Fumo e inquinamento: quello lasciato nell’ambiente dalle sigarette è da brivido

ciccheAvendo lavorato per oltre 35 anni nel monitoraggio della qualità dell’aria e trattando questo sempre più attuale, opprimente ed ingombrante argomento, non potevo non rimanere colpito dai dati relativi ad un altro ambito delle emissioni, come quello da fumo di sigaretta, non tanto per gli aspetti convenzionalmente trattati quando si parla di effetti sanitari diretti sui fumatori attivi e passivi, ma per l’impatto dei mozziconi, cioè di quella parte di sigarette che viene dispersa in grandissime percentuali nell’ambiente, dopo la consumazione e che troppo spesso fugge dalla computazione delle statistiche sui rifiuti. Gli 1,5 miliardi di fumatori esistenti nel mondo avrebbero un impatto sull’ambiente e sulla salute, non inferiore ai rifiuti industriali. Infatti gli stessi fumatori, che acquistano ogni anno seimila miliardi di sigarette nel mondo, abbandonano ben 4.500 miliardi di mozziconi, aventi come acronimo di rifiuti TPW (Tobacco Product Waste) e con questi anche i famigerati inquinanti che contengono, dalla nicotina alle tossine, agli agenti cancerogeni, come rileva uno studio pubblicato sulla rivista “Current Environmental Health Reports” dal titolo “Tobacco Product Waste: An Environmental Approach to Reduce
Tobacco Consumption”
 e scaricabile in calce al post, nell’ambito del quale vengono proposte alcune misure per ridurre l’inquinamento da tabacco, con particolare riferimento al divieto di utilizzo dei filtri. Infatti cicche e altri rifiuti del tabacco, come pacchetti ed accendini, risultano tra i materiali più raccolti durante le pulizie di strade e spiagge. Inquietanti i tempi di permanenza nell’ambiente delle sostanze chimiche rilasciate dai mozziconi, anche fino a dieci anni dopo il loro utilizzo, con grande compromissione per l’ambiente.

Possibili vie di propagazione per la salute umana del TPW (Fonte

Possibili vie di propagazione per la salute umana del TPW (Fonte articolo “Tobacco Product Waste: An Environmental Approach to Reduce Tobacco Consumption”)

Alla richiesta di vietare l’uso dei filtri, si aggiunge quella di rendere i produttori di sigarette responsabili dei costi sostenuti per la raccolta delle cicche, stabilendo una tassa anticipata sul riciclo dei mozziconi, come viene peraltro fatto con altre categorie merceologiche, incaricandoli direttamente del ritiro di tali rifiuti. Nella stessa proposta viene ipotizzato anche l’obbligo di riportare informazioni sui pacchetti in merito alla tossicità dei mozziconi, oltre alla istituzione di un deposito cauzionale, come per le bottiglie di vetro, teso ad incentivare i fumatori alla riconsegna dei filtri usati. Al riguardo sembra  davvero scarsa la sensibilità dei fumatori vista la quantità di cicche disperse nelle nostregranchio strade, piuttosto che negli appositi cestini, per non parlare poi del nostro Mediterraneo, dove i mozziconi rappresentano il 40% dei rifiuti, davanti al 9,5% delle bottiglie di plastica, all’8,5% dei sacchetti di plastica ed al 7,6% di lattine di alluminio. Un tema approfondito e studiato anche da ENEA che ha dedicato anche specifiche giornate di studio all’argomento ed uno specifico rapporto dal titolo “Impatto ambientale delle cicche di sigaretta“, scaricabile in calce al post. Secondo gli studi ENEA, accendere una sigaretta corrisponde alla emissione nell’ambiente di oltre 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. A seguire una interessante ed esaustiva tabella che ci mostra gli impatti delle emissioni di una sigaretta suddivisa per le due diverse fasi gassosa e particolata.

inquinanti_sigaretta

Rapporto ENEA

E’ proprio una parte di queste sostanze chimiche che resta nel filtro contaminando quella parte di sigaretta non fumata chiamata comunemente cicca o mozzicone. Nei mozziconi quindi, sono riscontrabili moltissimi inquinanti come:

  • nicotina;
  • benzene;
  • gas tossici come ammoniaca e acido cianidrico;
  • composti radioattivi come polonio-210;
  • acetato di cellulosa 
  • materia plastica di cui è costituito il filtro.

Uno specifico studio ENEA – AUSL di Bologna evidenzia il potenziale nocivo delle cicche di sigarette, valutando il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale incombe un clamoroso vuoto sia di ordine culturale che normativo. Lo studio, si basa sui 13 milioni di fumatori italiani che, con una media di 15 sigarette al giorno fumate da ciascuno, determina un numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno pari a 72 miliardi. Considerando il potere filtrante dell’acetato di cellulosa che costituisce il filtro, è possibile affermare che il carico nocivo immesso in ambiente con i mozziconi di sigaretta ogni anno è pari a :

  • 324 tonnellate di nicotina
  • 1872 milioni di Bq (Bequerel) di Polonio 210
  • 1800 tonnellate di COV (Composti Organici Volatili)
  • 21,6 tonnellate di gas tossici (ammoniaca e acido cianidrico, etc.)
  • 1440 tonnellate di catrame condensato
  • 12240 tonnellate di acetato di cellulosa (base dei filtri)

A dir poco agghiaccianti gli impatti di ciascuno dei principali contaminanti elencati, sintetizzati nella immagine seguente.

composti_nocivi

Lo studio mette in evidenza come, in assenza di normative nazionali che disciplinino la dispersione di mozziconi in ambiente, esistano solo singole e sporadiche iniziative da parte di alcuni comuni più attenti alla problematica, con la maggior parte delle cicche contaminano il suolo e le acque superficiali finendo nelle fognature. Tutti elementi che rendono necessario classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente, trattandole come tali ed implementando adeguate politiche di differenziazione.

In sostanza, comuni, amministratori locali, datori di lavoro, non dovrebbero limitarsi alla emanazione di norme comportamentali, ma procedere alla installazione di appositi raccoglitori per i mozziconi di sigaretta, così come accade per altre tipologie di rifiuti. Un problema da affrontare da vari punti di vista, con il coinvolgimento di diversi attori e con risorse finanziarie adeguate. E’ ovvio come, anche in questo caso, la sensibilizzazione ed il senso civico dei fumatori, sia l’elemento fondamentale per modificarne il modello comportamentale, rispettoso della propria e della altrui salute. Una problematica decisamente da non sottovalutare visto che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria e che la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), definisce il fumo come la principale causa mondiale prevenibile di malattia e di morte.

A seguire un breve contributo video di un servizio del canale web TV di ENEA

Sauro Secci

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4 risposte a Fumo e inquinamento: quello lasciato nell’ambiente dalle sigarette è da brivido

  1. Fabio Roggiolani ha detto:

    Straordinariooooo

    Fabio Roggiolani http://www.ecquologia.com

    >

  2. Pingback: Monitoraggio spiagge di Legambiente: tanta plastica e segnali di “fumo” nei “beach litter” | L'ippocampo

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