Qualità dell’ambiente urbano: ecco uno specifico Rapporto ISTAT

citta_sostenibiliCome avevo avuto modo di analizzare nel postCittà e riscaldamento globale: la strada della rivoluzione “smart” di Curitiba“, la progressiva, moderna urbanizzazione del mondo, iniziata a partire dal secolo scorso, ha visto una progressiva migrazione dalla campagna verso la città. Si tratta di una tendenza che si mantiene consistente anche nel XXI secolo, con molte città del mondo, oggi divenute vere metropoli ed alcune autentiche megalopoli. Secondo gli esperti è stato il 2007 l’anno nel quale si stima sia stata superata la soglia del 50% della popolazione mondiale che vive nelle città, con ben 21 città del mondo che oggi superano i 10 milioni di abitanti, con gli stessi prevedono che nel 2050, anno in cui stimano il raggiungimento del picco della popolazione mondiale, che si attesterà su circa 9 miliardi, con ben i due terzi, pari a 6 miliardi di persone, che vivranno in nuclei urbani. Un argomento che sta stimolando gli urbanisti verso differenti configurazioni anche molto diverse dei nuclei urbani da modulare opportunamente in funzione dei parametri ambientali e territoriali come per esempio:

  • Città a sviluppo orizzontale o città diffusa;
  • Città a sviluppo verticale;
  • Città compatta;
  • Città a rete (proposta di Ferran Sagarra Architetto urbanista di Barcellona)

Una dinamica che non poteva certo sfuggire, anche in Italia, alla attenzione dell’ISTAT, Istituto secondo il quale, nel 2013, per il secondo anno consecutivo, si sono ridotti i tassi di motorizzazione nei capoluoghi di provincia, con indicatori pari medi pari a 613,2 autovetture e 132,7 motocicli ogni mille abitanti, corrispondenti rispettivamente al -0,9 e -0,6% rispetto all’anno precedente 2012. Un calo più marcato, forse anche per gli effetti della gravissima crisi economica, si registra nella domanda di trasporto pubblico locale, che una discesa da 201,1 a 188,6 passeggeri annui per abitante.

MOBILITA’ SOSTENIBILE
Registrano una diffusione sempre maggiore le azioni a favore della mobilità sostenibile:

  • offerta di car sharing: sempre più diffusa e presente in 23 città (soprattutto al Nord);
  • offerta di bike sharing: attivato in 66 città;
  • piste ciclabili: dei 116 capoluoghi di provincia, ben 36 dispongono di almeno 34 km di piste ciclabili.
TPL

Fonte ISTAT “Qualità dell’ambiente urbano 2013”

QUALITA’ DELL’ARIA
Relativamente alla qualità dell’aria, tema che ho spesso affrontato, (vedi post “2013 anno europeo dell’aria: le preoccupazioni degli italiani alla ricerca di “aria nuova”), viene confermata una tendenza al miglioramento della qualità dell’aria per le polveri sottili, con i capoluoghi di provincia che hanno violato per più di 35 giorni il valore limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10 che scendono da 52 del 2012 a 44. Miglioramenti riscontrabili al Nord (da 37 a 32 capoluoghi critici), ma soprattutto al Centro (da 9 a 6). In controtendenza la Campania che sale da 2 a 4 dei capoluoghi critici. Relativamente al ricorso a limitazioni della circolazioni al traffico privato, sia di tipo emergenziale (a seguito di superamenti dei valori limite di un inquinante), sia programmato a livello preventivo per la riduzione progressiva delle emissioni), sono stati 28 i capoluoghi che hanno utilizzato lo strumento.

PM10

Fonte ISTAT “Qualità dell’ambiente urbano 2013”

INQUINAMENTO ACUSTICO
Relativamente all’impatto acustico in ambito urbano, dai controlli effettuati nel corso del 2013 in 88 comuni attraverso attività di misurazione del rumore finalizzate alla verifica del rispetto dei valori limite imposti dalla normativa, nel 47,9% dei controlli è stato riscontrato almeno un superamento dei limiti dell’inquinamento acustico (-5,1 punti percentuali rispetto al 2012).

rumore

Fonte ISTAT “Qualità dell’ambiente urbano 2013”

VERDE URBANO E BIODIVERSITA’
il verde urbano pubblico rappresenta, nel 2013, il 2,7% del territorio dei comuni capoluogo di provincia, con oltre 577 milioni di m2 (+0,7% rispetto all’anno precedente), corrispondenti ad una disponibilità media di 32,2 m2 per abitante. Sono oltre 3.200 km2 del territorio dei capoluoghi, che ricadono in “aree naturali protette” oltre (pari al 15,8%). In 43 comuni è stata individuata una rete ecologica, a tutela del mantenimento della biodiversità anche in ambito urbano. Un tema di grande importanza che ho affrontato in diversi post come “Città più sostenibili con l’aumento del verde urbano e l’incontro tra architettura ed agricoltura”.

ORTI URBANI
Sono 57 le amministrazioni che hanno attivato esperienze di orti urbani affidati in gestione alla cittadinanza, una azione dai grandi valori etici e sociali, resi ancora più evidenti dalla grande crisi economica e di sistema che stiamo attraversando che impone l’assoluta riscoperta di stili di vita, rapidamente e brutalmente accantonati, in nome di una sobrietà, che è stata addirittura irrisa dalla imperante “società dei consumi” di questi ultimi 60 anni, oggi giunta al capolinea.

Sauro Secci

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