Energie rinnovabili ed ex parchi minerari che diventano ecoturismo: l’idea della Germania

reichstagBerlinoIn un paese come il nostro, baciato dal Signore, in termini di risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, culturali, in cui si stenta enormemente a gestire in maniera armonica questo immane patrimonio, fa un certo effetto l’azione della Germania, che ha incluso a pieno titolo nei propri percorsi turistici perfino le energie rinnovabili: Infatti, nel paese di Angela Merkel, le energie rinnovabili divengono anche turismo di successo, attraverso una nuova guida, sostenuta dall’Agenzia tedesca delle energie rinnovabili DENA (link sito), la cui prima edizione è già andata letteralmente a ruba. Nella nuova guida tedesca, sono stati riportati quasi 200 progetti “verdi”, disseminati in tutto il paese, inseriti come varianti agli itinerari turisticiReichstag-3 classici di viaggio. Molti i siti elencati dalla guida, dove le energie “pulite” meritano di essere classificate come vere e proprie attrazioni turistiche. Si va ovviamente dalla celeberrima Cupola di vetro del Reichstag a Berlino (vedi foto di testa e a destra) sede del Parlamento tedesco, con il suo cono ricoperto di 360 lastre a specchio in grado di riflettere la luce del sole illuminando la sala plenaria, al primo piccolo paese che ha raggiunto la piena autosufficienza energetica, passando attraverso uno dei più grandi parchi eolici d’Europa ad Holtriem, nel parco delle isole Frisone, nella Germania nord occidentale, al confine con l’Olanda. Proprio nel parco eolico, viene offerta ai turisti una piattaforma di osservazione da una delle turbine Enercon installate a 65 metri dal suolo, una suggestiva vista sul Mare del Nord e, nella bella stagione, sul parco delle isole Frisone orientali.

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Della nuova, particolare “guida verde”, fa parte anche la ex centrale nucleare di Kalkar, iniziata a costruire nel 1972, mai entrata in funzione anche per la paura scatenata dopo l’incidente di Cernobyl e che, come spiega l’autore Martin Frey, è diventata un parcowunderland-kalkar-il-parco-divertimenti-nella-centrale-nucleare di divertimenti la cui attrazione più popolare è la tipica torre di raffreddamento “tramutata” in una gigantesca parete di arrampicata ed una attrazione del parco internamente, come documenta il video in calce al post. Si tratta di un parco visitato ogni anno da 600.000 persone attirate dalle sue 40 giostre, tra le quali alcune collocate anche all’interno del reattore, un luogo dal quale i passeggeri emergono girando vorticosamente ridendo in luoghi che dovevano essere inaccessibili per l’uomo. Una idea, quella di sdrammatizzare il luogo, venuta nel 1995 all’imprenditore olandese Hennie Van der Most, che in quello stesso anno acquistò il sito.

Un’altra significativa tappa della nuova guida, è costituita dalla ex miniera a cielo aperto di lignite nello stato tedesco orientale della Sassonia-Anhalt (ex DDR), per molti versi molto simile a quella dove io sono nato e vissuto in quel di Santa Barbara in Toscana e meglio conosciuta come “Ferropolis(vedi immagine-mappa seguente), dove il turista viene portato indietro nel tempo tra le vecchie e mastodontiche macchine industriali di scavo, come fossero dinosauri metallici in un suggestivo tour a cavallo tra preistoria ed era post-industriale.

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Strane davvero le vicende della vita, dove in paesi decisamente carenti dal punto di vista artistico , paesaggistico ed ambientale, con tutto il dovuto rispetto, ci si arrampica letteralmente non tanto sugli specchi, ma sugli aerogeneratori di impianti eolici, mentre in Italia, che abbonda sia di energie rinnovabili ma anche e sopratutto di in immenso patrimonio naturale, ambientale, culturale ed artistico, il verbo “valorizzare” queste immense sconfinate potenzialità sembra stato davvero radiato dal vocabolario.

A seguire un video che illustra un ambito del parco di divertimenti allestito nella ex centrale nucleare di Kalkar, all’interno di una immensa ex torre di raffreddamento.

Il video seguente invece ci mostra alcuni ambiti del parco minerario costruito intorno alla ex miniera di lignite a cielo aperto della Sassonia-Anhalt (ex DDR)

Sauro Secci

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