Nuovi sviluppi sulle reti elettriche e smart grids: ecco lo “Smart Lab” di ABB per le reti del futuro

smartlabQuello delle nuove reti elettriche intelligenti, oramai note come “smart grdis”, rappresenta un passaggio fondamentale verso un nuovo modello energetico distribuito, finalmente intelligente e nel quale ogni singolo cittadino abbia la possibilità, anche nel suo piccolo di divenire attore diretto (vedi post “Migrazione di modello energetico: il fondamentale tassello delle smart grids“). Un ambito quello delle smart grid, nel quale l’Italia può far valere azioni storiche che l’hanno messa in primo piano, a cominciare da quando, nel lontano 2001, relativamente alle reti elettriche, ENEL e le municipalizzate installarono complessivamente nel nostro paese oltre 36 milioni di contatori elettronici, oggi autentici sensori terminali delle nuove reti elettriche intelligenti che si vanno determinando, in un contetso di grande integrazione di tutte le reti di servizi a rete come anche quello idrico, del gas e non solo. Un ambito molto importante anche in termini economici, quello delle smart grids, come ha recentemente evidenziato anche il Politecnicio di Milano, da sempre attento osservatore delle nuove dinamiche degli scenari energetici in transizione (vedi post “Smart grids ed intelligenza del sistema elettrico in Italia: valgono dieci miliardi di euro secondo il Politecnico di Milano”). Azioni molto importanti inSmart+Lab+2.0 questo senso, sono quelle che sta portando avanti in Italia ABB, che ha recentemente potenziato e rinnovato, presso il proprio stabilimento di Dalmine (Bergamo), il proprio “Smart Lab”, una struttura che mostra il funzionamento integrato di una vasta gamma di prodotti e sistemi Abb per la trasmissione e la distribuzione elettrica. Il laboratorio era nato nel 2012, sulla base di una tesi di laurea finalizzata alla realizzazione di un simulatore di rete in media tensione che ha visto, nel corso del tempo, l’aggiunta di ulteriori sezioni, con particolare riferimento alle parti di alta e bassa tensione ed ai prodotti per l’utilizzo dell’energia elettrica negli edifici. Sono stati tre anni intensi di attività, durante i quali il laboratorio ha ricevuto migliaia di visite da parte di consulenti, Università, realtà aziendali, che hanno fornito importanti feedback per orientare le scelte di ricerca della struttura verso nuovi prodotti e servizi da implementare.

Si tratta di un laboratorio nel quale possono essere effettuate un gran numero simulazioni, sia relativamente al funzionamento di reti dalla diversa configurazione, come quelle radiali, magliate e microgrid e dove è presente l’ampia componentistica e i sistemi di tutte le divisioni di Abb:

  • sensori per acqua e gas;
  • Scada e moduli Plc;
  • motori;
  • azionamenti;
  • inverter;
  • robot;
  • stazioni di ricarica per veicoli elettrici;
  • trasformatori, interruttori aperti con innovative funzionalità di Power management.

La struttura organizza regolarmente eventi dedicati agli studenti universitari e degli istituti tecnici e offre periodi di stage. Come spiega Enrico Ragaini di Abb Sace Division e professore a contratto presso il Politecnico di Milanoi prodotti che arrivano nel laboratorio sono già stati rilasciati e si trovano sul mercato. Ciò che testiamo qui è la loro integrazione e la gestione delle problematiche che si possono verificare sul campo in nuove situazioni. L’esempio tipico è quello delle smart grid. Ipotizziamo di avere dei prodotti pensati per la distribuzione elettrica tradizionale, ma di integrarli con un impianto fotovoltaico oppure con degli accumuli di energia. Questa è una situazione nuova per buona parte dei prodotti che abbiamo sviluppato in passato: in una situazione di questo tipo molti prodotti che lavorano insieme si possono comportare in modo corretto oppure devono essere regolati in un qualche modo specifico. Tutto questo è difficile da provare in campo perché non si può creare una rete dedicata per condurre le prove. Nello Smart Lab siamo invece in grado di mettere in funzione un prodotto reale sotto condizioni al contorno simulate: possiamo dare ai prodotti e ai sistemi tutte le condizioni esterne che vogliamo. Generalmente i prodotti di bassa, media e alta tensione si trovano fisicamente in tre luoghi diversi ed è difficile vederne il comportamento in tempo reale: invece qui abbiamo tutto in unico laboratorio”.

Elemento base di Smart Lab dunque è quello di dare risposte determinati in termini di integrazione di componenti di rete diversi, valutandone l’interazione reciproca nelle diverse condizioni di lavoro, con la simulazione anche delle situazioni di maggiore criticità. Nell’ambito del Laboratorio poi non poteva mancare anche un inverter fotovoltaico dotato di sistema di accumulo, con la possibilità quindi, di verificare il comportamento della rete elettrica e degli altri prodotti in presenza dell’accumulo, che può presentarsi sia come un generatore di corrente sia come carico.

A seguire un breve video che illustra le nuove caratteristiche del polo di sviluppo ABB di Dalmine, dopo il recente potenziamento.

Sauro Secci

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