Dissesto idrogeologico: da Governo 4 miliardi contro frane e alluvioni

nervi-dissesto-idrogeologico-franeUno dei limiti più grandi per l’Italia, è costituito indubbiamente dalla atavica incapacità di predisporre e mettere in atto politiche di pianificazione e programmazione nei temi strategici più importanti come quelli dell’energia, delle infrastrutture e soprattutto del dissesto idrogeologico, in un paese come il nostro, al altissima vulnerabilità e caratterizzato da un immane patrimonio storico, artistico, paesaggistico e ambientale. Una incapacità rilevata e portataci all’evidenza da qualificati istituti internazionali come OCSE (vedi post “Rapporto Ocse: Politica ambientale in Italia solo in emergenza“), in un paese che oltretutto, risulta con il suolo più divorato dalla “inciviltà del cemento”, acuita da distribuiti fenomeni di corruzione e malavitosi (vedi post “Consumo di suolo: il cancro che divora il Bel Paese”). Proprio la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico dell’intero territorio nazionale rappresenta una priorità sempre più pressante, acuita da eventi climatici estremi, sempre più frequenti anche nel distretto del Mediterraneo, anche per l’allucinante numeratore dei costi, che la tale voce assume per le finanza pubbliche del nostro paese. Davvero allarmanti in tal senso, le cifre diffuse a livello governativo, considerando che, dal 1945 a oggi, frane ed alluvioni, sono costate alle casse dello Stato l’incredibile cifra di ben 3,5 miliardi di euro all’anno in risarcimento danni, tutto questo senza contare la voce ben più dolorosa ed incalcolabile, espressa in termini di vite umane. L’assurdità puramente italica, va però ben aldilà della incapacità di produrre politiche ed azioni di lungo periodo, dal momento che persino i fondi già stanziati per interventi necessari non sempre vengono utilizzati. Dal 1998 a oggi, sono stati ben 2.480 i milioni di euro già disponibili che non hanno trovato impiego in azioni concrete. Il Governo, al fine di limitare la spesa pubblica, per prevenendo ulteriori disastri ed assegnare i fondi ha finalmente istituito una task force contro il dissesto idrogeologico. Si tratta della unità di missione “Italiasicura”, coordinata da Erasmo D’Angelis, che attuerà comunque misure straordinarie (per una vera pianificazione strutturale dovremo purtroppo ancora attendere) per mettere in sicurezza i Comuni italiani a rischio, che risultano ben l’82% del totale.

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Si tratta complessivamente di 4 miliardi di euro di risorse, finalizzati a finanziare ben 3.395 interventi, con la realizzazione di opere come depuratori, fognature e progetti per mitigare l’impatto del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sul territorio italiano. Lo stesso coordinatore della nuova task-force D’Angelis, fa notare che “i cambiamenti climatici hanno cambiato anche il regime delle precipitazioni, oggi a carattere esplosivo: dai 100 eventi meteo con danni ingenti l’anno registrati fino al 2006 siamo passati al picco di 351 del 2013 e a 110 nei soli primi 20 giorni del 2014”. Numeri e tendenza davvero inquietanti, per uno dei punti nevralgici delle azioni sul territorio, in un paese che vede proprio in questo ambito le proprie principali potenzialità, molte delle quali ancora parzialmente o in certi casi completamente inespresse.

Sauro Secci

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