City Logistic: Bologna capitale della logistica sostenibile

caab bolognaOltre un anno fa avevo avuto modo di parlare del CAAB, Il grande Centro agroalimentare di Bologna, indicato come struttura logistica di smistamento merci alimentari deperibili, modello di sostenibilità, nell’ambito del quale far coesistere autosufficienza energetica attraverso efficienza e produzione da fonti rinnovabili e intermodalità dei trasporti con interfaccia con la mobilità elettrica per le consegne di merci in ambito urbano (vedi post “Agroalimentare: CAAB di Bologna struttura modello di sostenibilità a “Spreco Zero” per il governo Obama“).

Ritorno oggi, a distanza di oltre un anno, proprio su uno degli aspetti cruciali che caratterizza un centro di grande distribuzione come il CAAB, dal momento che, a partire dal prossimo settembre 2014, inizierà la fase di sperimentazione industriale dello spostamento su mezzi elettrici nell’area metropolitana, proponendo davvero Bologna come capitale della logistica sostenibile. Nello specifico, veicoli elettrici da trasporto riforniranno punti di vendita nell’area cittadina bolognese, con particolare riferimento alle aree ztl, partendo dal Caab (Centro Agro Alimentare Bologna) e utilizzando l’energia pulita prodotta dal grande impianto fotovoltaico del Caab (vedi post “CAAB di Bologna atto II: eccellenza di sostenibilità ambientale nel mondo coperto dal più grande impianto fotovoltaico su tetto d’Europa “), che alimenterà anche le attivita’ e gli spostamenti interni a Fico Eataly World (link sito), la “Fabbrica Italiana contadina” che nel 2015 aprirà le porte al CAAB (Centro Agroalimentare di Bologna) e si articolerà in aree specifiche di coltivazione, produzione, ristorazione, ricerca, didattica, commercializzazione.
Da settembre, con l’avvio della fase sperimentale, saranno quattro veicoli elettrici da trasporto, dei furgoni van, che saranno impiegati nella distribuzione delle merci nel cosiddetto “ultimo miglio”, in particolare nella ZTL del centro storico cittadino. I nuovi mezzi, partiranno da CAAB ricaricati dall’energia pulita prodotta dal grande impianto fotovoltaico edificato sul Centro agroalimentare di Bologna, il più grande su tetto in Europa, con potenza pari a 10.500 kWp e una produzione energetica di 11.350.000 kWh/anno fornita dai 43.750 pannelli solari complessivi, installati su una superficie di 100.000 mq, equivalenti a 14 campi da calcio, e che ha visto un investimento di 22.5 milioni di euro. Circa questa ulteriore azione nel segno della sostenibilità il commento del Presidente del CAAB di Bologna Andrea Segrè, secondo il quale “sarà proprio l’impianto fotovoltaico del CAAB a garantire la fruibilità sostenibile negli 80.000mq delle aree espositive di FICO Eataly World e gli spostamenti su mezzi elettrici nell’area metropolitana, dalla sede di FICO al centro storico. Se il primo step prevedeva che l’orto-frutta del CAAB potesse raggiungere il centro città con i mezzicaab_van elettrici in modo da abbattere l’inquinamento del centro di Bologna – anche quello acustico – adesso è il momento di passare alla seconda fase di City Logistic, proponendoci un coinvolgimento diretto a livello dei cittadini, in raccordo con le Comunità Solari Locali dell’area metropolitana. L’expertise che stiamo sviluppando e testando a Bologna si conferma all’avanguardia sul piano nazionale e internazionale, sostenibile è la parola chiave delle iniziative che in città si incrociano e si intensificheranno anche in prospettiva della realizzazione di FICO Eataly World“. I furgoni elettrici glass van operativi da settembre 2014 riforniranno punti di vendita nell’area cittadina bolognese e, sempre da settembre, verranno affiancati da un ulteriore progetto innnovativo per la mobilità con biciclette elettriche “a pedalata assistita“, grazie all’elaborazione di un prototipo di nuova concezione, risultato della ricerca del coordinamento MovingSun, CAAB CITY LOGISTIC PIAZZA MAGGIORE ESPOSIZIONE (1)-2formatosi nell’ambito del progetto City Logistic per l’elaborazione e lo sviluppo di progetti di logistica sostenibile. MovingSun sancisce la collaborazione fra CAAB, Unendo Energia, Technovo e Ferst insieme al Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna e a Proteco, Mecaprom e Logital. MovingSun sarà un sistema Open, indipendente cioè dal tipo di mezzo elettrico utilizzato, caratteristica indispensabile e