Tossicità dei metalli e limitazione dei suoli agricoli utilizzabili nel mondo: spunta il killer alluminio

lago-prosciugatoTra le grandi minacce sempre più insidiose alla sostenibilità ambientale a livello planetario, vi è indubbiamente quella della continua perdita di SAU, acronimo di “superficie agricola utilizzata”, costituita dalla somma delle superfici aziendali destinate alla produzione agricola. Sotto il termine di SAU sono comprese le superfici sulle quali sono presenti seminativi, coltivazioni legnose agrarie, castagneti da frutto, prati permanenti, terreni destinati al pascolo e vivai. Negli ultimi 40 anni, oltre ad avere assistito ad un modo di edificare assolutamente vorace di suolo (vedi post “Consumo del suolo: Il cancro che divora il Bel Paese“), un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è stato perso per crollo della produttività dei suoli. Uno degli elementi maggiormente responsabili di questo processo è un metallo come l’alluminio che ho avuto modo di approfondire qualche tempo fa, concentrandomi particolarmente sulle virtù (vedi post “Alluminio: giovane metallo divenuto “Bello e impossibile” in cerca di “nuove energie”) e che costituisce un grandissimo problema in particolare per i suoli acidi, corrispondenti a circa il 40% dei terreni agricoli del mondo (vedi mappa seguente).

mappa_suoli_acidi

Si tratta di suoli nei quali i minerali si dissolvono e rilasciano in soluzione il metallo, che va poi a limitare la crescita delle piante. Un approfondimento di studi noti sino dai primi del ‘900, quello degli effetti sui suoli dell’alluminio. Grazie a una combinazione di metodologie ed all’utilizzo del microscopio TwinMic (foto seguente), che usa lasynchrotron luce di sincrotrone di Elettra, il team di ricerca è riuscito a “fotografare” per la prima volta le modalità d’accumulo dell’alluminio nelle radici dei semi di soia, in funzione dei tempi di esposizione. Lo studio dimostra in sostanza, che gli effetti tossici dell’alluminio si manifesta in tempi molto rapidi, manifestandosi già a partire dai primi cinque minuti di esposizione al metallo e sono determinati da una inibizione diretta dell’allungamento di determinate cellule situate all’apice della radice e direttamente responsabili della sua crescita. Come sostiene Alessandra Gianoncelli, ricercatrice di Elettra, “utilizzando TwinMic e la tecnica della fluorescenza ai raggi X, siamo riusciti a ottenere una serie di mappe chimiche, che hanno messo in evidenza come l’alluminio si concentri nelle pareti di queste cellule, impedendone l’allentamento e l’allungamento necessari. Con questa modalità, le radici non sono in condizioni di crescere e svilupparsi, con la pianta che non potrà così avere accesso all’acqua e ai nutrienti necessari per portare a termine il ciclo riproduttivo. L’effetto è già chiaramente visibile in pochi minuti ma, anche lasciando passare 24 ore, le cellule in cui l’alluminio si è concentrato sono sempre quelle collocate nella stessa zona della radice“. Come evidenza anche la componente australiana dello studio, con Peter Kopittke dell’Università australiana del Queensland, primo autore della pubblicazione, l’elaborazione costituisce un passaggio importante per la corretta determinazione di strategie per combattere la perdita dei suoli agricoli. Una possibile soluzione per tutelare la produzione agricola passa infatti attraverso la produzione di colture più resistenti all’alluminio. A questo scopo la conoscenza dei meccanismi d’accumulo e d’azione del metallo, a livello cellulare e subcellulare, è di fondamentale importanza”. La ricerca, pubblicata sulla rivista Plant Physiology, ha visto la collaborazione di Università del Queensland (Australia), Università dell’Australia del Sud, Università di Oxford ed Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park.

Sauro Secci

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Una risposta a Tossicità dei metalli e limitazione dei suoli agricoli utilizzabili nel mondo: spunta il killer alluminio

  1. Marinella Giulietti ha detto:

    Con riferimento ai risultati delle analisi effettuate al suolo e all’acqua piovana, nonché quelli relativi al mineralogramma del capello, gradirei conoscere il Suo parere in merito. I reperti si riferiscono a zona non industriale, bensì residenziale, posta a ca 450 msl (Perugia centro).
    SUOLO: Alluminio 8280 mg/Kg, Manganese 1001 mg/Kg, Bario 571 mg/kg
    ACQUA PIOVANA: Alluminio 0,017 mg/L, Bario 0,0005 mg/L, Manganese 0,0005
    MINERALOGRAMMA: valori in eccesso: Stronzio(1,2563),Calcio(112,8070),Magnesio(15,1498),Bario(0,1969), Alluminio(0,6465)
    Ho provato a mandarle in copia tali risultati ma non penso sia possibile.
    La ringrazio vivamente dell’attenzione.
    Distinti saluti,
    Marinella Giulietti

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