Mobilità sostenibile: in Danimarca si pensa anche ad una rete di distribuzione dell’idrogeno

idrogenoCon un crescente numero di paesi europei che si stanno impegnando fortemente per lo sviluppo di una rete nazionale di ricarica per i mezzi elettrici, come Norvegia (vedi post “Mobilità elettrica: Norvegia sugli scudi“) e Paesi Bassi (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB“), ci sono paesi, magari geograficamente e morfologicamente piccoli e compatti come la Danimarca, che guardano già oltre, ad una mobilità basata su celle a combustibile, basate sull’idrogeno, sulla quale case automobilistiche come Honda (vedi post “Automobile e cella a combustibile: il sogno è già da tempo realtàbmw-hydrogen-race-car ma……“), Hyundai, Toyota, BMW ed altre, che stanno lavorando da tempo con grande impegno in questi ambito. Una tecnologia, quella delle fuel cell che deve ancora risolvere gli ultimi problemi di natura tecnico-economica, ma destinata davvero a segnare una nuova era per il mercato automobilistico, viste anche le sostanziali differenze rispetto ai tradizionali motori a combustione. Le celle a combustibile sono infatti dispositivi elettrochimici che consentono la conversione dell’energia chimica di un combustibile in energia elettrica senza basarsi su di un ciclo termodinamico. Un aspetto fondamentale che consente:

  • il raggiungimento di elevati rendimenti;
  • l’utilizzazione di un’ampia gamma di fonti, e la forte enfatizzazione della tecnologia spinta dalla crescente diffusione delle fonti energetiche rinnovabili;
  • un impatto ambientale nullo, o quantomeno ridotto rispetto a quello dei tradizionali motori.

Un aspetto quello dello sviluppo dell’idrogeno, autentico “vettore energetico” al pari dell’energia elettrica e non semplice fonte energetica primaria, la cui produzione in grandi quantità è capace di dare risposte enormi non solo nell’ambito dei trasporti e della mobilità sostenibile ma anche alle applicazioni stazionarie, come bene illustra il diagramma seguente, che evidenzia molto bene i due fronti di domanda ed offerta che potrebbe essere soddisfatta.

torta_idrogeno

Tornando alla Danimarca, Air Liquide si appresta ad installare quattro nuove stazioni di rifornimento di idrogeno, nell’ambito del progetto sostenuto dalla mappaCommissione Europea “Copenhagen Hydrogen Network” . Le quattro nuove stazioni di rifornimento (vedi mappa a fianco) vanno ad aggiungersi alle due già installate nella capitale Copenhagen ed Holstebro e saranno installate sempre a Copenhagen (2), una a Vejle ed in una delle città simbolo della sostenibilità ambientale planetaria come Aalborg, dove dal 24 al 27 maggio 1994, fu sottoscritta l’omonima “Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile” (Carta di Aalborg). Sicuramente un significativo passo avanti per la creazione di una rete di distribuzione a livello nazionale dedicata ai veicoli elettrici a pila a combustibile, che sarà operativo entro la fine del 2014, effettuato da Air Liquide con l’aiuto del suo partner H2 Logic (link sito), che consentirà di fare rifornimento in meno di cinque minuti, con un’autonomia di 500 km. Ognuna della stazioni di rifornimento sara munita di un elettrolizzatore, che consentirà la produrre di idrogeno sul sito. Si tratta di postazioni capaci di produrre idrogeno totalmente de carbonizzato, senza emissioni dar luogo ad emissioni di CO2, utilizzando elettricità prodotta da fonti rinnovabili nell’ambito del piano annunciato dal governo danese nel 2012, recante l’obiettivo di raggiungere il 100% di energie rinnovabili entro il 2050.

copenaghen

Un impegno, quello di Air Liquide, orientato allo sviluppo della filiera dell’energia basata sull’idrogeno a livello globale, attraverso iniziative finalizzate alla creazione di stazioni di rifornimento di idrogeno in Germania, Belgio, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, USA, Corea del Sud e Giappone, dopo avere inaugurato, nel 2012, la sua prima stazione di rifornimento di idrogeno per il pubblico a Düsseldorf, in Germania. Sicuramente una delle principali sfide verso lo sviluppo commerciale dei veicoli elettrici a pila a combustibile, quello della creazione di una infrastruttura distributiva basata sull’idrogeno. Una nuova azione sicuramente importante, tra le tante che ci sono state in questi anni, soprattutto se si pensa che anche nel nostro paese, addirittura 8 anni fa, nel lontano 2006, è nata la prima stazione di rifornimento polivalente di ENI, con un impianto di distribuzione di idrogeno alimentato completamente ad energie rinnovabili, nell’area di servizio di Grecciano, sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, dalla Fedi Impianti, azienda pioniera in Italia del settore, dove ho operato con passione per diversi anni (vedi mappa seguente).

grecciano

Un paese il nostro, a cui non sono mancate nemmeno esperienze applicative sul versante stazionario, come la realizzazione già dal 2008, del primo idrogenodotto realizzato nel distretto orafo di Arezzo. Una realizzazione scaturita a quel tempo dal progetto “Idrogeno per Arezzo“, nata da una cooperativa di giovani, la Fabbrica del Sole, con il supporto di Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Arezzo, Industriali, CNA, Confartigianato, Gruppo Sapio, Exergy Fuel Cells e Coingas. Una infrastruttura che rende disponibile energia pulita di matrice solare, per gli usi più diversi, acqua calda, elettricità, riscaldamento e raffrescamento. A concepire il progetto “Idrogeno per Arezzo” è stata una cooperativa di giovani, la Fabbrica del Sole, con Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Arezzo, Industriali, CNA, Confartigianato, Gruppo Sapio, Exergy Fuel Cells e Coingas.

A seguire un breve video che illustra le fasi di progettazione, trasporto ed installazione di una stazione di rifornimento di idrogeno di H2 Logic

Sauro Secci

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