Consumo di suolo: la proposta del WWF si chiama “Riutilizziamo l’Italia”

riutilizziamo_italiaIl consumo di suolo, grande cancro del nostro paese, si coniuga purtroppo con molti dei termini che si riconducono ai più grandi mali di questo martoriato paese, come, corruzione, speculazione edilizia, inquinamento ambientale, mancate bonifiche di siti inquinati, assoluta mancanza di una cultura della riutilizzazione di suoli già violati. Un tema che ho trattato spesso, sia per denunciare l’entità e i contorni (vedi post “Consumo del suolo: Il cancro che divora il Bel Paese“), ma anche per dare conto di alcune virtuose, seppur circoscritte esperienze di recupero (vedi post “L’Italia e il consumo di suolo: ecco il “rammendo urbano” di Renzo Piano con G124“). Molto rilevante, su questo specifico tema, il Report appena pubblicato dal WWF, dal titolo eloquente “Riutilizziamo l’Italia” dal sottotitolo molto eloquente sul tema trattato “Land transformation in Italia e nel mondo: fermare il consumo del suolo, salvare la natura riqualificare le città” e scaricabile in calce al post, giunto quest’anno alla seconda edizione. Si tratta di uno strumento aggiornato, grande occasione di riflessione sulla cementificazione del nostro pregiatissimo ma vulnerabile e martoriato territorio e delle nostre risorse naturali, oramai sottoposte ad un’emergenza divenuta quotidiana, continuamente sotto tiro anche a causa del dissesto idrogeologico e dei fenomeni estremi, anche recentissimi e in via di cronicizzazione, a causa dei cambiamenti climatici. Un rapporto che giunge in apertura del 2015, che l’ONU a individuato come Anno mondiale dei suoli.

mappa_urbanizzazione

Dati davvero significativi, relativamente alle dinamiche di urbanizzazione nel nostro paese, a partire dagli anni ’50, quelle che emergono dal nuovo Report del WWF, con un allarmante trend che procede al ritmo di 90 ha/giorno, equivalenti a circa 10 m2/sec, di conversione urbana e corrispondenti a quasi 660.000 ettari nei prossimi 20 anni: un quadrato di 80 km di lato. Il fenomeno di urbanizzazione in Italia è praticamente quadruplicato dagli anni ’50 e valutabile oggi intorno al 7,5% del territorio nazionale, con connotazioni diverse nelle singole regioni, come mostrano i diagrammi seguenti, tratti dal Report WWF.

trend_regioni

Una tendenza che comporta una costante e progressiva perdita di risorse naturali, confermata anche dal preciso punto di osservazione della Rete Natura 2000, la rete che raggruppa i cosiddetti SIC (Siti di Interesse Comunitario) tutelati dalla UE, la quale rileva come, prendendo in considerazione un’area di prossimità di 1 km di larghezza intorno ai siti protetti, si registra dagli anni ’50 ad oggi una densità di urbanizzazione, passata dal 2,7% al 14% dopo il 2000. Un tema sul quale si sta finalmente sviluppando negli ultimi tempi, anche un confronto parlamentare su una proposta di legge di iniziativa governativa che definisce il suolo bene comune e risorsa non rinnovabile, ma ad oltre un anno dall’inizio della discussione alla Camera, i cittadini e le Regioni attendono ancora precise indicazioni valide di tutela su tutto il territorio nazionale.

oasi
Come evidenziato dal report WWF, il dibattito sul contenimento del consumo del suolo e la rigenerazione urbana, è un tema prioritario non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, considerando che, come evidenzia lo stesso report, nella “Tabella di marcia per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse” (2011) viene indicato l’obiettivo del consumo netto di suolo pari a zero per il 2050. Su scala planetaria poi, temi di riferimento per lo sviluppo di nuove politiche in tal senso sono costituiti da:

  • le cosiddette shrinking cities o città in contrazione, esperienze cioè di inversione di tendenza e di recupero di sostenibilità in ambito urbano (vedi link di approfondimento);
  • la crucialità degli usi del suolo in competizione tra loro (in particolare il rischio relativo al cosiddetto “Land grabbing”, cioè il fenomeno di “accaparramento della terra”, tema che sta dilaniando ulteriormente il continente africano (vedi post “Una nuova grande minaccia per la sostenibilità planetaria: il “Land grabbing” con l’Africagreen_grid_london ancora grande vittima“),
  • potenziamento della biodiversità nelle aree urbane o sulla progettazione del verde, con riferimento a grandi progetti pilota in corso in due megalopoli come Londra con la sua “Green Grid” o “rete verde” (mappa a destra) e New York con la sua  “Green Infrastructure Plan”.

Un report davvero molto ricco di informazione su un fenomeno da gestire pienamente anche da parte della politica, la cui redazione ha visto il coinvolgimento di una rete di 40 docenti di 12 diversi atenei, sul tema “Land transformation in Italia e nel mondo: fermare il consumo del suolo, salvare la natura riqualificare le città”, che si propone come elaborazione collettiva ed antologica la più aggiornata in Italia sulle cause del consumo del suolo e sulle risposte più avanzate ed adeguate per affrontarlo e contenerlo.

Sauro Secci

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