l’incremento del numero dei paesi che hanno fissato obiettivi per il settore del riscaldamento e raffrescamento, passati da 2 a 47 negli ultimi 15 anni. Nell’ambito dei trasporti e dell’autotrazione poi, target rinnovabili sono più che raddoppiati, passando da 27 paesi nel 2005 ai 59 odierni. Per il direttore IRENA Amin, si tratta dell’ennesimo segnale dello “spostamento continuo del mondo dalle fossili alle rinnovabili”. Uno studio presentato dall’IRENA proprio all’indomani di un altro interessante studio, dedicato a tracciare una roadmap sullo sviluppo dei sistemi di accumulo di energia, anch’esso scaricabile in calce al post.

Secondo IRENA, per evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico accelerando e dando nuova forza alla rivoluzione rinnovabile ed alla migrazione di modello energetico, la quota di energie rinnovabili nel settore elettrico dovrà raddoppiare, raggiungendo il 45 per cento del totale entro il 2030. Il raggiungimento di un tale obiettivo con un mix così “verde” non dipenderà soltanto dal calo dei costi delle tecnologie e dalla declamata grid parity, rendendo necessari 150 GW di stoccaggio attraverso sistemi a batteria e 325 GW di pompaggio idroelettrico, rendendo lo sviluppo dell’energy storage un elemento strategico essenziale per l’espansione e la definitiva affermazione delle energie rinnovabili.

graficostorageNello studio anche una analisi evolutiva sull’andamento dei costi delle diverse tecnologie di accumulo di energia elettrica.

costistorage

Cinque le aree prioritarie individuate dallo studio IRENA comprendenti:

  • stoccaggio delle rinnovabili nelle isole;
  • stoccaggio delle rinnovabili nelle aree remote;
  • sistemi residenziali per l’auto-consumo nei paesi con quote elevate di impianti fotovoltaici sul tetto;
  • impianti integrati alle centrali rinnovabili per i paesi con vincoli infrastrutturali della rete;
  • impianti di accumulo integrati nel network di distribuzione dell’energia (le nuove smart grids).

Un approfondimento interessante dello studio IRENA è poi dedicato ad un sistema tipicamente italiano come lo “scambio sul posto” (SSP) definito “un sistema di accumulo virtuale per l’elettricità prodotta ma non consumata nello stesso periodo”. Nello studio si legge che “dal punto di vista del governo, il regime di SSP è stato un modello alternativo al sistema di incentivazione regolare inizialmente adottato. Esso ha favorito la produzione di energia da fonti rinnovabili in generazione distribuita e ha fornito una chiara visione dei prezzi dell’energia. Inoltre consente ai consumatori di determinare se l’autoconsumo attraverso sistemi di storage è economicamente più attraente dell’immissione in rete. Di contro però, l’SSP crea degli oneri sia per il governo che per gli utenti. Ciò è dovuto alla notevole numero di giocatori coinvolti e l’elevata quantità di dati da abbinare e verificare per il calcolo economico della compensazione”.
Un documento molto importante anche quello sull’energy storage di IRENA, scaturito da quattro diversi seminari delle parti interessate che ha visto il coinvolgimento di oltre 200 esperti del settore provenienti da ben 50 paesi.

Sauro Secci

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