Riciclaggio Pneumatici usati (PFU): ecco il processo TyGRe di ENEA per il recupero e la valorizzazione energetica

da_sapere_centro_recuper_gommeProprio alcuni mesi fa, partendo dalla Terra dei Fuochi, per introdurre un virtuoso progetto di EcoPneus, il consorzio per il recupero dei cosiddetti PFU (Pneumatici Fuori Uso), avevo introdotto il tema davvero rilevante delle forti esigenze di corretto recupero e riciclaggio di tale tipologia di materiale giunto a fine vita (vedi post “Pneumatici fuori uso (PFU): una “strada giusta” contro l’abbandono anche per loro“). Sono circa 7 milioni, le tonnellate gli pneumatici usati che finiscono in discarica ogni anno nel mondo, con la sola Europa che ne conta ben 3 milioni di tonnellate all’anno in discarica. Di tutte queste enormi quantità, sono ben il 70% quelle che vengono bruciate, legalmente o illegalmente, oppure permangono nelle discariche per oltre 100 anni, producendo comunque, in entrambi i casi, un incredibile ed intollerabile carico ambientale di inquinamento sugli ecosistemi. A questa gravissima priorità ambientale sta cercando di dare una esaustiva risposta sia l’Unione Europea che gli USA, attraverso un progetto che ha l’obiettivo di trasformare questo problema in risorsa, ricavando dai pneumatici usati Gas di sintesi (Syngas) e diesel. Il progetto statunitense, arriva dallo stato del New Hampshire, dove “Tire to Fuel”, è il nome dell’azienda che ha brevettato questa tecnologia che consente di convertire i pneumatici in carburante Diesel. Secondo l’azienda americana l’innovativo sistema da loro ideato è in grado di trasformare da un solo pneumatico circa quattro litri di gasolio. Un approfondimento maggiore lo voglio fare però sul progetto europeo, dal nome aggressivo di Tygre (Tyre Gasification Residues) finanziato dall’Unione Europea, e che vede in prima linea proprio ENEA, che dal marzo 2013 sta sperimentando lo studio e lo sviluppo prototipale nel Centro Ricerche di Trisaia.
Il processo prevede il riscaldamento dei pneumatici a vapore in speciali forni allaProcesso trattamento temperatura di 1000 °C. Il prodotto di risulta è un gas di sintesi (syngas), utilizzato anche per alimentare il processo stesso di riscaldamento dei pneumatici. Il syngas prodotto è composto di idrogeno, monossido, biossido di carbonio e metano. Un elemento con un potere calorifico simile a quella del gas naturale, che può essere utilizzato come combustibile per motori, cogeneratori o macchinari industriali. Ma il processo di gassificazione dei pneumatici, oltre alla componente gassosa, produce in uscita anche altri sottoprodotti come il carbonio solido, che può essere trasformato in carburo di silicio (vedi foto deguente), polvere ceramica ad alto valore aggiunto, introducendolo in ossido di silicio ad alte temperature, materiale prezioso nell’ambito della ceramica

Carburo di silicio - Pasticca di prova sinterizzata dalla polvere prodotta

Carburo di silicio – Pasticca di prova sinterizzata dalla polvere prodotta

industriale, dei prodotti elettronici (dispositivi ad alta potenza, alta frequenza e alte temperature), dell’aerospaziale per le schermature termiche, nel settore automobilistico (sistemi frenanti) e in quello siderurgico per la fabbricazione dell’acciaio. Si tratta di un prodotto la cui produzione prevede costi economici elevati. La positiva conclusione delle sperimentazioni, comporterebbe una autentica rivoluzione ambientale ed economica di grande valenza, dal momento che oltre allo smaltimento di questo rifiuto, il suo riciclo potrebbe diventare una fonte di energia economicamente valida, che contribuirebbe a ridurre la dipendenza energetica, creando nel contempo nuova occupazione. L’impianto realizzato nel Centro lucano di ENEA a Trisaia, nell’ambito del progetto europeo TyGRe, è in grado di trattare 20 Kg di PFU/ora, ricavando energia e materiali ad alto valore aggiunto. Il responsabile del progetto di ENEA Sergio Galvagno, rileva come “i risultati che stiamo ottenendo con l’impianto pilota, dopo più di quattro anni di intenso lavoro, a cui hanno contributo oltre all’ENEA diversi partner europei, permettono di porre le basi per lo sfruttamento industriale del processo. Attualmente il carburo di silicio ottenuto è stato testato con ottimi risultati nella preparazione di ceramici strutturali e membrane filtranti. Stiamo già lavorando su ulteriori applicazioni ed all’estensione del trattamento ad altre tipologie di rifiuti, indirizzando il processo verso la sintesi di altri materiali ceramici.” Il progetto Tygre è stato finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro; con un consorzio di gestione, che comprende oltre all’ENEA, coinvolta con i propri centri e laboratori di Portici, Trisaia, Faenza, Bologna e Casaccia, altri otto partner, tra Università ed enti di ricerca (Rheinisch-Westfaelische Technische Hochschule Aachen – RWTH, Scientific and Technological Research Council of Turkey – TUBITAK, Institute of Materials and Environmental Chemistry – IMEC), associazioni (European Tyre Recycling Association -ETRA) e piccole e medie imprese italiane ed europee (LIQTECH, ELASTRADE, FEBE, SICAV).

A seguire un video dalla web TV di ENEA, riferito al primo periodo di sperimentazione, con intervento dello stesso Galvagno.

Scarica il documento di presentazione ENEA del processo Tygre

Per approfondimenti, link al sito istituzionale del Progetto Tygre

Sauro Secci

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3 risposte a Riciclaggio Pneumatici usati (PFU): ecco il processo TyGRe di ENEA per il recupero e la valorizzazione energetica

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  2. Pingback: Recupero e riciclo PFU “tal quale”: un nuovo brevetto tutto “Made in Italy” | L'ippocampo

  3. Olivari Franco ha detto:

    Tutto molto bello in teoria, peccato che Ecopneus non stia raccogliendo come prima e che rivolgendosi al loro indirizzo reclami per chiarimenti educatamente, ci venga risposto con stizza che se non siamo contenti del loro servizio “non obbligatorio” esistono altre organizzazioni che ritirano i pfu anche a pagamento. A noi questa appare una risposta inadeguata poichè paghiamo un contributo ambientale pfu su ogni pneumatico acquistato. Forse sarebbe stato più utile per noi ci avessero indicato una probabile data di raccolta, ovvero indicarci un altro operatore in grado di fornirci senza altre spese il servizio stesso. Quando anni fa ebbe inizio la raccolta “gratuita” dei pfu con contributo all’acquisto, gli stessi che oggi ci rispondono seccati di non avere obblighi, durante una conversazione telefonica a titolo informativo, promuovevano con affabilità il loro servizio. Attualmente abbiamo difficoltà di stoccaggio dei ns pfu e non ci viene chiarito nè se nè quando saranno ritirati pur avendo effettuato richiesta con le modalità consuete all’inizio di aprile 2016. Vi saremmo infinitamente grati se poteste fornirci informazioni atte a risolvere la cosa.
    Ringraziamo anticipatamente e salutiamo cordialmente.

    Genova, 10 giugno 2016 Olivari Franco
    Motor Bike di Olivari Franco
    via Reti 83 rosso – Genova

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