Microgenerazione distribuita senza limiti. Adesso il biogas anche dai tritarifiuti domestici

robotIl mondo delle rinnovabili, che ha messo in moto questa nuova rivoluzione del mondo dell’energia verso un modello energetico distribuito, non smette mai di meravigliare, soprattutto con soluzioni sempre più scalabili fino a livello della singola abitazione. Oltre alla produzione localizzata di energia elettrica, un mondo che ha sempre dimostrato una incredibile vivacità, nell’incredibile scenario delle rinnovabili, è sicuramente quello del biogas, estremamente multiforme e del quale ho parlato ripetutamente in vari post, e specificatamente in uno nel quale ho cercato di inquadrarlo in tutte le sue sfaccettature (vedi post “Il variegato universo del gas: metano ma anche no a cavallo tra fossile e rinnovabile“). In questo caso si tratta di un sistema per il trattamento di rifiuti organici di cucina, che possono diventare una preziosa risorsa grazie a uno dei tanti progetti di recupero e riciclo finanziati dall’Unione Europea. Si tratta del progetto denominato “N.O.W.A.S.T.E.”, acronimo di “New Organic Waste Sustainable Treatment Engine” (link sito istituzionale di NOWASTE), che consente di iniziare a produrre biogas direttamente fino dalla abitazione con il trattamento della matrice organica. Si tratta di uno speciale robot, in grado di trasformare agevolmente gli scarti domestici in pre-compost, attuando tale processo fino dalle abitazioni. Nella fase successiva, il prodotto viene ritirato e avviato alla vera e propria trasformazione in biogas.

Il progetto è stato realizzato da IRSSAT (link sito), istituto di ricerca siciliano che ha realizzato il progetto, ottenendo dall‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico la registrazione del brevetto per il prototipo NOWASTE (compostiera domestica anaerobica da cucina). Secondo Giuseppe Lo Bianco, presidente di IRSSAT, “il gas così generato può essere utilizzato come fonte energeticairssat primaria, o subire una ulteriore trasformazione in energia elettrica. Il residuo finale del processo sarà comunque un compost di alta qualità, ottimo come biofertilizzante in agricoltura”. Si tratta di un elettrodomestico che può triturare i rifiuti organici con una occupazione minimale di spazio, circa la metà di una lavastoviglie, riuscendo nel contempo a neutralizzare i cattivi odori, evitando lo scarico di residui di cibo nel sistema fognario, compattando l’umido e separandolo dai liquidi. Inoltre, in un processo di funzionamento autopulente e quindi con grande agevolezza di esercizio. E’ proprio di questi giorni, la presentazione a Bruxelles del progetto “No Waste”, che è stato finanziato nell’ambito del programma Life plus con il sostegno della Regione Sicilia, in occasione dell’inaugurazione della Green Week. Davvero una nuova grande opzione di produrre biogas e quindi energia pulita, a partire da una materia prima ampiamente disponibile ed economica. Secondo delle elaborazioni di Irssat, se i robot tritarifiuti che danno vita al pre-compost fossero installati in una comunità di 10-15.000 persone, in un solo anno si potrebbe produrre energia elettrica per un valore complessivo dai 70.000 ai 100.000 euro. Il progetto che ha visto svolgersi la fase di test in tre piccoli comuni della Sicilia orientale come, Gaggi, Melilli e Castelmola, non ha mancato di attirare le attenzioni della Commissione Europea che ora punta a una sperimentazione su larga scala nei Paesi del Nord Europa.

nowaste

Non a caso la prossima fase di test si svilupperà proprio nei Paesi nordeuropei, dal momento che proprio in questi paesi, la raccolta differenziata viene effettuata con successo da molti anni e capillarmente, rappresentando così un banco di prova ideale per completare le verifiche di validità del sistema in contesti decisamente più allargati oltre che meglio organizzati.
A seguire un interessante servizio di una emittente siciliana che presenta l’interessante progetto.

Sauro Secci

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