Amianto: enormi quantità ancora in opera da smaltire e le tecnologie di inertizzazione per evitare la discarica

destruction-definitive-amianteLe occasioni di parlare di quel grande killer silenzioso che continua ancora e sempre più a mietere vittime nel nostro paese, ad oltre 20 anni dalla sua messa al bando, come l’amianto non mi sono certo mancate. L’ho fatto, con una grande indignazione da cittadino in questi giorni, parlando della vergognosa sentenza della Cassazione per il Processo alla Eternit (vedi post “Processo Eternit: un ulteriore colpo mortale per questa nuova “vergogna di stato”), ed anche qualche tempo fa, quando avevo avuto modo di parlare di un brevetto di matrice italiana, per la inertizzazione di questo spietato killer minerale (vedi post “L’Amianto e i nuovi percorsi di inertizzazione e recupero: arriva anche il siero di latte“). E’ proprio su quest’ultimo tema trattato, legato alle tecnologie di inertizzazione, per evitare l’aberrante e pericolosa pratica della discarica, in un paese in cui l’amianto già bonificato sino ad oggi, rappresenta solo una piccola percentuale, che voglio continuare a parlare, facendo riferimento anche ad una esperienza sfiorata, durante il mio lungo percorso professionale nell’ambito del monitoraggio ambientale. Ma andiamo per ordine. Tra le tipologie di tecnologie proposte e recepite anche nel DM 248/2004 “Regolamento relativo alla determinazione e disciplina delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e contenenti amianto”, scaricabile in calce al post, ne vengono classificate di differenti ed estremamente diverse, da quelle dirette e di semplice utilizzo dei manufatti in amianto nei cementifici, ad altre molto complesse tecnologicamente. Quelle che dimostrano ad oggi un grado di sviluppo a livello industriale, sono quelle di modifica cristallo-chimica. In questa famiglia di tecnologie i silicati, di cui sono costituiti gli amianti, perdono le loro caratteristiche chimiche e fisiche che li rendono pericolosi, con particolare riferimento alla fibrosità, trasformandosi in silicati di diversa composizione e decisamente meno pericolosi.
Tali processi di trattamento ed inertizzazione possono essere suddivisi, in relazione alle modalità del trattamento termico:

  • Il primo gruppo, costituito da quelli finalizzati a rendere innocuo l’amianto inglobandolo in una matrice vetrosa: (es. Isotherm), varianti dell’unico impianto industriale in funzione in Europa (Inertam in Francia), che cercherò di approfondire di seguito.
  • Il secondo gruppo, rappresentato da trattamenti a base termica basati sulla “cottura”: vale a dire su riscaldamenti dei manufatti mediante l’utilizzo di forni. Diverse le proposte di questa tipologia di inertizzazione come quelle di Aspireco, Nial Nizzoli, Kry As, giunte oggi alla fase autorizzativa, con la generazione in uscita dal processo, secondo i proponenti il trattamento di “cottura”, di silicati recuperabili in altre filiere industriali.

Ma vorrei tornare sul processo francese di vetrificazione dell’amianto, Inertam (link sito) società francese del gruppo EUROPLASMA (link sito), e che vede associato anche GSE Italia, da tempo è titolare diretto di licenza di smaltimento di rifiuti speciali per come prescritto dalla legge nazionale e che ha da poco portato in Italia la tecnologia INERTAM usine-inertamquale innovazione nello smaltimento dell’ amianto. Il gruppo ha messo a punto in Francia, il primo stabilimento per l’ inertizzazione ed il riciclo dell’ amianto a Morcenx, nei pressi di Bordeaux (vedi video in calce al post). Il processo riconosciuto dalla CE è l’ unico attivo al mondo, capace di garantire il recupero del rifiuto sino alla totale inertizzazione per vetrificazione. Il materiale vetrificato è assolutamente inerte e può essere riutilizzato per esempio come rilevato per sottofondo stradale etc.. Ricordo ancora moltovitrifiat bene alla fine degli anni ’90, quando operavo in ENEL, della possibilità di ospitare in un sito della allora azienda elettrica nazionale, poi non andato in porto, di un impianto semovente della azienda francese Inertam (allora società del gruppo EDF), per la vetrificazione delle fibre di amianto utilizzate fino a quel momento, contenute nelle coibentazioni industriali provenienti da tutti gli impianti della società e che avrebbero dovuto essere conferiti in speciali fusti sigillati con vetrificazione in toto, fusto compreso. In quel caso fu effettuata uno studio d’impatto e meteo-diffusionale sull’impatto ambientale atmosferico di quell’impianto mobile sul sito prescelto, ma il progetto non entrò poi nella fase operativa. Ma vediamo di entrare meglio nel merito di questa tecnologia di matrice francese. In sostanza, il processo INERTAM, assicura il trattamento di vetrificazione di rifiuti industriali come il materiale contenente fibre di amianto, attraverso la tecnologia della Torcia al Plasma, capace di sviluppare temperatura intorno ai 1600°C, che permettono la distruzione delle fibre di amianto producendo una scoria vetrosa di colore nero, attraverso un calibrato tempo di permanenza del materiale all’interno del forno.

schema_inertam

A seguire un video che illustra il cuore del sistema alla base del processo di vetrificazione di Inertam, basato sulla “Torcia al plasma”

Ed ancora un video, che illustra il funzionamento dell’impianto francese di vetrificazione dell’amianto Inertam di Morcenx.

Sauro Secci

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