Standardizzazione modalità reti di ricarica elettriche: si muove anche il “Vecchio Continente” con una rete di costruttori “convergenti”

Quick ChargerMolto spesso ho parlato della realizzazione di molte interessanti iniziative, da parte di vari paesi europei, per la realizzazione di infrastrutture di ricarica elettrica, come quella dei Paesi Bassi (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB“), della regione dei Paesi Baschi (Spagna) (vedi post “Reti integrate di ricarica elettrica: Il caso Spagnolo dei Paesi Baschi con la nuova rete di Ibil“) o ancora della Norvegia, dove oramai la mobilità elettrica è divenuta di riferimento (vedi post “Mobilità elettrica: Norvegia sugli scudi“). Ognuno dei casi citati però in un quadro disomogeneo e caratterizzato da una sostanziale assenza di autentici standard, a cominciare dai connettori, sul fronte dei quali è ancora in corso una aspra contesa (vedi post “Mobilità elettrica: lotta sulla standardizzazione dei connettori tra continenti“). Un tema sul quale il nostro paese si è recentemente dotato, attraverso il Ministero delle Infrastrutture, di un Piano Nazionale per le infrastrutture di ricarica (vedi post “Piano nazionale infrastrutture di ricarica: il Ministero dei trasporti acquisisce dati dal campo“) e che vede anche l’Europa impegnata nella realizzazione di autentici “corridoi europei” (vedi post “Auto elettrica: postazioni di ricarica veloce e corridoi elettrici europei“). In un contesto orientato alla realizzazione di una rete efficiente e capillare di ricarica fondamentale per la definitiva consacrazione della mobilità elettrica ed in cui gli attori principali sono costituiti dalle case automobilistiche, è sicuramente da rilevare un altro consorzio di costruttori, sostanzialmente europeo (presenza di Nissan associata da tempo a Renault e di casa in Inghilterra dove assembla LEAF per l’Europa), composto da Bmw, Volkswagen, Renault e Nissan: Il team di costruttori automobilistici, sta lavorando ad un progetto congiunto da inserire all’internotent dell’European Union’s Trans-European Transport Network (TEN-T) (link sito), un programma dell’Unione Europea finalizzato alla costruzione di una rete per la ricarica elettrica basata su principi di interoperabilità e su interfacce multi-standard. La focalizzazione degli sforzi di Bmw, Volkswagen, Renault e Nissan si concentrerà soprattutto in Gran Bretagna e Irlanda e vedranno il necessario coinvolgimento delle principali aziende energetiche locali. Obiettivo del progetto pilota è quello di coprire circa 1.100 chilometri di strade principali con una rete di 70 postazioni/infrastrutture di ricarica rapida multi-standard, consentendo di collegare i più importanti porti e le più grandi città britanniche e irlandesi, tra le quali Liverpool, Birmingham, Felixstowe, Leed, Dublino e Belfast. Un progetto che, come accennavo, oltre che di ricarica rapida, avrà la caratteristica di essere multistandard, un aspetto fondamentale, dal momento che dovremo ancora vedere a lungo la convivenza di svariati tipi di connettori per la ricarica delle vetture. Le stazioni realizzate saranno pertanto compatibili con le auto elettriche con standard a 44 kW DC CCS, a 44 kW DC CHAdeMO e a 43 kW AC (lo stesso usato da Enel per le colonnine Fast Recharge). Ma la cosa più importante da rilevare è la “convergenza” di costruttori appartenenti al blocco pro CHAdeMO (standard giapponese) come Nissan e costruttori pro Mennekes o SAE Combo adottato dall’Unione Europea (BMW, VW). Un progetto quello del nuovo corridoio di ricarica attraverso il Regno Unito, con connotazioni simili al Supercharger Network di Tesla Motors, anch’esso in espansione in Europa.

CHAdeMOmennekessaecombo

Le colonnine di ricarica utilizzate saranno compatibili con un ampio numero di veicoli e si aggiungeranno alle dieci strutture di questo tipo già installate in alcune aree. Una esperienza pilota molto importante quella che il poker di costruttori sta facendo nell’arcipelago britannico, che sarà fondamentale per successive nuove installazioni di questa tipologia di strutture in altri Paesi europei. Una azione che consentirà agli utenti presenti e futuri di auto elettriche, di percorrere grandi distanze senza l’ansia da autonomia che caratterizza ancora, in maniera consistente, gli spostamenti ad ampio raggio a bordo di queste tipologie di veicoli. Una azione che si aggiunge ad altre analoghe e che auspichiamo possano ricongiungersi in qualche modo per determinare quanto prima quella sicurezza infrastrutturale tanto importante per de carbonizzare in maniera decisiva il settore della mobilità e dei trasporti in genere.

Sauro Secci

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