Auto elettriche: la ricarica superveloce di Tesla diventa open source

gen3Lo sviluppo delle reti di ricarica a livello infrastrutturale, parallelamente alle nuove frontiere di sviluppo dei sistemi di accumulo di energia, cono i due fronti sui quali si va delineando la definitiva consacrazione dell’auto elettrica. Ho ripetutamente trattato il tema infrastrutturale legato alle reti di ricarica nei vari paesi europei, sia in esperienza di singoli paesi, come nella Regione spagnola dei Paesi Baschi (Vedi post “Reti integrate di ricarica elettrica: Il caso Spagnolo dei Paesi Baschi con la nuova rete di Ibil“), come la rete olandese realizzata da ABB (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB“), che in una visione maggiormente sinottica in chiave continentale, con la realizzazione di autentici corridoi europei, sulla base della rete norvegese di ricarica veloce della casa costruttrice americana TESLA, che in quel paese, detiene una quota significativa di quel pur piccolo mercato. Una esperienza che espandendosi anche ad altri paesi come Paesi Bassi, Germania e Austria, stanno determinando autentici “corridoi europei” (vedi post “Auto elettrica: postazioni di ricarica veloce e corridoi elettrici europei“). Proprio sul fronte Tesla, unica azienda automobilista nata esclusivamente in ambito elettrico, si prospetta una decisione epocale nel settore dell’auto elettrica. Tesla Motors ha infatti annunciato, a nome del suo fondatore e CEO Elon Musk, di liberare i propri supercaricatori dai brevetti, durante una conferenza2013-tesla-model-s-cockpit stampa di presentazione della Tesla Model S nel Regno Unito. Come alcuni sapranno, Tesla ha messo a punto un sistema di ricarica veloce per auto elettriche, accessibile gratuitamente per tutti i possessori di una Tesla. Le nuove colonnine di ricarica in modo 4, denominate “Gen3” (vedi foto a destra), sono in grado di erogare 120 kW di corrente continua attraverso appositi cavi, con un tempo di ricarica totale di 40 minuti, con appena 20 minuti sufficienti per ricaricare per la metà il mezzo, un tempo corrispondente ad una breve pausa per gli automobilisti. La Model S di Tesla da 85 kWh ha un tempo di ricarica di un’ora con una autonomia di circa 426 chilometri. Finora nessuna tecnologia di ricarica è riuscita a fare di meglio in così poco tempo, ed è per questo ancora più rilevante la decisione della casa americana di rendere superchargeraccessibile a tutti la tecnologia alla base del suo nuovo sistema Supercharger, per dare una spinta decisiva alla diffusione di standard comuni di ricarica per le auto elettriche. In sostanza i protocolli impiegati dalla compagnia per realizzare i suoi supercaricatori diverranno open source con la conseguenza che qualsiasi altra compagnia coinvolta nel settore delle auto elettriche potrà avervi accesso, utilizzandoli e cercando di migliorarli. Una mossa significativa con la quale Tesla spera di favorire una maggiore e rapida diffusione dei veicoli elettrici, dal momento che uno dei principali limitanti l’acquisto di un’auto a zero emissioni è costituito proprio dalla carenza di infrastrutture di ricarica nei territori e con standard comuni per i modelli delle varie compagnie. Il CEO di Tesla Elon Musk, ha dichiarato che chiunque voglia sfruttare la sua tecnologia dovrà però rendere la ricarica gratuita, proprio come avviene già oggi per i suoi modelli. Inoltre gli altri produttori dovranno contribuire allo sviluppo della rete di infrastrutture di ricarica della Tesla. Una decisione che equivale simbolicamente all’abbattimento di un muro che circondava la sede centrale della Tesla a Palo Alto, California da parte di con l’apertura di Musk. Una mossa che potrebbe rivelarsi molto opportuna anche economicamente per Tesla, che si appresta a costruire una fabbrica da 5 miliardi di dollari per batterie al litio, ed è quindi evidente che un mercato in espansione determinerà un maggior numero di clienti, non intaccandone minimamente comunque il grande scalpore che ha suscitando, aprendosi in modo così completo alla competizione. Certo che Musk è un uomo ricchissimo, possedendo SpaceX (link sito), l’unica ditta privata che è riuscita a mandare e a far tornare sulla terra una nave spaziale, oltre che essere uno dei dirigenti di SolarCity (link sito) una delle più grandi ditte di pannelli fotovoltaici negli Usa. Tutto questo succede in California, proprio mentre Sergio Marchione chiede ai suoi clienti californiani di non comprare la nuova Fiat 500 elettrica perché non ci guadagna. I commenti li lascio a ciascuno di voi.

Sulla mossa del CEO di TESLA anche questo breve contributo video

Sauro Secci

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2 risposte a Auto elettriche: la ricarica superveloce di Tesla diventa open source

  1. truciolo ha detto:

    L’ha ribloggato su nuove rottee ha commentato:
    quando si parla di auto elettriche in rete il nome più taggato e diffuso è quello di Elon Musk, della Tesla Motor. Un altro modo per sfruttare le invenzioni elettriche di Tesla applicandole a veicoli commerciali.

  2. Pingback: E l’auto elettrica fa il suo accesso nel Giunness dei primati | L'ippocampo

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