Tariffe elettriche: l’abolizione del mercato tutelato slitta al 2018 ma…. “Attenti al lupo”

luce e gasProprio l’anno scorso avevo parlato dell’importanza del mercato tutelato, sopratutto per la tutela del piccolo consumatore elettrico domestico, anche come un riferimento per la concorrenza (vedi post “Tariffe energia elettrica: il mercato elettrico tutelato rappresenta un riferimento per la concorrenza“). Una ennesima storia italiana non troppo edificante quella della liberalizzazione del mercato dell’energia, partita il 1° luglio 2007, quando, in attuazione ad una Direttiva UE del 2003, si è dato il via alla completa liberalizzazione della domanda dell’energia elettrica. Una operazione che ha visto una miriade di operatori affacciarsi sul mercato, troppo spesso con una logica poco trasparente e certe volte predatoria ed anche ingannevole, che ha fatto molte vittime proprio nelle fasce più deboli della popolazione come gli anziani, per cercare di strappare utenti da quello che è rimasto il mercato di “maggior tutela”, nel quale le tariffe vengono definite dall’Autorità per l’energia elettrica AEEG, con meccanismi di revisione periodici. Un mercato libero che, in oltre 8 anni di esistenza ha determinato una autentica giungla tariffaria, con tariffe mediamente attestate ben al di sopra da quelle offerte dal mercato tutelato, con una autentica giungla ed enormi problematiche per gli utenti che lo hanno voluto sperimentare, tutto questo con l’incombenza in prospettiva, della abrogazione del mercato tutelato.

A questo riguardo, novità di questi giorni arrivano dal disegno di legge Concorrenza, approvato dal Consiglio dei ministri ,  che ha previsto un allungamento dei tempi per l’abrogazione dei mercati tutelati di energia elettrica e gas, originariamente ipotizzati dal ministero dello Sviluppo economico e fissati il 30 giugno 2015 per il settore del gas e il 30 giugno 2016 per quello elettricoPer il settore del gas la graduale eliminazione del mercato tutelato, partirà a decorrere dal 2018, mentre per quello tutelato elettrico, viene sancita “lamercato_libero graduale restrizione dell’attuale perimetro” di tutela (pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato libero) sempre a decorrere dal 2018.  In sostanza quindi il DDL Concorrenza, sancisce la soppressione dei “contratti protetti” che riproducono le vecchie tariffe ante-liberalizzazione amministrate dallo Stato, sarebbero dovuti scomparire in giugno di quest’anno per il gas e nel giugno 2016 per la luce, non condivisa dall’Autorità dell’energia, che ha ripetutamente sostenuto che la cancellazione della tutela è prematura e va rimandata a quando il consumatore avrà piena consapevolezza delle condizioni del mercato e piena capacità e possibilità di scelta. E’ proprio il Presidente AEEGSI, Guido Bortoni, a sostenere che “non è una questione di date, l’abolizione a tre anni è meglio che a tre mesi. Abbiamo sempre detto che la cosa migliore è una road map, cioè un percorso di accompagnamento”.  E’ proprio la stessa Autorità per l’energia a confermare i riscontri davvero molto deludenti della liberalizzazione del mercato elettrico in Italia, dove a distanza di 8 anni dall’avvio, “le tariffe del mercato libero sono più care del 15-20%, in un contesto di assoluta mancanza di trasparenza”. Sul fronte politico, da registrare le prese di posizione dei senatori del M5S Gianni Girotto e Gianluca Castalti, secondo i quali, “togliere la tutela è come mettere le pecore nella bocca del lupo: si vuole eliminare con un colpo di mano il meccanismo di tutela presente, che garantisce ai circa 9,2 milioni di clienti pari al 75% dei clienti domestici, dei prezzi spesso molto più vantaggiosi rispetto al libero mercato“. Da ricordare come simili perplessità sulla riforma, sono state espresse anche dall’Autorità dell’energia e da ben 16 associazioni di consumatori che in una nota congiunta hanno espresso le loro preoccupazioni al superamento del mercato tutelato in queste condizioni. Una concorrenza, quella del mercato libero, che non è servita nemmeno ad aprire il mercato, dal momento che il primo operatore elettrico (Enel) detiene il 50 per cento dei volumi energetici erogati nel mercato libero, con i primi tre operatori (Enel, Edison ed Eni) che detengono oltre il 70 per cento. Livelli di concentrazione questi, che, secondo la stessa AEEGSI, in caso di riduzione dei clienti in regime di tutela, risulterebbero critici per una piena concorrenza. Nonostante i pessimi riscontri sul piano tariffario comunque, il tasso di switching in Italia è superiore alla media europea, almeno uncrelativamente al 2013, con un tasso del 7,6%, contro il 5,6% della media europea. Sul fronte del mondo delle associazioni di consumatori, con Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha commentato come si tratti di un autentico “regalo” alle compagnie elettriche e non certo ai cittadini utenti. Evidentemente, secondo Dona, il Governo non ha preso visione dei dati resi noti nei giorni scorsi dall’Autorità per l’energia ed il gas, secondo i quali quasi il 60% di chi passa al libero, sceglie il venditore dello stesso gruppo che aveva in tutela. Infine il primo operatore detiene circa il 50% dei volumi serviti e i principali tre oltre il 70%, alla faccia della concorrenza. Invece di stabilire una scadenza predeterminata, il 2018, ci domandiamo cosa intende fare l’esecutivo per superare gli ostacoli alla concorrenza e per accompagnare verso il mercato libero. Non resta che sperare nel rigoroso accompagnamento verso il mercato da parte dell’Antitrust, perché persegua le aziende scorrette“. Sempre sul fronteaduc consumatori poi, il parere di Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc, secondo il quale, la situazione attuale “vede non solo i prezzi del mercato libero più svantaggiosi, ma si manifesta anche con una presenza dei gestori sul mercato al pari di semi-truffatori; tutti gli utenti di un servizio energetico ne sono vittime o hanno comunque avuto un tentativo di truffa e/o illecito a cui spesso, per mancanza di informazione o faragginosità dei metodi di rivalsa, hanno dovuto sottostare (contratti non richiesti, clausole non rispettate, costi non dovuti)“. Indubbiamente un rinvio al momento assolutamente doveroso, in un contesto che assume i caratteri di una foresta con tanti lupi in agguato, pronti a sbranare, con le loro voraci fauci, gli ignari utenti. E’ altrettanto chiaro inoltre che questi tre anni che ci separano dal definitivo abbattimento del mercato elettrico tutelato, dovranno essere accompagnati da serie politiche di riordino del mercato libero dell’energia.

Sauro Secci

 

 

 

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Una risposta a Tariffe elettriche: l’abolizione del mercato tutelato slitta al 2018 ma…. “Attenti al lupo”

  1. Fabio Roggiolani ha detto:

    Stereooooooooooooo

    Fabio Roggiolani http://www.ecquologia.com

    >

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