Biomateriali da costruzione: un abbraccio tra terra e mare

Posidonia_oceanica_spheroidIl mondo dei biomateriali, è indubbiamente sempre più fondamentale per cercare di ridare nuova vita al settore dell’edilizia, con particolare riferimento all’efficientamento energetico degli edifici, soprattutto riferito alle ristrutturazioni, che necessità anche di una nuova visione da parte del settore immobiliare, ancora troppo legato a schemi oramai ampiamente superati, dalle esigenze sempre più inderogabili per i cambiamenti climatici e soprattutto dalla crisi che stiamo vivendo (vedi post “Efficienza energetica in ambito immobiliare: non è ancora percepita in tutto il suo valore“). Anche nel caso del biomateriale che sto per introdurre, si tratta di una riscoperta di materiali appartenenti alle nostre tradizioni, come avevo affrontato parlando dell’incontro tra calce e canapa (vedi post “Canapa e Calce “rinascimento dell’edilizia”: arriva anche la prima “Casa Passiva”), A differenza del biomattone di calce e canapa però, nel caso specifico si tratta di un biomateriale derivato da un fortunato incontro tra terra e mare, visto che combina la pura lana di pecora sarda e la poseidonia marina spiaggiata. Una fotunata unione che ha datoEdimare origine a “EDIMARE”, un innovativo isolante naturale al 100%, vincitore, nell’ambito della categoria “Prodotti”, del premio Abitare Verde for EXPO2015 “Architettura e Agricoltura insieme per nutrire il pianeta”, promosso da Pentapolis Onlus nell’ambito del Salone del Gusto-Terra Madre, la manifestazione di Slow Food organizzata al Lingotto Fiere di Torino: EDIMARE-Edilana si propone come uno dei primi prodotti italiani ad essere stato valutato con il metodo “Greenwashing Free”, aprendo una strada mai adottata prima per la valutazione sia di progetti che di materiali isolanti per l’edilizia.
Una qualificazione importante quella per EDIMARE-Edilana, emersa dopo l’analisi e la valutazione di oltre 100 isolanti naturali già presenti sul mercato, sulla base dell’efficacia tecnica, considerata prioritaria, ed in merito all’assenza di materie prime di origine fossile o di altre risorse non rinnovabili nella composizione del prodotto edile, siti di produzione, all’origine, alla provenienza delle materie prime, agli impatti idrogeologici, a conflitti o sinergie con l’agricoltura, alla sostenibilità economica ed alla comunicazione utilizzata per la divulgazione verso i consumatori. Una griglia di valutazione davvero severa ed articolata sulla base della quale solo EDIMARE-Edilana è riuscita a soddisfare pienamente. Venendo alle caratteristiche del prodotto, Si tratta di un pannello composto al 100% in fibre naturali di pura lana vergine di pecora sarda e lana di mare, una fibra di legno proveniente dalle foreste marine del Mar Mediterraneo), derivata dalla lavorazione industriale della posidonia spiaggiata risparmiandola così alla discarica. Una nuova realizzazione quella di EDIMARE, di Edilana, l’industria sarda impegnata da anni sul fronte della bioedilizia e che per prima ha impiegato pura lana vergine di pecora sarda per la realizzazione di isolanti per l’edilizia. Sono molteplici gli studi condotti su EDIMARE-Edilana che hanno confermato le molteplici potenzialità di questo materiale, in grado di proteggere adeguatamente dal freddo e dal caldo le nostre abitazioni, presentando un’efficienza superiore del 20% rispetto agli isolanti ottenuti di matrice legnosa o dei suoi derivati. Altro aspetto non certo trascurabile del nuovo materiale, la durabilità e la resistenza del prodotto nel tempo, laedilana tracciabilità totale delle materie prime, delle filiere, dei processi produttivi, la competitività economica, la custodia del territorio e della biodiversità. Un altro grande esempio di trasformazione di un rifiuto in una risorsa per il risparmio energetico nel rispetto della biodiversità. Con EDIMARE, infatti, questo processo viene completamente trasformato, riunendo in un unico prodotto, materie prime in esubero generate dalla natura. Enorme è infatti ogni anno, il quantitativo di posidonia che si deposita sui litorali italiani ricoprendo le spiagge. Una autentico bioindicatore, indice di mare pulito, la poseidonia, una pianta marina che evita adirittura un altro enorme problema delle nostre coste, come quello dell’erosione costiera, la cui eccedenza però, può arrivare a causare danni seri danni all’ecosistema ambientale. E’ proprio in questo specifico contesto che si inserisce Edilana ed il processo di produzione di EDIMARE, che si avvale di una sinergia con i Comuni Costieri interessati, che permette di evitare la discarica alle egagro pili, che vengono raccolte a mano per salvaguardare l’habitat e conferite ai siti di produzione di Edilana. Una volta lavorata, la lana di mare si unisce alla lana di pecora, ottenuta anch’essa dall’eccedenza dalle tosature, di alcuni distretti pastorali sardi, dando vita ad EDIMARE.

Sauro Secci

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4 risposte a Biomateriali da costruzione: un abbraccio tra terra e mare

  1. Fabio Roggiolani ha detto:

    moolto bellissimo stereo

    Fabio Roggiolani

    >

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