SENTIERI: terza edizione del Rapporto omonimo, che fa il punto delle bonifiche ambientali nel nostro paese

2392_SENTIERI_2014_cover-212x300Parlando spesso di bonifiche di siti inquinati, decisamente la problematica ambientale più grave che affligge il nostro paese senza risparmiare praticamente nessuna regione, ho ripetutamente fatto riferimento ad un Rapporto che scaturisce dal nome quasi propiziatorio per trovare una via di uscita, di un Progetto, SENTIERI, acronimo di “Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento”, che è oramai divenuto un autentico riferimento epidemiologico per le popolazioni che vivono a ridosso degli originari 57 SIN (siti di interesse nazionale), individuati a partire dalla fine degli anni ’90, oggi ridotte a 44 per il declassamento a livello regionale di un certo numero di siti. Si tratta di un progetto progetto finanziato dal Ministero della salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità (ISS), il cui rapporto ho citato ripetutamente, sia in riferimento a problematiche particolari di siti di grande emergenza ambientale (vedi post “Presa Diretta-”Puliamo l’Italia”: se Brescia avesse il mare….. sarebbe una piccola Taranto“), che in occasione della costituzione della rete nazionale che raggruppa i Comuni sedi di SIN (vedi post “Bonifiche Siti di Interesse Nazionale: nasce una rete dei Comuni per la bonifica dei SIN“). Dopo le prime due edizioni del 2010 e del 2011, proprio in questi giorni, è’ stato pubblicato il terzo Rapporto di SENTIERI. Un terzo rapporto che affianca allo studio della mortalità nei SIN, le analisi di due importanti parametri come ricoveri ospedalieri e incidenza dei tumori, dopo che i primi due avevano riguardato rispettivamente le basi metodologiche dello studioEpidemiol Prev 2010; 34(5-6) suppl. e la prima trattazione sistematica della mortalità per causa nelle popolazioni residenti nei 44 SIN inclusi nel Progetto Epidemiol Prev 2011; 35(5-6) suppl. 4).

La scelta di concentrarsi nell’analisi dell’incidenza oncologica (nuovi casi/anno) ha comportato la restrizione dell’analisi a soli 18 tra i SIN inclusi nel Progetto SENTIERI, corrispondenti a quelli coperti dalla rete AIRTUM dei Registri tumori, con una notazione particolare legata ad un precedente studio che aveva evidenziato, documentandolo, un eccesso di incidenza pari al 9% negli uomini e al 7% nelle donne nell’insieme di 23 SIN (in questo caso si aggiungevano, per 6 SIN, i dati derivati dai registri tumori infantili non utilizzati invece nel rapporto SENTIERI. Nel dettaglio il terzo rapporto SENTIERI contiene, per i 18 SIN esaminati:

  • un aggiornamento dei dati di mortalità al 2010 (nel volume precedente analizzava il periodo 1995-2002);
  • l’analisi dell’incidenza oncologica relativa al periodo 1996-2005 in 17 SIN (per il SIN di Trieste non è stato possibile fornire i dati di incidenza oncologica per problemi legati alla metodologa);
  • una prima analisi dei dati di ospedalizzazione relativi al periodo 2005-2010.

