Sistemi di accumulo: arriva la “batteria mobile” di Tesla

logoIl mondo dei sistemi di accumulo è in continua evoluzione, a cavallo tra la mobilità elettrica, che ne costituisce indubbiamente il vettore più importante di innovazione tecnologica, ma anche e sempre di più per le applicazioni stazionarie, a partire dalla possibilità di accumulare una parte dell’energia prodotta dagli oramai numerosissimi impianti fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni. Un anello di congiunzione ideale, per dare una ulteriore spinta propulsiva all’abbattimento dei costi ed alla massima diffusione di batterie e sistemi di accumulo, è quello che scaturisce dal nuovo progetto dell’azienda leader sa sempre nella mobilità elettrica pura, come TESLA. La casa americana, si prepara ancora una volta a sorprendere, lanciando sul mercato una nuova generazione di batterie elettriche.

Si tratta di un annuncio di queste settimane, da parte del CEO di Tesla Motors Elon Musk, il quale ha rivelato che i nuovi accumulatori saranno disponibili già dai prossimi mesi, con l’obiettivo, da parte della casa automobilistica californiana, di abbassare i costiteslabattery delle batterie elettriche, ampliandone il campo di applicazione. Si tratta di una nuova batteria progettata dal team di progettazione Tesla, che avrà la caratteristica di essere asportabile dall’auto e utilizzata anche a casa per aiutare a coprire il fabbisogno energetico dei consumi domestici. L’accumulatore sarebbe infatti in grado si sfruttare l’energia fotovoltaica prodotta dall’impianto domestico in differita, senza pesare sulla bolletta. Una idea concepita pensando al mercato californiano, dal momento che nello stato americano. gran parte delle abitazioni è dotata di un impianto fotovoltaico sul tetto e l’energia solare ha raggiunto la grid parity in molte grandi città, visto il grande potenziale solare di quelle latitudini. Elemento rafforzativo di tutto questo, il fatto che la maggioranza dei californiani possiede come seconda auto un veicolo elettrico.

Il surplus di energia elettrica prodotto dall’impianto fotovoltaico nei momenti di maggiore irraggiamento solare, viene solitamente venduto ai gestori di rete a prezzi molto bassi, anche perché non è possibile consumare in tempo reale tutta l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Una soluzione siffatta, permetterà ai possessori di un’auto elettrica e di pannelli solari di dirottare il surplus energetico verso l’accumulatore, utilizzando l’energia immagazzinata in esigenze successive.
L’idea della Tesla Motors avrebbe ricadute positive sul mercato fotovoltaico. Installare dei pannelli solari sul tetto sarebbe ancora più conveniente, perché la batteria permetterebbe di avere a disposizione energia pulita e low cost anche di notte e nelle giornate nuvolose. Una azione sulla quale Tesla Motors confida e crede molto, in un contesto di continua autoconsumo-fotovoltaico_6espansione nei mercato mondiali, dopo l’annuncio di voler produrre 2000 auto elettriche all’anno, già a partire dalla fine di quest’anno 2015 e con il reinvestimento di gran parte degli introiti in nuovi modelli e sistemi di accumulo sempre più potenti e versatili.
Un ciclo virtuoso davvero interessante che potrebbe permettere a Tesla di riuscire laddove le altre soluzioni di energy storage hanno finora fallito, che potrebbe divenire una autentica rivoluzione per il modo in cui l’energia viene gestita a livello domestico, in un contesto nel quale sono già diverse le sperimentazioni in cui il sistema di accumulo dell’auto elettrica amplia il proprio orizzonte alle applicazioni stazionarie come per esempio quelle di Honda (vedi post “Sinergia edificio-auto elettrica: arriva la ‘smart home’ di Honda“), e di Nissan (vedi post “Nissan Leaf “Vehicle-To-Building”: l’auto elettrica che alimenta gli uffici ricaricandosi“), decisamente meno impegnative dal punto di vista delle sollecitazioni richieste.

Sauro Secci

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