I cambiamenti climatici e il “parametro dimenticato”

centrale-a-carboneSpesso anche dalle pagine di questo blog riferisco di studi, analisi, valutazioni e previsioni, relativa all’articolato e quanto mai complesso argomento legato al peso delle attività antropogeniche sui cambiamenti climatici planetari. Lo faccio molto volentieri oggi, prendendo spunto dall’ennesimo, interessante articolo della Dottoressa Tiziana Zerlia referente della SSC (Stazione Sperimentale dei combustibili), che approfondisce il tema delle metodologie e dei parametri di valutazione utilizzati per la valutazione dell’impatto di taluni combustibili sui gas climalteranti e conseguentemente sul cambiamento climatico anche in funzione dei diversi orizzonti temporali di previsione. Nello specifico lo studio della Dottoressa Zerlia ha preso in considerazione Il ciclo di vita del carbone per uso termoelettrico, attraverso la corretta determinazione e la successiva utilizzazione del parametro GWP (Global Warming Potential) data la sua complessità. Si tratta di un parametro che esprime il contributo all’effetto serra dato da una emissione gassosa in atmosfera. Tutte le molecole hanno un potenziale relativo alla molecola di CO2, il cui potenziale è 1 e fa da riferimento. Il parametro GWP rappresenta il potenziale contributo all’effetto serra di ogni singolo gas in atmosfera. In altre parole, il GWP è un indicatore della diversa capacità delle molecole gassose in atmosfera di riscaldare la terra, e quindi della loro diversa capacità di incrementare l’effetto serra, legato sia alle differenti caratteristiche radiative delle molecole gassose (cioè alla diversa capacità delle molecole di assorbire le diverse lunghezze d’onda della radiazione solare con particolare riguardo alla radiazione infrarossa) sia al tempo di permanenza dei diversi gas in atmosfera, legato a sua volta, in maniera complessa alla concentrazione ed alla reattività delle molecole. Aspetto fondamentale, ed approfondito proprio nell’articolo della Dottoressa Zerlia è il fatto che ogni valore di GWP è calcolato per uno specifico intervallo di tempo (20, 50, 100 anni, etc.). A seguire una tabella sul valore di riferimento del GWP per i principali gas climalteranti (GHG).

gwp1

La significatività di tale parametro è fondamentale, ed un uso improprio dello stesso, utilizzando i nuovi valori di GWP, elaborati anche grazie ai progressi scientifici in materia, potrebbe rimettere in discussione i dati l’intero castello del sistema di gestione delle emissioni climalteranti a livello comunitario e globale, costituito da inventari nazionali delle emissioni, trend di emissioni per il raggiungimento o meno dei target previsti dal Protocollo di Kyoto, eventuali crediti di emissione acquisiti attraverso progetti CDM (Clean Develompment Mechanism), etc. Una incertezza, quella dei criteri di valutazione elle emissioni di gas climalteranti legata a una serie di elementi molto critici in termini di variabilità, certe volte davvero estesa e riassumibili negli ambiti:

  • prettamente tecnologico: la tecnologia di combustione impiegata si traduce in differenze significative nell’efficienza di combustione e, conseguentemente nei fattori di emissione in combustione, in primis la CO2;
  • di sistema: come ad esempio confini del sistema e/o completezza del numero e tipo di stadi presi in esame dal ciclo);
  • climatico: con gli autori che evidenziano di aver uniformato i vari lavori in termini di GWP (Global Warming Potential) come indicatore dell’intensità di “impatto climatico”, visto che i valori dello stesso sono stati progressivamente modificati nel lungo periodo di monitoraggio della letteratura presa in esame in funzione dell’acquisizione della evoluzione delle conoscenze sull’argomento.

Amplissima anche la forbice di variabilità del parametro di GWP legato all’utilizzo del carbone per la produzione termoelettrica evidenziata dall’indagine che ha preso in esame la letteratura scientifica dedicata alla valutazione delle emissioni di gas serra (GHG) nel ciclo di vita del carbone pubblicata tra il 1989 e il 2010, con un intervallo di emissioni GHG che va da 675 a 1689 g CO2‐eq/kWh. Tutto questo evidenzia come, se si volesse dare un peso specifico all’impatto climatico della produzione termoelettrica basandosi solo su tali dati (ad es. per pianificare la politica energetica di un certo paese) potrebbero sorgere numerose perplessità data la ampia oscillazione dei dati medesimi  (vedi anche figura seguente).

lca_harm_coal
Una rivalutazione importante quella del parametro GWP, quasi ignorato e snobbato oppure impiegato spesso acriticamente in forma di “assioma” nei ragionamenti, pur rivestendo un ruolo di rilievo sia nell’ambito della trattazione scientifica dei cambiamenti climatici, elaborati nei report dello stesso IPCC (International Panel Climate Change). Non mi va di aggiungere altro, anche per non dire inesattezze e rimando per ogni approfondimento allo studio della Dottoressa Zerlia di SSI

Sauro Secci

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