Il monito dell’Africa all’Europa: “senza di noi non avreste i cellulari”

coltan1Il titolo di questo post evoca un tema a me molto caro e che ho cercato di sviscerare circa un anno fa dal titolo molto eloquente “Caro cellulare quanto costi” (vedi post). In quella circostanza avevo cercato di evidenziare la grande perversione dell’economia dei consumi senza limiti dell’ambiente e delle risorse, che oggi sta registrando sul campo internazionale pesanti battute di arresto, con, sull’altare del sacrifico, quel terzo mondo e l’Africa in particolare, troppo spesso oggetto di saccheggi e depredazioni di ogni genere, con un enorme tributo lasciato sul campo in termini di vite umane. Questa volta mi da

cavatantalio

Miniera di coltan (colombite-tantalio) in Congo

l’opportunità di ritornare sullo specifico argomento un interessante convegno tenutosi recentemente a Genova sul tema attualissimo dell’”Economia circolare” (vedi post “Alla ricerca della via di uscita dalla crisi: ecco l’”Economia Circolare” e la riscoperta del valore del “riparare”) dal titolo “Economia circolare: una strategia UE per uscire dalla crisi, anche in Liguria” organizzato da Comune di Genova e Amiu, l’azienda municipalizzata per l’igiene urbana del capoluogo ligure. Durante il convegno è tornato sul tema Roberto Cavallo vicepresidente di ACR+ (network internazionale di città e regioni che condividono l’obiettivo di sviluppare il consumo sostenibile e una corretta gestione delle risorse), (link sito) con una specifica relazione sul tema. In essenza Cavallo evidenzia come “Non abbiamo un solo grammo in Europa delle materie necessarie a realizzare i telefonini, se dobbiamo utilizzare del tantalio o del cobalto lo dobbiamo andare a prendere in Congo o in Ruanda”. Infatti l’85% dei cellulari oggi in Europa finisce in discarica, non venendo riutilizzato, dando luogo ad un enorme spreco di risorse acr+non più tollerabile dal pianeta. Il portavoce di ACR+ va anche oltre, evidenziando che l’indice dei prezzi delle materie prime negli ultimi 15 anni è esploso addirittura del 43% per l’Europa, con Cina e Stati Uniti che sono rimaste sotto il 20%. In questo modo l’area Euro è decisamente sotto con un gap del 20% rispetto ai principali competitori. Un argomento fondamentale quello del recupero dei RAEE (i cosiddetti Rifiuti elettrici ed elettronici), ai quali afferiscono anche i cellulari, dato costantemente in crescita (vedi post “RAEE (Rifiuti elettrici ed elettronici): in crescita nei prossimi anni“). Al riguardo, secondo Cavallo, “già nel 2005 si scriveva che il riciclo è un’opportunità per l’Europa, ma non si è fatto abbastanza, mentre con lo sviluppo di un’economia circolare in Europa si potrebbero creare centinaia di migliaia di posti di lavoro nel continente, un posto in più ogni 1.500 abitanti”. Una considerazione che fa riflettere ancora di più di fronte alla grande crisi dei sistemi economici incentivanti il consumo ad ogni costo, con grandi moniti ambientali e sociali e con possono e non devono oramai essere ignorati, solo in virtù dell’interesse di pochi centri di interesse.

Sauro Secci

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