Nuove tecnologie sostenibili che cambiano l’Italia: finalmente qualcosa si muove in Sardegna

logoLa nostra Italia, così bella ma anche così altamente vulnerabile, è continuamente bersagliata da catastrofici bollettini, con alluvioni, che in alcuni luoghi si ripetono in maniera quantomeno inquietante, inquinamenti di ogni genere, impianti di depurazione che non funzionano, splendidi litorali sempre più minacciati dalla erosione costiera, in un contesto di programmazione nel quale, da troppi anni, è stato cassato il termine “prevenzione”. In un contesto nel quale gli interventi hanno una natura esclusivamente emergenziale, con il numeratore dei costi per il bilancio dello stato che diventa sempre più insostenibile, fa piacere registrare che, seppure timidamente, qualcosa possa davvero cambiare, almeno nella scelta delle migliori tecnologie disponibili, riferite ai pochi interventi in via di pianificazione. Proprio recentemente, al XXVIII Sondrio Festival, è stato presentato dall’Associazione Giga, il Libro Bianco scaturito dall’ultimo Ecofuturo festival, svoltosi nel luglio scorso presso la struttura di Alcatraz in Umbria, gestita da Jacopo Fo (vedi post “Sondrio Festival 2014: grande spazio anche per “Le nuove tecnologie che cambiano il mondo”). E’proprio per una di queste straordinarie tecnologie innovative, presenti nel Libro Bianco, quella di sfangamento della azienda toscana DECOMAR di Pontedera, che stanno finalmente aprendosi nuovi ambiti applicativi, in un’isola di straordinaria bellezza come la Sardegna (vedi post “Dragaggi 2.0: ed anche le spiagge diventano sostenibili con una tecnologia ancora una volta Made in Italy“).

gif_decomar

È infatti proprio di questa settimana la notizia che l’azienda toscana, con il suo innovativo sistema di aspirazione dei fondali, con trattamento selettivo dei sedimenti e loro idonea ricollocazione, è pronta a debuttare in una serie di straordinarie perle turistiche sarde, a cominciare da quella di Porto Frailis, ne comune di Tortolì Arbatax (SS) (link articolo de La Nuova Sardegna) , per la ricostruzione ed il ripascimento di litorali, sempre più minacciati dal fenomeno dell’erosione costiera, e di sfangamento di alcuni porti turistici sardi.

articolo

Un tema, quello dal ripascimento degli arenili, per il quale negli scorsi anni, è stata spesa una grande quantità di denaro pubblico, utilizzando tecnologie assolutamente inefficaci, come ben documentato da uno specifico studio di ISPRA, uscito due anni fa, con risultati spesso assolutamente non duraturi e che un notevole impatto ambientale, (link documento ISPRA). Un segnale davvero importante quello sardo, che può finalmente aprire un nuovo periodo, nel quale la qualità delle tecnologie adotatte, in tempo di spending review, diventa fondamentale per la messa in sicurezza del nostro bellissimo e vulnerabile territorio e dei nostri oltre 7500 Km di litorali.

Sauro Secci

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, Impatto Ambientale e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.