Fotovoltaico: il Cnr da una valorizzazione all’energia elettrica solare prodotta in Italia

fvParlando di rinnovabili e di fotovoltaico nel mio blog, mi capita sovente di parlare facendo riferimento al lavoro di amici fraterni, con i quali ho condiviso pagine indimenticabili della mia vita professionale. Dopo avere dato conto della splendido libro “lo chiamavano il Paese del sole”, profonda ed accurata analisi di dieci anni di fotovoltaico italiano, scritto dal caro amico Ingegner Gianluca Giannuzzi, a cui è succeduto anche un interessante seminario al quale ho avuto l’onore di partecipare come relatore (vedi post ““Lo chiamavano il Paese del Sole: dopo il libro sul fenomeno del fotovoltaico in Italia, anche un interessante seminario della Fondazione Architetti di Firenze“) prendo spunto oggi per parlare, sempre relativamente al fotovoltaico, delle elaborazioni e simulazioni molto interessanti, fatte da un altro caro amico, meneguzzocome il Dottor Francesco Meneguzzo (foto a destra), ancora più significative, dopo che il Governo Renzi ha appena sferrato un altro feroce attacco alle rinnovabili presentando il famigerato decreto “Taglia bollette – spalma incentivi”, approvato in questi giorni. Si tratta di uno dei fondatori del LaMMA (Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale della Regione Toscana) e che è stato membro, per l’Italia dell’ IPCC, commissione internazionale sui cambiamenti climatici, come uno degli scienziati di punta del CNR IBIMET di Firenze, coordinato dal Professor Giampiero Maracchi.

Proprio i team Cnr coordinati da Francesco Meneguzzo, dell’Istituto di Biometeorologia Firenze del CNR (CNR IBIMET), e da Mario Pagliaro, dell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati di Palermo, coadiuvati anche da Federica Zabini e Rosaria Ciriminna, hanno stimato il valore dell’energia elettrica di origine fotovoltaica sul mercato elettrico in Italia (IPEX), pubblicando in questi giorni uno studio su Energy Science & Engineering dal titolo “Assessment of the Minimum Value of Photovoltaic Electricity in Italy“, scaricabile in calce al post, utilizzando un modello che simula e predice i prezzi medi mensili dell’elettricità nelle ore di punta attraverso il PUN (Prezzo Unico Nazionale) (vedi post “Mercato elettrico e PUN: segnali evidenti di rinnovabili”), indicando contestualmente quale sarebbe stato lo scenario del mercato elettrico in Italia senza i 18 gigawatt di potenza fotovoltaica installata. I due scienziati spiegano che “l’effetto della generazione di energia solare si traduce in una riduzione del prezzo di circa 2.9 euro per ogni megawattora generato per ogni 1.000 megawattora addizionali di produzione elettrica solare. Se la domanda fosse rimasta ai valori del 2007, quando iniziò la grande corsa del fotovoltaico nel nostro paese, il risparmio sarebbe stato di 4.5 € per megawattora”.

analisi PUN

Grafico che evidenzia l’andamento del PUN predetto con e senza generazione fotovoltaica ed evidenziazione della differenza nel periodo 2006-2013

Come è noto l’Italia è il secondo Paese al mondo per potenza fotovoltaica installata dopo la Germania, e lo studio mette in evidenza proprio che “gli incentivi pubblici garantiti per 20 anni alla produzione effettiva di energia da parte degli impianti installati fra il 2007 e la metà del 2013 fanno sì che gli impianti siano accuratamente manutenuti, assicurando ormai all’Italia una copertura del 7% del proprio fabbisogno elettrico complessivo attraverso il fotovoltaico. Una simile quota non ha eguali nel mondo. In primavera e in estate la tecnologia ha trasformato il mercato, arrivando a coprire in modo strutturale il 15-20% del fabbisogno diurno lavorativo (e quasi il 50% per quello festivo)”.
Dalla analisi effettuata nello studio, emerge forte la stretta correlazione tra il valore economico dell’energia fotovoltaica sul mercato elettrico italiano (IPEX) e la domanda complessiva di energia elettrica, con importanti implicazioni sulle azioni di politica energetica e ambientale su sussidi ed incentivi, gli usi finali dell’elettricità e la promozione di specifiche tecnologie del fotovoltaico. In sostanza, secondo i ricercatori, “se con la crisi dei consumi elettrici almeno il 30% dei sussidi al fotovoltaico sono stati riassorbiti dalla diminuzione indotta sul prezzo di tutta l’elettricità, in caso di consumi costanti il peso dei sussidi si sarebbe dimezzato”. Ma i due team del CNR, rafforzano ulteriormente il concetto evidenziando che “adottare su vasta scala l’elettricità tanto nel riscaldamento degli edifici che per l’autotrazione non solo darà un ulteriore contributo al risanamento ambientale all’autonomia energetica dell’Italia, ma è conveniente innanzitutto dal punto sistema economico: perché farà risalire i consumi aumentando radicalmente il valore dell’energia elettrica pulita prodotta”.

Sauro Secci

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