La rivoluzione energetica distribuita: energia elettrica dalle reti di distribuzione idrica

portlandlucidpipe-3La profonda crisi di sistema nella quale siamo sprofondati, dopo decenni di utilizzo indiscriminato del pianeta, ha visto letteralmente radiare la parola “limite” dal lessico comune, spazzata via da un modello economico che ha imposto una logica mistificatoria tra la parola “crescita”, intrinsecamente basata unicamente sugli aspetti quantitativi, con “sviluppo”, che dovrebbe invece fondare le sue radici con lo sviluppo effettivo dell’umanità in tutte le sue più profonde e recondite esigenze. E’ oramai sempre più inconfutabile che, per uscire da questa profonda crisi di sistema, è fondamentale ripristinare quanto prima modelli distribuiti e basati sulla sussidiarietà perduta, oggi che le nuove tecnologie permettono di dare risposte economicamente efficienti alle identità, alle potenzialità ed alle esigenze, economiche, ambientali e sociali delle diverse comunità. In questo contesto, due le parole che individuano al meglio questa contrapposizione sempre più evidente tra la distruzione, individuabile nel termine “concentrato” e tendenzialmente monopolista o quantomeno oligarchico, in mano di pochi e la salvezza, individuabile invece nel termine, “distribuito”, un modello, decisamente più democratico, equo, partecipativo, solidale, tanto caro alla grande civiltà contadina spazzata via anche nel nostro paese, dagli anni ’60, ed oggi riportata alla attualità da nuovi grandi “profeti moderni” (vedi post “Gino Girolomoni: un uomo, una storia, un libro per il biologico italiano, con i “piedi per terra”). Un concetto che contrappone la unidirezionalità e quindi unilateralità dei modelli “concentrati” e quindi decisamente “totalitari” a quelli distribuiti, bidirezionali e quindi basati sulla relazione e sul dialogo tra chi produce e chi consuma, ce lo forniscono graficamente, per esempio i sistemi energetici (vedi figura seguente). Una autentica rilettura in chiave moderna di concetti del passato, follemente spazzati via.

energia_distribuita_vs_centralizzata

Questa lunga premessa per dare conto di un nuovo ulteriore esempio di virtuosità legata ai modelli distribuiti, che riguarda la possibilità di produrre energia elettrica attraverso le reti di distribuzione idrica, nonostante l’amarezza di dover registrare nel nostro paese, il completo disattendere del volere del popolo sovrano, a distanza di ben 4 anni dal referendum in cui la volontà popolare aveva indicato la ripubblicizzazione delle reti di distribuzione idrica.

Ma torniamo agli aspetti tecnologici di questa nuova e bellissima innovazione, messa in atto, attraverso una nuova startup americana, nella città di Portland, nell’Oregon, dove è stato ideato un dispositivo idraulico che permette di produrre energia rinnovabile grazie allo sfruttamento di flussi delle condutture d’acqua cittadine. Un sistema che, secondo i responsabili della start-up, potrebbe essere facilmente replicato in ogni dove.  Il sistema si chiama LucidPipe Power System (vedi video e specifiche tecniche in calce al post) ed è basato su una serie di micro turbine idroelettriche inserite all’interno delle condutture della rete di distribuzione idrica della città statunitense. Attualmente, nella fase sperimentale del progetto, sono già installate 4 microturbine, che permettono di produrre ogni anno circa 1.100 MWh di energia elettrica, corrispondenti all’approvvigionamento di cui necessitano mediamente 150portlandlucidpipe-1 famiglie, in una configurazione che è già stata testata in altre due città statunitensi come Riverside e San Antonio. Secondo l’amministratore delegato della società Gregg Semler, “LucidPipe costituisce un metodo completamente rinnovabile ed affidabile di produzione di energia. A differenza del solare e dell’eolico, consente di generare elettricità costantemente, 24 ore su 24, e senza alcun impatto negativo sull’ambiente. Non ci sono pesci né uccelli che vengono disturbati e in questo senso è un dispositivo che piacerà agli ecologisti”.

Il sistema si basa sulla valorizzazione del flusso dei moltissimi metri cubi di acqua che scorrono ogni giorno nelle tubature comunali di Portland, rese sfruttabili dal nuovo sistema per produrre energia idroelettrica da immettere nella rete urbana.  Sicuramente un altro tassello fondamentale per le municipaltà, per  utilizzare al meglio tutto il potenziale possibile delle risorse disponibili in un centro cittadino, divenuta oramai la missione principale di molte amministrazioni comunali in epoca di spending review, con la metropoli dell’Oregon che si è posta al centro dell’attenzione.

Passando agli aspetti pratici, per la realizzazione di questa prima fase progettuale, è stato sufficiente sostituire una porzione di tubatura “classica” con il LucidPipe portlandlucidpipe-700x325Power System, della Lucid Energy, una speciale tubatura dotata di quattro turbine da 107 cm ciascuna, che vengono attivate quando l’acqua in pressione passa nel condotto. Ciascuna turbina è poi collegata ad un generatore collocato al di fuori della condotta stessa. Il sistema è costruito in maniera che il flusso dell’acqua non subisca rallentamenti significativi, per non interferire assolutamente con la qualità del servizio di distribuzione idrica urbana. Il sistema di generazione elettrica, la cui installazione è stata completata lo scorso dicembre, entrerà a pieno regime proprio entro il corrente mese di marzo 2015, terminato il periodo di collaudo e rodaggio/prova di disponibilità. La realizzazione dell’impianto è stata finanziata, in modalità ESCo (Energy Saving Company), attraverso un finanziamento completamente privato, da parte della Harbourton Alternative Energy e consentirà di produrre 1,100 megawatt/ora di energia all’anno necessaria per alimentare circa 150 abitazioni. Il piano termporale successivo, prevede che, dall’entrata in funzione ai prossimi 20 anni, saranno generati 2 milioni di dollari dalle vendite di energia alla Portland General Electric che Harbourton pianifica di condividere con la città di Portland e al Portland Water Bureau con l’obiettivo di abbattere i costi di funzionamento. Trascorso il periodo di venti anni, l’ente di gestione del  servizio idrico, “Portland Water Bureau” avrà il diritto di acquistare in via definitiva il sistema e l’energia da esso prodotta. Davvero un altra interessante prova degli sconfinati ambiti con i qquali il modello distribuito può davvero cambiare finalmente volto al pianeta sempre più depauperato e vilipeso. Una occasione ulteriore per dire ancora una volta che “Il futuro è sempre più distribuito”, proprio grazie alle nuove tecnologie, sempre più modulari e scalabili che ci permettono di riappropriarci delle nostre origini.

A seguire un interessante video sulla bellissima esperienza in atto nella città di Portland (Oregon)

Sauro Secci

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2 risposte a La rivoluzione energetica distribuita: energia elettrica dalle reti di distribuzione idrica

  1. Fabio Roggiolani ha detto:

    superstereoooo

    Fabio Roggiolani

    >

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