REthinking Energy 2014: nel nuovo rapporto dell’agenzia Irena una road map “accelerata” per l’economia verde al 2030

rethinkingPuntuale come sempre nell’analisi dell’evoluzione delle energie rinnovabili, in cammino per rivoluzionare definitivamente il modello energetico, in chiave distribuita e quindi più partecipativa, l’agenzia IRENA (International Renewable Energy Agency) ed autrice recentemente anche di un interessante atlante planetario on line sulle energie rinnovabili (vedi post “On line il nuovo “Atlante virtuale mondiale delle energie rinnovabili” di IRENA”), traccia una road map su come ripensare il modo di produrre e consumare l’energia. Si tratta del nuovo studio “REthinking Energy”, scaricabile in calce al post, pubblicato dalla organizzazione intergovernativa che sostiene lo sviluppo delle tecnologie pulite. Da quello che emerge dallo studio, la transizione verso l’economia verde, che proprio nel 2013 ha visto le rinnovabili sopravanzate le fonti fossili (vedi grafico seguente tratto dal rapporto) nell’area dei paesi OCSE (OECD), rischia di essere troppo lenta, in linea con quanto delineato, nel suo ultimo rapporto, anche dalla stessa IEA (International Energy Agency), che ha registrato come, il boom delle fonti rinnovabili si vada un po’ affievolendo.

sorpasso

Secondo Adnan Z. Amin, Direttore generale di Irena, “una convergenza di forze sociali, economiche e ambientali ha iniziato a trasformare il sistema energetico. Se però continueremo sulla via intrapresa, senza potenziare gli investimenti, non riusciremo a evitare gli impatti più seri del cambiamento climatico”. A seguire un interessante grafico relativo all’andamento dei coefficienti di emissione di CO2 delle diverse fonti.

co2_emission_intensitySecondo l’agenzia Irena, siamo in piena transizione, nel bel mezzo di un nuovo paradigma industriale che, c’è tuttavia un forte bisogno di linfa maggiore. Nel 2013, gli investimenti mondiali in energie rinnovabili, escludendo il grande idroelettrico, hanno raggiunto 214 miliardi di dollari, una cifra che dovrà salire fino a 550 miliardi all’anno entro il 2030. In quella data si stima che la popolazione mondiale, avrà superato otto miliardi di abitanti, con una produzione di energia elettrica che dovrebbe passare da 22.000 a 37.000 TWh, con un incremento del +70% nei prossimi sedici anni.

trend

Secondo le elaborazioni dello studio, la buona notizia, è individuabile nel fatto che le rinnovabili costituiscono una scelta affidabile e sempre più competitiva rispetto ai combustibili fossili. Uno dei problema più pressanti è da ricercare nella necessità di ripensare i meccanismi che hanno supportato fino ad oggi la diffusione delle tecnologie green. Evidente l’esigenza di non puntare più soltanto sugli incentivi tradizionali, con per esempio, i costi degli impianti fotovoltaici, che hanno registrato un sensibile calo di ben -80% dal 2008 e dovrebbero proseguire questa discesa. Interessante a seguire, anche un altro grafico sempre tratto dal rapporto, che evidenzia l’indicatore LCOE (Levelized Cost Of Energy) al 2011.

LCOE

Per quanto riguarda l’eolico poi, il costo dell’energia prodotta da parchi eolici on shore (sulla terraferma), ha registrato una diminuzione del 18% in media dal 2009. Evidente, dalle pagine del nuovo rapporto, il caso della Germania, dove quasi metà dell’energia pulita appartiene al settore residenziale e agricolo. Un contributo fondamentale e di grandissima rilevanza etica e sociale il contributo di famiglie ed agricoltori che hanno installato una grandissima fetta degli impianti verdi. Un futuro inequivocabilmente orientato quello confermato anche dalle analisi di “REthinking Energy” di IRENA, basato sulla generazione distribuita. Una generazione distribuita come ripetiamo da tempo, che necessita di reti elettriche più intelligenti e meno invasive, in altri termini più qualitative che quantitative, vista anche la drastica riduzione dei flussi energetici da trasportare e capace invece di gestire i flussi di energia tra molteplici utenze che auto producono e auto consumano. Un richiamo importante anche per una modifica di ruolo da parte delle utilities, che, come si legge nello studio Irena, non saranno più loro a dominare il panorama della produzione elettrica. Un ruolo importante nei mutati scenari, sarà svolto da servizi innovativi, come i sistemi di accumulo ed il crescente e determinante peso delle tecnologie informatiche ICT, costituite da applicazioni e programmi per il controllo in tempo reale della produzione degli impianti e delle richieste di energie delle utenze ad essi collegate, fronti che già oggi evidenziano un numero davvero significativo di occupati nei diversi ambiti delle energie pulite, che complessivamente anno raggiunto i 6,5 milioni di occupati nell’area OCSE.

occupati

In sostanza, si delinea finalmente un sistema decisamente più governato dal lato della domanda. In conclusione quindi, un rapporto “REthinking Energy” di IRENA, che ricalca molte delle raccomandazioni già espresse dalla stessa IEA, che invoca la forte necessità di politiche stabili con obiettivi lungimiranti, aiuti finanziari calibrati sulle singole e differenti tecnologie, incoraggiando la formazione di un mercato dell’energia competitivo e basato su una integrazione crescente tra rinnovabili efficienza energetica e quello che resta delle fonti fossili strumentale alla stabilità della rete ed al completamento della migrazione energetica in corso.

Sauro Secci

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