fondamentale per aggregare l’interesse del maggior numero di soggetti interessati allo sviluppo di nuovi modelli di servizio e quindi di mercato. La filosofia del nuovo sistema di ricarica sviluppato, è quella del primo prototipo di un vero e proprio “distributore” di batterie per biciclette, sviluppato dalla Logital in collaborazione con Technovo. Un prototipo basato sul concetto “Swap & Go“, vale a dire una modalità di scambio veloce che consente da un lato di aumentare l’autonomia nell’uso dei mezzi elettrici e dall’altro di utilizzare le batterie per immagazzinare l’energia fotovoltaica, proprio nel momento in cui questa viene prodotta, incrementando così l’efficienza del sistema integrato “Smart Mobility – Smart Energy“. Secondo Giuseppe Pirola, Presidente di Unendo Energia: “Questo progetto è ambizioso, ma noi crediamo profondamente nei suoi sviluppi e nelle sue potenzialità. Unendo Energia lavora guardando sempre al futuro e cercando di dare soluzioni “green” alla vita lavorativa. Il CAAB di Bologna dovrà essere d’esempio a molte altre realtà, infatti, è il più grande impianto fotovoltaico su tetto realizzato in Europa e deve essere motivo d’orgoglio per il nostro Paese, soprattutto in vista dell’ Expo Milano 2015. CAAB Logist City dovrà diventare il modello per il trasporto merci nazionale“. Davvero una piattaforma ambiziosa MovingSun, che mira a dare risposte fondamentali alle principali criticità delle città, con obiettivi che vanno aldilà del trasporto delle merci nell’ultimo miglio, obiettivo iniziale del primo progetto City Logistic, estendendosi a nuovi servizi sostenibili per imprese e cittadini grazie anche all’integrazione nelle Comunità Solari Locali presenti nell’area metropolitana di Bologna (link opuscolo Comunità Solari Area di Bologna) e che nascono come unione di Comuni e patto fra i cittadini per produrre e consumare l’energia preservando l’ambiente e l’uomo. Una prospettiva questa, fondamentale per garantire l’indispensabile rete di supporto alla mobilità elettrica in totale sicurezza. Proprio in questa direttrice è allo studio la possibile utilizzazione delle stazioni metropolitane FER come base per gli Urban Hub. Sullo specifico tema si esprime anche Alessandro Rossi, Ceo Technovo, che, a nome delle aziende riunite ne progetto del Piano Strategico Metropolitano, dichiara che “con l’avvio delle prime sperimentazioni il team di Progetto, oltre a organizzare i servizi e raccogliere i risultati, avvierà il Centro operativo MovingSun e la piattaforma di controllo terra-bordo-terra che consentirà di governare le missioni dei mezzi, sia le biciclette che i veicoli per il trasporto delle merci. Partirà poi la seconda fase che consiste nel progettare un set di soluzioni tecnologiche, di taglia modulare, per le infrastrutture urbane (hub). Queste infrastrutture, costituite da impianto fotovoltaico e da sistemi di scambio o ricarica veloce delle batterie, saranno collocate in punti strategici delle aree urbane quali le stazioni FER, centri commerciali, strutture private, aree attrezzate. Il team non si limiterà agli aspetti tecnici ma avrà anche il compito di sviluppare nuovi modelli di servizio economicamente sostenibili coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Dalle società fornitrici dei mezzi, alle cooperative, agli Enti e ai soggetti privati che vogliono muoversi in elettrico. Tutto con lo spirito di partnership pubblico privato auspicato dal PSM“. Davvero un progetto dalle grandi valenze di integrazione, che partendo dalla distribuzione delle merci in area urbane, cerca di riallacciare tutta la complessa trama della mobilità in ambito urbano, in un contesto, come quello del Piano Strategico Metropolitano della città felsinea, che tende a rafforzare Bologna come realtà d’eccellenza internazionale nel lavoro e nel manifatturiero, nella cultura e nella creatività, nella qualità della vita e nel welfare. Un pacchetto di ben 66 i progetti che cambieranno il volto dell’area metropolitana bolognese, che vede la partecipazione di oltre 500 soggetti tra istituzioni, enti pubblici, associazioni economiche e rappresentanti del terzo settore, riuniti in quattro tavoli tematici come:

  • “Ambiente, assetti urbani e mobilità”;
  • “Benessere e Coesione sociale”;
  • “Innovazione e sviluppo”;
  • “Conoscenza, educazione, cultura”.

Sauro Secci

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