Bioarchitettura e nanotecnologie: ecco la facciata efficiente “meteopatica”

HomeostaticFacade_grattacieliLa bioarchitettura, mostra ogni giorni di più la sua vivacità nella riscoperta di antiche modalità di costruzione, mutuate dalle antiche civiltà, forte però di una innovazione tecnologica che rende possibile massimizzare prestazioni in termini di efficienza energetica, sostenibilità ambientale, comfort, etc.. Sforzi continui che hanno trovato grandi concretizzazioni sia nell’ambito dei nuovi biomateriali da costruzione, con materiali con connubi ideali come calce e canapa (vedi post “Bioarchitettura e “costruire e ristrutturare sostenibile”: ecco il biomattone fatto di “antichi” e versatili materiali“), che nelle stesse tecniche di costruzione (vedi post “Bioarchitettura: e la terra cruda per il suolo lunare di Nader Khalili architetto degli ultimi scende sulla Terra“). Questa volta voglio però parlare di una nuova frontiera della bioarchitettura, quella che cerca di coniugare l’utilizzazione di nuovi materiali con le nanotecnologie, autentico passaporto per il futuro. E’ proprio in questo ambito che si colloca l’attività dello studio Decker & Yeadon, con sede a New York, il cui team di studio sta dimostrando come i nuovi materiali e le nanotecnologie possano offrire soluzioni innovative per l’architettura moderna. uno straordinario esempio in questo senso è indubbiamente rappresentato dalla “Homeostatic Facade System”, una doppia pelle in vetro per facciate di grandi edifici, capace di aprirsi e richiudersi a seconda della temperatura esterna dell’edificio, in una autentica “meteopatia dell’edifico”, resa utile ai fini di efficienza energetica dello stesso. Si tratta di una soluzione scaturita da una nanotecnologia consistente nell’autoregolazione degli elementi costituenti la cosiddetta “facciata dinamica”, soggetti a variazione in funzione di parametri meteo come la radiazione solare e la temperatura esterna dell’aria.

homeostatic-facciata-a

Comportamento Homeostatic Facade System Diurno (a sinistra) e Notturno (a destra)

All’interno della cavità del doppio vetro viene installato un nastro, realizzato con elastomeri dielettrici, costituito da un polimero molto simile alla gomma, avvolto intorno ad un nucleo in polimero flessibile, tutti materiali polarizzabili a fronte della applicazione di una sorgente elettrica, inficiando limitatamente il contributo energetico complessivo della facciata (vedi dettaglio foto seguente).

homeostatic-facciata-b

Entrambi i lati del materiale dielettrico, come autentiche “armature”, sono rivestiti con elettrodi d’argento, per permettere la riflessione della luce, distribuendone la carica elettrica attraverso il materiale, provocandone la deformazione.

Dal momento che le condizioni meteo sono mutevoli nell’arco della giornata, molteplici sono le deformazioni che si registrano sulla facciata, in sostanza:

  • quando la luce del sole riscalda l’edificio in determinate ore del giorno, le superfici del nastro si espandono, creando ombra all’interno dell’edificio;
  • quando le temperature scendono, le superfici si contraggono per consentire l’ingresso di più luce all’interno.

La conseguenza di tutto questo si traduce in un enorme vantaggio, dal momento che il controllo solare diviene direttamente regolato dalla facciata e correlato specificamente alle condizioni esterne, limitando la perdita di calore e conseguendo un notevole risparmio energetico. Un processo, questo tipo di autoregolazione, conosciuto in natura con il nome di omeostasi, che si sposa perfettamente con il nuovo e sempre più diffuso ricorso a involucri trasparenti in edifici moderni. Decisamente un altro fornnnte davvero affascinante di sviluppo che dimostra ancora una volta la fondamentale importanza nelle nanotecnologie in tutti i sempre più vasti fronti di impegno per la de carbonizzazione delle economie e dei modelli di sviluppo.

A seguire un interessante video che illustra il principio delle superfici di facciata omeostatiche

Sauro Secci

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Fonti Rinnovabili, Efficienza Energetica, Ambiente e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Bioarchitettura e nanotecnologie: ecco la facciata efficiente “meteopatica”

  1. Pingback: L’Architettura alla ricerca di nuove sfide: ecco il greenbuilding depurante anti smog | L'ippocampo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...