Si tratta di tre esiti sanitari che sono stati studiati attraverso metodi omogenei applicati a fonti informative certificate, rispettivamente Istat, AIRTUM e Ministero della salute. Passando ai risultati del Rapporto, con la valutazione dei tre parametri di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri, scaturisce un quadro che evidenzia come, quando si ha a che fare con patologie ad alta sopravvivenza, lo studio della sola mortalità, tipico dei primi due rapporti, porti a sottovalutarne l’impatto effettivo. Un caso su tutti è rappresentato dal tumore della tiroide, per il quale in alcuni SIN sono stati rilevaticaffaro incrementi in entrambi i generi per quanto riguarda sia l’incidenza tumorale (Brescia-Caffaro: + 70% per gli uomini, +56% per le donne; Laghi di Mantova: +74%, +55%; Milazzo: +24%, +40%; Sassuolo-Scandiano: +46%, +30%; Taranto: +58%, +20%) sia i ricoveri ospedalieri (Brescia-Caffaro: + 79% per gli uomini, +71% per le donne; Laghi di Mantova: +84%, +91%; Milazzo: +55%, +24%; Sassuolo-Scandiano: +45%, +7%; Taranto: +45%, +32%). Sempre grazie alla analisi integrata con incidenza oncologica e ricoverati ospedalieri, è stato possibile evidenziare come in uno dei siti simbolo, come Brescia-Caffaro, sono stati osservati eccessi per quelle sedi tumorali che la valutazione della Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (IARC) del 2013 associa certamente (melanoma) o probabilmente (tumore della mammella e per i linfomi non-Hodgkin) con i famigerati PCB (policlorobifenili), che affligono con concentrazioni inquietanti la città lombarda (vedi post linkato precedentemente). L’incidenza di melanoma infatti evidenzia un eccesso rispettivamente del 27% e del 19% tra gli uomini e le donne, mentre i ricoveri ospedalieri per la medesima malattia fanno registrare un eccesso del 52% nel sesso maschile e del 39% in quello femminile. Passando ai tumori della mammella, tra le donne si registra un eccesso del 25% per quanto riguarda l’incidenza, del 15% per i ricoveri ospedalieri, mentre per i linfomi non-Hodgkin l’aumento dell’incidenza è del 14% (uomini) e del 25% (donne), quello dei ricoveri ospedalieri è intorno al 20% per entrambi i sessi (uomini: +19%, donne: +18%). Come già detto la seconda, grande novità introdotta in questo terzo rapporto è rappresentata dal profilo di rischio oncologico per le popolazioni dei SIN il cui scopo è identificare, tra le lunghe liste di rischi relativi fornite per ognuno dei siti, una sintesi dei risultati, utile alla identificazione delle priorità generali per azioni di sanità pubblica. L’analisi dimostra come abbia ben poco senso ordinare le 17 aree per gravità come profilo di incidenza tumorale, dal momento che non è possibile definire poche sedi tumorali o pochi SIN come particolarmente compromessi, rendendo necessario valutare separatamente ogni SIN. Uno spazio di grande emergenza e gravità evidenziato dal Rapporto è senza dubbio quello relativo alla esposizione ad amianto a cui sono sottoposte le popolazioni residenti nei SIN, particolarmente evidente nel sesso maschile dai dati relativi al famigerato mesotelioma. Tra i siti con eccessi per mesotelioma e tumore maligno della pleura, i SIN siciliani di Biancavilla (CT) e Priolo (SR), dove viene documentata la presenza di asbesto e fibre asbestiformi, come anche in SIN che insistono in aree portuali come ad esempio Trieste, Taranto, Venezia e con attività industriali a preponderante vocazione chimica come la Laguna di Grado e Marano, Priolo, Venezia e siderurgica come Taranto, Terni, Trieste). Si tratta di un dato davvero angosciante quest’ultimo, che conferma la diffusione dell’amianto ben oltre i siti contaminati famosi per le lavorazioni di cemento amianto come Casale Monferrato o sedi di ex cave, ma anche in siti diversi. Tra le maggiori rilevanze in termini di incremento di incidenza, anche quella relativa al tumore del fegato, riconducibile generalmente ad un diffuso rischio chimico nei SIN. L’analisi epidemiologica del terzo rapporto SENTIERI però, non si limita solo ai tumori, evidenziando un taluni bacini, come quello del SIN Basso bacino del fiume Chienti, eccessi di patologie del sistema urinario, legati ad insufficienze renali, tali da indurre ad ipotizzare un ruolo causale dei solventi alogenati dell’industria calzaturiera tipica di quel distretto o, sempre relativamente a patologie renali il suggerimento di un approfondimento di un altro tormentato SIN come quello di Taranto. Le malattie respiratori ed il tumore del polmone sono quelle che contraddistinguono maggiormente SIN come quello di Porto Torres (SS) con eccessi in ambedue i sessi e per tutti i tre esiti considerati di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri, per i quali viene suggerito un ruolo delle emissioni di raffinerie e poli petrolchimici con lo stesso profilo rilevato anche a Taranto per il ruolo delle emissioni degli stabilimenti metallurgici.

modello_concettuale_generico_vie_esposizione

In generale comunque, i risultati di questo terzo rapporto con la triplice analisi parametrica, evidenzia, in una valutazione di assieme, una coerenza con le precedenti analisi relative alla sola mortalità per il periodo 1995-2002 delle prime due edizioni del rapporto.

A livello di raccomandazioni, il rapporto chiede per tutti i SIN, l’acquisizione di maggiori conoscenze circa i contaminanti presenti nelle diverse matrici ambientali, finalizzate ad una migliore stima del l’esposizione attuale e pregressa; è questo il caso, come per esempio, per i SIN di Bolzano e del Basso bacino del fiume Chienti, dove è stata documentata la contaminazione di suolo e falda. Relativamente ai piani di biomonitoraggio umano esistono nel rapporto indicazioni, tra gli altri, per i SIN di Brescia-Caffaro e Trento, mentre programmi di monitoraggio biologico relativi alla catena alimentare sono indicati in sub-aree ben definite del Litorale Domizio-Flegreo e Agro Aversano. Un rapporto questo terzo SENTIERI, che richiama, anche se non vi era bisogno, sulle estreme priporità di intervento soprattutto per certi SIN come il Brescia-Caffaro per il PCB o il SIN siciliano di Biancavilla, dove gli eccessi riscontrati relativamente a mesoteliomi e tumori maligni della pleura in entrambi i sessi sono riconducibili a un’unica fonte di esposizione, una cava di materiale lapideo contenente una fibra asbestiforme di nuova identificazione come la fluoro-edenite. In siti dalle matrici contaminanti più complesse, come quello di Taranto, i risultati del nuovo SENTIERI, unitamente all’insieme delle conoscenze disponibili attribuiscono un ruolo alle esposizioni ambientali. A Taranto e in altri SIN per i quali le conoscenze sono ricche e solide è ora possibile prevedere procedure di valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario (VIIAS). In sintesi, davvero un terzo rapporto che rappresenta un’ulteriore tappa del processo di costruzione del sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati italiani, che costituisce proprio la finalità fondante del Progetto SENTIERI, le cui caratteristiche metodologiche non consentono, in linea generale, la formulazione di valutazioni causali pur permettendo però l’individuazione di situazioni di possibile rilevanza eziologica da approfondire attraverso studi mirati, senza però dilazionare ulteriormente un risanamento ambientale divenuto oggi davvero indifferibile.

Sauro Secci

 

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2 risposte a SENTIERI: terza edizione del Rapporto omonimo, che fa il punto delle bonifiche ambientali nel nostro paese

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