Combustibili alternativi: idrogeno dai RAEE con una nuova tecnica

rifiuti-elettroniciQuello dei rifiuti tecnologici, legati alle apparecchiature elettriche ed elettroniche, sottoposte anche dalla società consumistica, a forsennati avvicendamenti temporali, oramai individuabili complessivamente sotto l’acronimo RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) è la voce decisamente in continua crescita (vedi post “RAEE (Rifiuti elettrici ed elettronici): in crescita nei prossimi anni“). Un recupero, quello dei RAEE, regolato nel nostro paese dal cosiddetto “Decreto RAEE” del 1 settembre 2007, che fa registrare purtroppo ancora percentuali di raccolta differenziata davvero limitate, secondo i dati forniti dall’ISPRA. Una autentica “miniera” di materie prime, quella dei RAEE, composta da innumerevoli metalli come rame, ferro, acciaio, alluminio, argento, oro, piombo, mercurio, e molti altri minerali e terre rare (vedi post “Materie prime necessarie per la decarbonizzazione delle economie: uno studio fa il punto della situazione”)  che possono essere recuperati insieme alla plastica.

E’ proprio a partire dalla plastica, componente “strutturale” per molti RAEE, che è stato messo a punto un processo da poco brevettato, ad opera di un ricercatore del Chemical Technologies for Environmental Sustainability (TQSA) delandoni Dipartimento di Ingegneria Chimica della Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università dei Paesi Baschi, Andoni Salbidegoitia, che sarebbe in grado di produrre idrogeno pulito utilizzando proprio la plastica recuperata dai RAEE come combustibile. Il ricercatore spagnolo, durante un viaggio di ricerca svolto presso l’Istituto Nazionale dell’Advanced Industrial Science and Technology in Giappone, ha partecipato a un lavoro di sperimentazione finalizzato al trattamento dei materiali plastici derivanti proprio dai rifiuti elettronici. Il focus particolare del progetto si è concentrato su questi materiali al fine di individuare metodi più economici e semplici per trattarli, dal momento che la loro scomposizione dalle altre sostanze con cui sono miscelati è spesso molto costosa. I rifiuti sono stato sottoposti a trattamento con vapore e durante il processo, i metalli presenti nei rifiuti hanno avuto il ruolo di catalizzatori. Un tale processo, in condizioni particolari, si è dimostrato in grado di produrre idrogeno gassoso. Uno dei problemi in cascata, sarebbe adesso quello che l’idrogeno così prodotto, dovrebbe essere stoccato ad alte pressioni. Al riguardo lo stesso Salbidegoitia, ricorda che la gassificazione dei rifiuti di plastica è già ben diffusa a livello industriale, mentre per poter utilizzare l’idrogeno ottenuto in maniera razionale, bisognerebbe concentrare l’analisi su come e dove potrebbe essere utilizzato il vettore energetico ottenuto.

Sauro Secci

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