Autocostruire la propria abitazione: la Toscana si muove

Aria-Logo-299x300Uno svolta davvero importante e di grande rilevanza sociale, che ci riporta un po’ alle nostre origini, quella intrapresa dalla Toscana, che è la prima regione che riconosce di fatto, la figura dell’”autocostruttore semplice”, non inquadrato necessariamente all’interno di una cooperativa. Un risultato importante conseguito dalla Associazione “Aria Familiare” (Associazione Rete Italiana Autocostruzione Familiare) (link sito) che, assieme a tante altre associazioni toscane, è riuscita a conseguire il via libera che rende l’autocostruzione un atto riconosciuto, dopo una battaglia portata avanti negli ultimi due anni. Una rete aperta in continua evoluzione che si va aprendo, integrando progressivamente nuove associazioni con risvolti sociali ed alcune già particolarmente attive come quella operativa in Valdesa, “Cobiocasa Cohousing Bioedilizia Valdelsa”.

Un tema, quello del social housing, che ho trattato ripetutamente nell’ambito della efficienza energetica, da diversi punti di vista, sia in termini sociali, come elemento fondamentale nella economia familiare in tempo di crisi (vedi post “Green economy e precarietà energetica: il ruolo di una nuova edilizia popolare con il “Social Housing”“), sia in termini economici ed ambientali (vedi post “Social Housing cohousing ad alta efficienza energetica: il caso italiano di Capannori“). Si tratta di un tema legato ad un diritto fondamentale, come quello alla casa, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ma con l’accesso all’alloggio che resta di fatto precluso a larghe fasce di popolazione a basso reddito. E’ proprio in questo contesto che l’autocostruzione potrebbe svilupparsi come pratica a supporto dell’edilizia popolare tradizionale, come spiega il tema dell’associazione Aria Familiare.

Fino ad oggi è stato praticamente impossibile autocostruire legalmente la propria abitazione anche con l’aiuto di parenti ed amici, se non inquadrando l’autocostruttore nell’ambito di forme associative economicamente onerose, come la cooperativa diautocostruz costruzione, poco adattabile a piccoli gruppi di autocostruttori ed a piccoli interventi come una casa monofamiliare. Per dirla tutta di fronte a questa possibilità c’è stato negli anni un grande disinteresse tutto italiano, al riconoscimento ed all’incentivazione dell’autocostruzione familiare, visto che in gran parte degli stati europei è possibile auto costruire, come per esempio in Francia, dove, in aree extraurbane, si possono autocostruire edifici fino a 169 metri quadrati seguendo semplicissime regole e dotandosi di adeguate coperture assicurative; con specifiche associazioni e strutture capaci di supportare e garantire la formazione. Cercando di inquadrare meglio il concetto di “autocostruzione familiare”, si configurano sotto questo termine, piccoli interventi con un piccolo gruppo di autocostruttori, cioè una famiglia o un gruppo di amici, distinguendosi rispetto all’autocostruzione organizzata ed assistita che utilizza invece la forma consociativa della cooperativa, riguardando spesso interventi a scala più grande. Fondamentali, per l’autocostruzione familiare, i principi della sostenibilità sociale ed ambientale, più esattamente così dettagliati:

  • Sociale: Non solo da un punto di vista economico, poichè nei progetti di autocostruzione si intensificano e si ricuciono le relazioni con la propria comunità e con una rete più vasta di solidarietà; l’esperienza dell’autocostruzione rigenera il senso di appartenenza nei confronti della collettività, innesca processi formativi formidabili.
  • Ambientale: Perchè solitamente chi si costruisce la propria casa presta particolare attenzione ad usare materiali salubri e quindi naturali, è più facile quindi che ci si approcci a tecniche di bioedilizia, con particolare attenzione alla efficienza energetica, questo ha anche una ricaduta sull’economia locale, poiché materiali e competenze vengono ricercate nel territorio di appartenenza.

Per i motivi appena citati, l’Associazione toscana ARIA, ci tiene a definire l’autocostruzione familiare anche “eco-autocostruzione”. Ritronando al caso Toscana, da due anni si è formata una rete di tante associazioni e persone, (Rete toscana autocostruzione e autorecupero) che ha dato supporto alla Regione Toscana per arrivare a rendere legale e sicura l’autocostruzione familiare, con un piano che prevede, già nel 2015, l’avvio di 12 progetti in autocostruzione, di cui 8 interessati anche da un finanziamento messo a bando dalla stessa Regione Toscana.

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Le linee guida messe a punto dalla Regione Toscana, prevedono la costituzione di un tavolo tecnico per il monitoraggio delle varie esperienze, per passare poi ad integrare e migliorare le linee guida stesse, carenti per il momento di indicazioni concrete per la conduzione di cantieri in autocostruzione, ma che rappresentano comunque un passo in avanti fondamentale; la Rete toscana di autocostruzione è pronta a dare un considerevole contributo all’interno del tavolo tecnico per riportare dal basso le proprie esperienze.
Un atto significativo quello della Regione Toscana, destinato a fare da apripista nelle altre Regioni italiane, con l’Associazione A.R.I.A. familiare che supporta gli autocostruttori fornendo un aiuto concreto attraverso chiarimenti su tutti gli aspetti burocratici e di rispetto delle norme vigenti e fornendo aiuto per dare risposte adeguate ai reali bisogni di un progetto di autocostruzione che rispondono essenzialmente ai seguenti aspetti:

  • utilizzo di tecniche semplici;
  • formazione adeguata sia sulle tecniche che sulla sicurezza in cantiere;
  • poter disporre di una progettazione tecnica “partecipata” che possa rispondere in modo efficace alle necessità degli auto costruttori;
  • professionisti edili che aiutino gli autocostruttori nelle varie fasi di costruzione.

Per tutto questo l’associazione sta creando una rete di volontari che potranno donare gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità presso questi cantieri, dove verranno ospitati e dove si verificherà un importante e fecondo scambio di saperi e la condivisione di principi, esperienze e buone prassi. Davvero un aspetto importante per ridare piena voce a quella sussidiarietà, a quel potere di nuovo muoversi dal basso, fondamentale per cercare davvero di “Cambiare Verso”, ad un modello ed ad un sistema economico che ci sta portando davvero alla distruzione ed alla disgregazione del tessuto sociale ed umano ed un germe che auspico possa dare vita ad un numero progressivamente più ampio di esperienze virtuose su un tema fondamentale per l’essere umano, come quello della casa.

Sauro Secci

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