Tasse e oneri sulle bollette energetiche: Italia al 5°posto in Europa

tasseLa parola d’ordine in questa profonda crisi, dai tratti particolarmente virulenti, proprio nel nostro paese, la grande esigenza di rilancio del potere di acquisto delle famiglie e della competitività delle nostre imprese, passa per la riduzione dell’enorme carico impositivo che le sta progressivamente asfissiando. Una delle voci impositive più rilevanti, è rappresentata indubbiamente proprio da tasse ed oneri sulle bollette energetica, sia elettrica che gas.

A confermare l’entità di questi oneri parafiscali nelle bollette energetiche, una indagine effettuata da Cgia di Mestre su scala europea, che conferma una incidenza della tassazione energetica media che si attesta intorno al 49%. In sostanza, per ogni euro di consumo di gas e di corrente elettrica che paghiamo ai fornitori, quasi la metà è attribuibile a tasse, un dato che ci colloca al quinto posto nella graduatoria continentale.
La Cgia di Mestre, punta ancora una volta il dito su questa cronica “anomalia”cgia_logo nazionale, auspicando un intervento di riduzione fiscale da parte dello Stato, anche a fronte dei nuovi aumenti tariffari decisi dall’Autorità a partire da ottobre, per il gas davvero esosi e superiori al 5%, determinati delle condizioni venutesi a creare con la crisi Russia-Ucraina. Secondo il Segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, “Alla luce di questo perché a pagare gli effetti della difficile situazione venutasi a creare in Ucraina devono essere le famiglie italiane e non lo Stato, attraverso una riduzione del carico fiscale che è tra i più elevati d’Europa?“. Venendo ai risultati dell’indagine Cgia

Ma veniamo ai risultati delle elaborazioni dell’Ufficio studi Cgia su dati dell’Aeegsi (nuova denominazione di AEEG dopo l’inglobamento delle competenze relative anche del servizio idrico) riferiti al 2013. Il segmento domestico, nella graduatoria riferita al gas naturale, abbiamo, tra le famiglie:

  • la Danimarca: dove l’incidenza media delle imposte e degli oneri para fiscali sui prezzi netti raggiunge addirittura al 128,1%;
  • la Romania: con l’88,7%,
  • la Svezia, con il 77,5%;
  • l’Olanda: con il 62,9%;
  • l’Italia con il 48,6%.

A seguire nella classifica, abbiamo alle nostre spalle, l’Austria con il 35% e la Germania con il 32,6%. L’incidenza media europea si attesta ad un livello decisamente inferiore al dato italiano, attestandosi al 28,9 per cento, mentre la nazione “paradiso energetico fiscale” in Europa è il Regno unito, che presenta un peso impositivo percentuale sia su gas che sull’energia elettrica di appena il 5%. Sul fronte dell’energia elettrica sono ancora le sempre le famiglie danesi a subire il carico fiscale maggiore, dal momento che abbiamo:

  • la Danimarca ancora con un dato superiore al 100% del 114,3%;
  • la Germania, con il 90,2%;
  • il Portogallo, con il 75,5%;
  • la Svezia, con il 55,3%;
  • L’Italia, con il 49,1%.

Come nel gas, anche nel caso dell’energia elettrica, il dato medio europeo si attesta ben al di sotto, con un 43,8%.

Le graduatorie complete elaborate da Cgia con, a sinistra l’incidenza media delle imposte e degli oneri para fiscali sui prezzi netti sul gas ed a destra, quella sull’energia elettrica.

tasse tabella

Fonte elaborazione: Ufficio Studi CGIA su dati Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico

Sauro Secci

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